Il centro-destra è alla ricerca di un nuovo leader?
Non sembra al momento che ci siano soluzioni a Berlusconi.
Egli può essere amato o odiato, ma è innegabile che sia l'unico in grado di tenere insieme le diverse correnti della CDL, nonostante molte difficoltà.
Inoltre la mancanza di Berlusconi nella vita politica italiana danneggerebbe anche la sinistra che ha fatto dell'anti-berlusconismo una forte matrice di unione.
Berlusconi è l'anima del bipolarismo in Italia... senza di lui questo sistema politico avrebbe vita molto breve.
La spinta al centro è forte e molti vogliono esserne i porta-voce: Fini intende trasformare il suo partito nazional-conservatore in un neo-partito di destra democristiana, infilandosi nel PPE e allontanando le estremità di AN, per ottenere maggiori consensi visto lo stallo perpetuo sulle solite cifre molto modeste; Casini e Rutelli non vedono l'ora di formare un nuovo grande partito di centro (altre balene in arrivo?); Veltroni è sempre in televisione ultimamente e sicuramente vuole mettersi in luce come moderatore e come futuro leader di una sinistra conservatrice che tenda al catto-comunismo neo-democristiano sotto il velo del riformismo.
Prospettiva alla caduta di questo governo o nella prossima legislatura: "grosse coalition" tra partiti di centro(comprese frange di FI, allo sbaraglio senza Berlusconi), ds e altri partitini dell'ulivo. Conclusioni: riforme 0, stabilità governi 0, benefici per l'Italia 0.
Così prima di pensare all'erede bisogna pensare come mantenere il bipolarismo. La soluzione più semplice, ma difficilmente attuabile, è una riforma elettorale che premi i partiti più grandi come DS e FI, affinchè questi possano guidare con maggiore forza cs e cd, e che metta la soglia al 5% per togliere dal parlamento tutti quei partiti utili soltanto a far lavorare con più difficoltà i vari governi. Un accordo tra Berlusconi e D'Alema sarebbe l'ideale!
A proposito del futuro leader della CDL è molto difficile esprimersi. Tutti i candidati ,infatti, credo non siano comunque all'altezza nè di Berlusconi nè di Veltroni (che spero cambi linea e punti al riformismo e ad una trasformazione stile blairiana e neo-laburista di stampo anglo-liberal, piuttosto che al centrismo o all'accordo con le estremità comuniste stile Prodi). Fini può convincere la base degli elettori del centro-destra, ma non avrà mai nè il carisma nè la forza politica per confrontarsi con i poteri forti e con le varie lobbies come il predecessore (vedi Vicenza). Egli non rappresenta assolutamente i liberalisti ed i federalisti presenti nel centro-destra: grande ministro degli esteri.
Casini ha un mano un partito di assurde dimensioni che potrebbe perdere consensi come gli ha guadagnati... un soffio lo spazzerebbe via. Troppi inciuci con la sinistra: ottimo presidente della camera.
Tremonti è un genio dell'economia, ma risulta piuttosto antipatico al grande pubblico. Fautore del liberalismo e del libertarismo, e contemporaneamente protezionista nei confronti della Cina, non tutela la destra-sociale: ministro dell'economia, si pareggerebbe con Fini agli esteri.
Formigoni è cattolico e centrista. Mi meraviglio che un politico di alto rango come vorrebbe essere lui sia uno dei maggiori azionisti di comunione e liberazione. Un cattolico conservatore non può essere alla guida di FI, partito che presentq molte facce e soprattutto la libertà individuale su temi etico-religiosi, e tanto meno della CDL: non andare a Roma!
Non ho altri nominativi: avete qualche suggerimento?


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