Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    08 Apr 2002
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    Predefinito L'ex spia che passava le informazioni all'ebrea...

    Non è andata granché bene a nessuno dei due a quanto pare.

    --------------

    Dal Corriere:

    Il tentato omicidio forse legato alla morte di Anna Politkosvskaja
    Intrigo a Londra, avvelenato ex 007 russo
    L'uomo, Alexander Litvinenko, è stato anche consulente dei parlamentari italiani della commissione Mitrokhin

    LONDRA (Gran Bretagna) - Complotto internazionale o pesce avariato? È questo l'enigma che Scotland Yard sta tentando di sciogliere dal primo novembre, giorno in cui Alexander Litvinenko, ultimo degli ex agenti segreti «defezionisti» in fuga dalla Russia verso l'occidente, è finito in ospedale a Londra per «avvelenamento da tossina sconosciuta». E ora su quel pomeriggio al sushi-bar londinese si addensano sospetti da spy story.
    Motivi ce ne sono. Litvinenko, ex capo dell'antiterrorismo del Fsb (erede del Kgb), è fuggito a Londra nel 2001 dopo essere stato imprigionato in patria per alto tradimento a causa delle accuse, lanciate al proprio servizio segreto, di aver giocato un ruolo chiave negli attentati di Mosca del '99 che, attribuiti invece alla guerriglia cecena, giustificarono la brutale repressione russa. Pupillo del vicecapo del Kgb Vladimir Trofimov assassinato nei mesi scorsi, che lo aiutò a fuggire in Europa, Litvinenko era una fonte privilegiata della giornalista Anna Politkovskaja, freddata da un killer lo scorso 7 ottobre dopo reportage coraggiosi sulla guerra cecena che puntavano il dito contro il Cremlino.
    Autore di un libro- denuncia sulle operazioni coperte dell'ex Kgb bandito in Russia, Litvinenko è tenuto sotto osservazione dai servizi segreti di mezzo mondo. È stato ascoltato anche dalla commissione Mitrokhin. E all'organismo parlamentare presieduto da Paolo Guzzanti, che nella scorsa legislatura indagava sull'infiltrazione delle spie sovietiche nel nostro Paese, Litvinenko ha fornito informazioni sui rapporti tra il terrorismo rosso e Mosca. Il giorno del malore al ristorante giapponese, l'ex maggiore del Kgb era proprio con il consulente della Mitrokhin che lo aveva proposto come fonte: Mario Scaramella.
    E mentre Scotland Yard sta tentando di appurare se e perché i due fossero stati obiettivo del presunto avvelenatore, nei siti online della Cecenia, dove Litvinenko è considerato un idolo, si grida all'attentato, si accusa Mosca e si arrivano a nutrire sospetti anche su Scaramella. Sebbene lo stesso Litvinenko abbia precisato di essere stato lui a scegliere il locale e di averlo proposto a Scaramella che, avendo già pranzato in orari più partenopei, non ha toccato cibo scampando all'intossicazione. E malgrado il transfuga russo, dopo un iniziale sospetto, abbia dichiarato di ritenere il suo commensale estraneo all'episodio.
    Sulla versione online del giornale russo Kommersant(13 novembre) viene attribuito a Litvinenko questo racconto: «(Scaramella) mi ha mandato una email in ottobre dall'Italia chiedendo un incontro per il 10 o 11 novembre a Londra. Ma, all'improvviso, mi ha chiamato l'1 novembre e, come al solito, abbiamo deciso di incontrarci in un ristorante di Piccadilly intorno alle 15». Secondo questo racconto Scaramella, piuttosto nervoso, avrebbe consegnato a Litvinenko un documento di 4 pagine. Sostenendo che in esso c'erano i nomi di persone coinvolte nell'omicidio di una giornalista americana ebrea a Mosca. Il documento conteneva nomi di 007 dello Fsb conosciuti da Litvinenko: «Leggendo le carte ho avuto l'impressione che le persone citate avessero avuto un ruolo nell'omicidio».
    L'avvelenamento scatena una guerra di informazioni che accreditano scenari dietrologici di ogni genere. In ambienti dei transfughi sovietici a Londra prende quota la pista Politkovskaja. Sarebbe stata lei la giornalista uccisa sulla quale Scaramella aveva informazioni da confrontare con Litvinenko. Una pista che portava dritta a personaggi dell'ex Kgb che avevano un solo movente, eliminare l'autrice di denunce contro le ingerenze russe nella guerra cecena.
    Quale che sia la causa, c'è sgomento sulle modalità dell'episodio. Che ricorda quello di Viktor Yuvshenko: il leader della rivoluzione ucraina che durante la campagna elettorale del 2004 in cui avversava il candidato filo- russo finì in ospedale per aver mangiato cibo contaminato. Scampò alla morte, sebbene gravemente deturpato al volto, e vinse le elezioni. A Mosca si cerca di allontanare ogni sospetto dal governo Putin. Scende in campo lo stesso Fsb per negare ogni coinvolgimento nella vicenda. La smentita è riportata dal giornale Moskovsky Komsomolets che aggiunge informazioni su Scaramella. Si dice che si è recato più volte in Russia per conto della commissione Mitrokhin nella sede del Fsb e si parla di una sua amicizia con il numero due del servizio Kolmogorov.
    In realtà con la commissione Mitrokhin Mosca non ha mai voluto collaborare considerandola «una minaccia alla sicurezza nazionale», come si legge nella risposta ufficiale alle richieste di assistenza. E dell'amicizia di Kolmogorov Scaramella era all'oscuro. A condurre la campagna di informazione sull'episodio è soprattutto Radio Echo Moskwy, emittente radiofonica russa di proprietà di Gazprom, il colosso del gas al vertice del quale è stato appena nominato Valery Golubev, ex funzionario del Kgb. Ufficialmente spetta a Scotland Yard dissipare veleni e sospetti. Ma il caso è ormai da giorni in mano all'MI6, il servizio segreto di Sua Maestà.
    Virginia Piccolillo
    19 novembre 2006

