Più di settecento delegati a Roma
Settecento delegati, in rappresentanza di 250 sezioni e 25 mila iscritti, parteciperanno al XX Congresso della Democrazia Cristiana, convocato per sabato 18 e domenica 19 novembre a Roma, presso il Complesso Monumentale Santo Spirito in Saxia, Borgo Santo Spirito n.2. Dopo la sentenza del Tribunale di Roma che ha riconosciuto il diritto esclusivo della Dc a valersi del nome “Democrazia Cristiana” e del simbolo dello scudo crociato, l’interesse si è acceso attorno al partito.
Al Congresso interverranno infatti il presidente del Consiglio Romano Prodi, il presidente del Senato Franco Marini, il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi, il ministro della Giustizia Clemente Mastella e quello delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e poi Ignazio La Russa di An, Gerardo Bianco della Margherita, l’ex ministro degli Interni Enzo Bianco e molti storici dirigenti democristiani, come Clelio Darida, Publio Fiori, Enzo Scotti, Giuseppe Gargani, Angelo Sanza, Gianni Fontana ed Alessandro Duce.
Alle ultime elezioni politiche il partito si è presentato solo in quattro circoscrizioni, e, pur privato del suo nome e dello storico simbolo, ha conquistato 75 mila voti alla Camera e 73 mila al Senato, risultando determinante per la vittoria del centrosinistra.
“Non ci aspettavamo però che la coalizione risultasse così schiacciata sulle posizioni dell’estrema sinistra”, ha detto il segretario politico della Dc, Giuseppe Pizza, annunciando l’intenzione di esaminare la linea politica al Congresso.
Nel frattempo un incontro cordiale si è svolto a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Prodi ed una delegazione della Democrazia Cristiana, guidata dal segretario nazionale, Giuseppe Pizza e composta dal persidente del Consiglio nazionale della Dc, On. Alessi, dal vice segretario vicario, Aniello Vuolo e dal segretario amministrativo nazionale, Armando Lizzi.
Il premier si è comlimentato per la felice conclusione del contenzioso che, dopo lunghi anni, ha restituito alla Dermocrazia Cristiana il suo nome ed il suo simbolo, ed ha espresso la più sincera simpatia per l'azione sociale e politica che la Dc ha svolto in passato ed intende continuare a svolgere in futuro.




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