Sempre sull'argomento, ecco un estratto dalla puntata di Report "Cattivi consigli" di Giovanna Boursier, andata in onda domenica 22 ottobre alle 21.30.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Quindi tutti sanno ma stanno zitti e al loro posti fino alle elezioni. Siamo a luglio scorso, il nuovo ministro delle infrastrutture Di Pietro sfiducia tutto il CDA dell’Anas. Le grandi opere cominciate qualche anno prima restano a metà, qualcuna non è mai partita, perché non ci sono i soldi. Secondo i consiglieri dell’Anas non è colpa loro, ma la ragione sarebbe dovuta al fatto che ognuno ci vuole piazzare i suoi. Era andata così anche nel 2001, con l’arrivo di Lunardi tutti a casa, addirittura lui li paga molto più del dovuto perché lascino libere le poltrone.

GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
D’Angiolino, ex ufficiale della Gdf, era il presidente. Con lui erano passati 9 ministri e lo avevano sempre riconfermato. Da contratto avrebbe dovuto restare altri 4 anni, ma Lunardi lo manda a casa.

GIOVANNA BOURSIER
Però alla fine a me risulta che lei ha una liquidazione di 2 miliardi e 800 milioni circa?

GIUSEPPE D’ANGIOLINO – ex Presidente Anas fino al 2001
Ma il contratto non è stato rispettato per cui io non ho ricevuto, gli importi che erano indicati sul contratto di risoluzione del rapporto di lavoro e dovrò chiedere conto a chi ha firmato il contratto con me.

GIOVANNA BOURSIER
E chi ha firmato?

GIUSEPPE D’ANGIOLINO – ex Presidente Anas fino al 2001
Il ministro.

GIOVANNA BOURSIER
Lunardi?

GIUSEPPE D’ANGIOLINO – ex Presidente Anas fino al 2001
Lunardi.

GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
Lunardi li manda a casa in fretta in cambio di una buonuscita o risarcimento: 2 miliardi e 8 per il presidente, 650 milioni per ogni consigliere, in totale sono quasi 6 miliardi di lire. Le lettere arrivano sul tavolo di tutti i consiglieri il 19 ottobre 2001, la firma è di Pietro Lunardi.

GIOVANNA BOURSIER
Cioè dice pagatelo purché se ne vada?

IVAN CICCONI – Consigliere Anas fino 2001
Pagatelo subito.

GIOVANNA BOURSIER
Senta in questo modo si liquida un cda e si paga per intero intanto se ne assume un altro che si paga per intero. È una doppia spesa con soldi pubblici o sbaglio?

IVAN CICCONI – Consigliere Anas fino 2001
Esatto!

GIOVANNA BOURSIER
Ma lei lo sa che il ministro che l’ha preceduta per mandare via il precedente consiglio d’amministrazione di Anas aveva dato più di 5 miliardi e mezzo di lire. Lei ha dato dei soldi a questi per andarsene?

ANTONIO DI PIETRO – Ministro delle Infrastrutture
Manco una lira! Però anche altro ho fatto.

GIOVANNA BOURSIER
Me lo dica.

ANTONIO DI PIETRO – Ministro delle Infrastrutture
Ho chiesto alla corte dei conti di valutare se il precedente governo quando ha fatto sta operazione ha fatto una cosa legittima o ci deve rimettere i soldi. Non so se mi spiego. Glielo ripeto: perché io ho l’impressione che questi soldi chi li ha presi li deve rimettere, quelli della scorsa amministrazione. Ho chiesto alla Corte dei Conti di farseli ridare.

GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
Ma da chi? Da Lunardi che ha dato l’ordine come se fossero soldi suoi, da chi li ha incassati o dal ministero, cioè noi attraverso le tasse.

IVAN CICCONI – Consigliere Anas fino 2001
Questo risarcimento doveva essere pagato personalmente dal ministro delle infrastrutture e non certo caricato sui conti pubblici.

GIOVANNA BOURSIER
Quando lei dice personalmente dice personalmente dal ministro Lunardi o dal ministero e quindi sempre con soldi pubblici?

IVAN CICCONI – Consigliere Anas fino 2001
No esattamente personalmente dall’ing. Pietro Lunardi perché il cambiamento è avvenuto solo per un interesse sostanzialmente personale del ministro Lunardi. è arrivato Lunardi che ce l’aveva a morte con D’Angiolino perché D’Angiolino quando era Presidente Anas gli revocò degli incarichi.

GIOVANNA BOURSIER
Per tutta la storia Rocksoil?

IVAN CICCONI – Consigliere Anas fino 2001
Si lui era consulente dell’Anas per un paio di gallerie e normalmente quando interveniva Lunardi i costi aumentavano a dismisura. Lui gli revocò un paio di incarichi e gliela teneva carica e appena è andato lì gli ha chiesto le dimissioni.

GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
La famiglia Lunardi ha una società che costruisce gallerie, è la rocksoil. Per eseguire i lavori occorre l’autorizzazione dell’anas. Secondo d’Angiolino, presidente di Anas, qualche progetto della Rocksoil è troppo caro e chiede a Lunardi di abbassare il preventivo.

GIUSEPPE D’ANGIOLINO – ex Presidente Anas fino al 2001
Ricordo un episodio in cui c’era un progetto particolarmente costoso che era arrivato alla mia firma, che era la firma finale ed io, sulla base della mia esperienza, l’avevo ritenuto eccessivamente costoso e comunque necessario di una riverifica e non lo lasciai passare. Lo feci rivedere e il costo dell’opera venne abbastanza ridimensionato.

GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
Poi Pietro Lunardi diventa ministro e cede la Rocksoil ai figli Martina e Giuseppe. Ci sono varie interpellanze parlamentari che chiedono se non esista conflitto di interessi tra chi decide le opere e chi le fa. Una era finita in procura: quella sugli appalti per un raccordo autostradale in Val d’Aosta. Un’altra riguardava una consulenza per la Torino-Lione. Lunardi fece sapere che quel rapporto era chiuso. Poi ci sono altre interpellanze, riguardano Ergotecna che fa progettazione e direzione. Il cugino di Lunardi, Giacomo Rozzi, ha il 65%. Invece la stone di Milano, che era dei Lunardi, viene venduta e da quando passa di mano diventa una delle più potenti società per i lavori in galleria. Il responsabile è Mario Cangiano, socio del cugino di Lunardi in ergotecna. Non conosciamo la versione di Lunardi sulla vicenda perché non accetta l’intervista.