    __________________________________________________ __


    Lo scorno del goy più giudeo dei giudei Guzzanti.
    Visto che è nel loro mirino, almeno secondo lui, chissà che davvero non gli facciano un bel servizietto.
    In ogni caso perché il Berlüsca, che ostenta tanto la sua amicizia con Putin, non gli dice di stare al posto suo e non rompere i coglioni?

    ----------------


    Le informazioni sono state inviate dal leader dei rifugiati russi a Londra
    Guzzanti: «Hanno cercato di ucciderlo»
    Il senatore di Forza Italia non ha dubbi sull'avvelenamento: «Usato Tallium radiattivo, molecola che non si trova in natura» STRUMENTI
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    ROMA — Per Paolo Guzzanti, ex presidente della Commissione Mitrokhin, l'avvelenamento di Alexander Litvinenko è stato un attentato.
    Perché?
    «Finché non mi è arrivata la notizia di un avvelenamento con una molecola che non si trova in natura avevo pensato al pesce. Ma visto che si tratta di Tallium radioattivo può essere solo tentato omicidio».
    Da chi ha avuto queste informazioni?
    «Dal mio amico Vladimir Bukovskij, leader della comunità dei rifugiati russi a Londra, in contatto con le autorità britanniche».
    Al centro di questa storia c'è il suo ex consulente Scaramella.
    «Sì, ma Bukovskij mi ha garantito che non ha avuto alcun ruolo come inizialmente, preso dal panico, aveva pensato Litvinenko».
    Litvinenko era un suo informatore?
    «Sì, cosa che mi ha generato un'esposizione con ambienti dell'Est per cui viaggio sotto scorta di secondo livello, come l'ambasciatore israeliano».
    Crede alla pista Politkovskaja?
    «È indubbio che Litvinenko indagasse da Londra sull'assassinio. È probabile che l'Fvb russo abbia cercato di farlo passare per agente doppio: se diventi il traditore e poi muori puoi essere stato ucciso in quanto tale e non perché davi fastidio a Mosca».
    19 novembre 2006

  2. #2
    kalashnikov47
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Peucezio Visualizza Messaggio
    Non è andata granché bene a nessuno dei due a quanto pare.

    --------------

    Dal Corriere:

    Il tentato omicidio forse legato alla morte di Anna Politkosvskaja
    Intrigo a Londra, avvelenato ex 007 russo
    L'uomo, Alexander Litvinenko, è stato anche consulente dei parlamentari italiani della commissione Mitrokhin

