UNA FOLLE PANTOMIMA
di (e CON) Paolo Guzzanti
Finalmente abbiamo le regole d'ingaggio, ovvero che cosa dovrebbero andare a fare i nostri soldati in Libano: tutto, possibilmente sparare sui soldati di Israele, ma non disarmare Hezbollah, come voleva la risoluzione dell'Onu.
È contento adesso il capo del governo di Gerusalemme Olmert?
Ecco quello che riferisce l'agenzia Reuters: «L'uso della forza, “compresa la licenza di uccidere”, è autorizzata anche per difendere le forze armate libanesi a cui potrebbero essere associate truppe Onu, se l'autore o gli autori della minaccia sono armati. La forza dovrà essere proporzionale al livello della minaccia. Ma il livello della risposta potrebbe anche essere più elevato».
Traduzione: i soldati che andranno in Libano, non andranno a disarmare i terroristi hezbollah, che il governo libanese ha dichiarato far parte delle sue stesse forze armate, ma andranno in Libano a «difendere le forze armate libanesi», cioè gli hezbollah incorporati nell'esercito libanese.
E a difenderli da quali attacchi?
La risposta è scandalosamente ovvia: i nostri soldati fiancheggeranno le forze armate libanesi per proteggerle, hezbollah compresi, da contrattacchi israeliani in risposta al lancio di nuovi missili.
Ed ecco quindi spiegato l'entusiasmo guerrafondaio dei nostri pacifisti: vogliono che gli italiani siano, nella loro immaginazione malata ma attivissima, i nuovi marines che sparino sugli israeliani.
SEGUE
(per coloro NON deboli di stomaco)




Rispondi Citando