    LONDRA (Gran Bretagna) - Complotto internazionale o pesce avariato? È questo l'enigma che Scotland Yard sta tentando di sciogliere dal primo novembre, giorno in cui Alexander Litvinenko, ultimo degli ex agenti segreti «defezionisti» in fuga dalla Russia verso l'occidente, è finito in ospedale a Londra per «avvelenamento da tossina sconosciuta». E ora su quel pomeriggio al sushi-bar londinese si addensano sospetti da spy story.
    Motivi ce ne sono. Litvinenko, ex capo dell'antiterrorismo del Fsb (erede del Kgb), è fuggito a Londra nel 2001 dopo essere stato imprigionato in patria per alto tradimento a causa delle accuse, lanciate al proprio servizio segreto, di aver giocato un ruolo chiave negli attentati di Mosca del '99 che, attribuiti invece alla guerriglia cecena, giustificarono la brutale repressione russa. Pupillo del vicecapo del Kgb Vladimir Trofimov assassinato nei mesi scorsi, che lo aiutò a fuggire in Europa, Litvinenko era una fonte privilegiata della giornalista Anna Politkovskaja, freddata da un killer lo scorso 7 ottobre dopo reportage coraggiosi sulla guerra cecena che puntavano il dito contro il Cremlino.
    Autore di un libro- denuncia sulle operazioni coperte dell'ex Kgb bandito in Russia, Litvinenko è tenuto sotto osservazione dai servizi segreti di mezzo mondo. È stato ascoltato anche dalla commissione Mitrokhin. E all'organismo parlamentare presieduto da Paolo Guzzanti, che nella scorsa legislatura indagava sull'infiltrazione delle spie sovietiche nel nostro Paese, Litvinenko ha fornito informazioni sui rapporti tra il terrorismo rosso e Mosca. Il giorno del malore al ristorante giapponese, l'ex maggiore del Kgb era proprio con il consulente della Mitrokhin che lo aveva proposto come fonte: Mario Scaramella.
    E mentre Scotland Yard sta tentando di appurare se e perché i due fossero stati obiettivo del presunto avvelenatore, nei siti online della Cecenia, dove Litvinenko è considerato un idolo, si grida all'attentato, si accusa Mosca e si arrivano a nutrire sospetti anche su Scaramella. Sebbene lo stesso Litvinenko abbia precisato di essere stato lui a scegliere il locale e di averlo proposto a Scaramella che, avendo già pranzato in orari più partenopei, non ha toccato cibo scampando all'intossicazione. E malgrado il transfuga russo, dopo un iniziale sospetto, abbia dichiarato di ritenere il suo commensale estraneo all'episodio.
    Sulla versione online del giornale russo Kommersant(13 novembre) viene attribuito a Litvinenko questo racconto: «(Scaramella) mi ha mandato una email in ottobre dall'Italia chiedendo un incontro per il 10 o 11 novembre a Londra. Ma, all'improvviso, mi ha chiamato l'1 novembre e, come al solito, abbiamo deciso di incontrarci in un ristorante di Piccadilly intorno alle 15». Secondo questo racconto Scaramella, piuttosto nervoso, avrebbe consegnato a Litvinenko un documento di 4 pagine. Sostenendo che in esso c'erano i nomi di persone coinvolte nell'omicidio di una giornalista americana ebrea a Mosca. Il documento conteneva nomi di 007 dello Fsb conosciuti da Litvinenko: «Leggendo le carte ho avuto l'impressione che le persone citate avessero avuto un ruolo nell'omicidio».
    L'avvelenamento scatena una guerra di informazioni che accreditano scenari dietrologici di ogni genere. In ambienti dei transfughi sovietici a Londra prende quota la pista Politkovskaja. Sarebbe stata lei la giornalista uccisa sulla quale Scaramella aveva informazioni da confrontare con Litvinenko. Una pista che portava dritta a personaggi dell'ex Kgb che avevano un solo movente, eliminare l'autrice di denunce contro le ingerenze russe nella guerra cecena.
    Quale che sia la causa, c'è sgomento sulle modalità dell'episodio. Che ricorda quello di Viktor Yuvshenko: il leader della rivoluzione ucraina che durante la campagna elettorale del 2004 in cui avversava il candidato filo- russo finì in ospedale per aver mangiato cibo contaminato. Scampò alla morte, sebbene gravemente deturpato al volto, e vinse le elezioni. A Mosca si cerca di allontanare ogni sospetto dal governo Putin. Scende in campo lo stesso Fsb per negare ogni coinvolgimento nella vicenda. La smentita è riportata dal giornale Moskovsky Komsomolets che aggiunge informazioni su Scaramella. Si dice che si è recato più volte in Russia per conto della commissione Mitrokhin nella sede del Fsb e si parla di una sua amicizia con il numero due del servizio Kolmogorov.
    In realtà con la commissione Mitrokhin Mosca non ha mai voluto collaborare considerandola «una minaccia alla sicurezza nazionale», come si legge nella risposta ufficiale alle richieste di assistenza. E dell'amicizia di Kolmogorov Scaramella era all'oscuro. A condurre la campagna di informazione sull'episodio è soprattutto Radio Echo Moskwy, emittente radiofonica russa di proprietà di Gazprom, il colosso del gas al vertice del quale è stato appena nominato Valery Golubev, ex funzionario del Kgb. Ufficialmente spetta a Scotland Yard dissipare veleni e sospetti. Ma il caso è ormai da giorni in mano all'MI6, il servizio segreto di Sua Maestà.
    Virginia Piccolillo
    19 novembre 2006

    __________________________________________________ __


    Lo scorno del goy più giudeo dei giudei Guzzanti.
    Visto che è nel loro mirino, almeno secondo lui, chissà che davvero non gli facciano un bel servizietto.
    In ogni caso perché il Berlüsca, che ostenta tanto la sua amicizia con Putin, non gli dice di stare al posto suo e non rompere i coglioni?

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    Le informazioni sono state inviate dal leader dei rifugiati russi a Londra
    Guzzanti: «Hanno cercato di ucciderlo»
    Il senatore di Forza Italia non ha dubbi sull'avvelenamento: «Usato Tallium radiattivo, molecola che non si trova in natura» STRUMENTI
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    ROMA — Per Paolo Guzzanti, ex presidente della Commissione Mitrokhin, l'avvelenamento di Alexander Litvinenko è stato un attentato.
    Perché?
    «Finché non mi è arrivata la notizia di un avvelenamento con una molecola che non si trova in natura avevo pensato al pesce. Ma visto che si tratta di Tallium radioattivo può essere solo tentato omicidio».
    Da chi ha avuto queste informazioni?
    «Dal mio amico Vladimir Bukovskij, leader della comunità dei rifugiati russi a Londra, in contatto con le autorità britanniche».
    Al centro di questa storia c'è il suo ex consulente Scaramella.
    «Sì, ma Bukovskij mi ha garantito che non ha avuto alcun ruolo come inizialmente, preso dal panico, aveva pensato Litvinenko».
    Litvinenko era un suo informatore?
    «Sì, cosa che mi ha generato un'esposizione con ambienti dell'Est per cui viaggio sotto scorta di secondo livello, come l'ambasciatore israeliano».
    Crede alla pista Politkovskaja?
    «È indubbio che Litvinenko indagasse da Londra sull'assassinio. È probabile che l'Fvb russo abbia cercato di farlo passare per agente doppio: se diventi il traditore e poi muori puoi essere stato ucciso in quanto tale e non perché davi fastidio a Mosca».
    19 novembre 2006
    Ho l'impressioni che si tratti di una faida da sottobosco politico-spionistico. Se fossi in Scotland Yard emetterei un mandato di cattura nei confronti di Paolo Guzzanti e dell'agente Betulla.

  3. #3
    kalashnikov47
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    Una volta ad una conferenza ho conosciuto questo Bukovskyi. Era un fuoriuscito russo anticomunista; ma come mai fa ancora il fuoriuscito a quasi 20 anni dalla caduta dell'URSS?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47 Visualizza Messaggio
    Una volta ad una conferenza ho conosciuto questo Bukovskyi. Era un fuoriuscito russo anticomunista; ma come mai fa ancora il fuoriuscito a quasi 20 anni dalla caduta dell'URSS?
    forza dell'abitudine ?

  5. #5
    kalashnikov47
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    Citazione Originariamente Scritto da Ken il warriero Visualizza Messaggio
    forza dell'abitudine ?
    O forza dei servizi?
    In genere i grandi fuoriusciti, da Solgenitsin a Siniavskyi sono tutti tornati in patria, una volta caduto il comunismo. Questo, no. strano...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47 Visualizza Messaggio
    O forza dei servizi?
    In genere i grandi fuoriusciti, da Solgenitsin a Siniavskyi sono tutti tornati in patria, una volta caduto il comunismo. Questo, no. strano...
    si sà che il compito del cumunismo era quello di derubare e ditruggere le russie, da parte dei isrAlieni,

    Quando un ebreo ha un Gentile nelle sue mani, un altro ebreo può andare dallo stesso Gentile, prestargli denaro e truffarlo in sua vece, così da rovinare il Gentile. Poiché la proprietà di un Gentile, secondo la nostra legge, non appartiene a nessuno, e il primo ebreo che passa ha pieno diritto di prendersela.
    (Schuican Amen, Choschem Hamischpath, 156).

  7. #7
    Ordine e Disciplina
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47 Visualizza Messaggio
    O forza dei servizi?
    In genere i grandi fuoriusciti, da Solgenitsin a Siniavskyi sono tutti tornati in patria, una volta caduto il comunismo. Questo, no. strano...
    Diciamo che questo, più che anticomunista, era antirusso. Quando uno ha il tradimento nel sangue c'è poco da fare.

 

 

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