ecco la lettera di Giuseppe Alessi, fondatore nel 1942 della D.C., al segretario Pizza.E'ora che i millantatori e gli usurpatori la smettano d'infangarne il nome.Lunga vita alla D.C. e ai democristiani
Lettera di Giuseppe Alessi a Giuseppe Pizza 13/11/2006
Caro amico Pizza,
apprendo con felice sorpresa e profonda soddisfazione che la D.C. è stata scongelata grazie ad una sentenza “santa” e “giusta”.
Dunque, anche quei numerosi militanti che erano rintanati nelle catacombe possono riaffermare la testimonianza attiva.
Certamente il periodo di forzata clausura ha fortemente penalizzato la D.C., l’ha ferita e drammaticamente isolata.
Io credo, anche, che l’elettorato non sia stato “contro” la D.C., ma scelse di vivere “senza” la D.C.
Tale scelta ha, però, profonde e per certi versi giustificate motivazioni.
Don Sturzo ci insegnò che a fondamento dell’azione politica di una attività, a qualsiasi livello e che voleva abbracciare e condividere i principi ed i programmi del PPI prima e dopo delle D.C., vi era la ricerca del bene comune e la testimonianza fatta di opere e non di parole: servire rende l’uomo regale.
Mi ricordo che spesso mi diceva:
“Alessi la moralità, la moralità, la moralità.
Dovete essere operatori di pace e di gioia”.
Ed io ansioso chiedevo:
“Don Luigi le hanno riferito qualcosa di grave sul mio conto?”
Non avevano riferito nulla, ma Don Sturzo considerava l’attività politica un servizio e non la ricerca del potere visto come dominio.
Certo, certo il politico deve avere anche ambizioni ma lecite e misurate.
Ora che potete rivestirvi ancora unicamente dello scudo e del nome, dovete armarvi di coraggio e buona volontà per riconquistare e riaffermare la vostra identità di uomini liberi e forti.
Liberi dalla esigenza di conquistare il potere ad ogni costo, forti nel mantenere il vostro cuore mite e puro.
Due sono però, le vive raccomandazioni che tramite Te, caro Pizza, (Ti do del tu affettuoso perché sei ancora “giovinotto”) che vorrei trasmettessi ai tanti D.C.:
conservate e difendete la Costituzione, il midollo spinale, la spina dorsale del nostro amato paese.
Le rivisitazioni dovranno esserci, ma la loro base dovrà essere piantata nel cemento e non nella sabbia.
E, poi, le Autonomie Regionaliperate nei territori, confortate le popolazioni, perché le loro Regioni rifioriscano senza semi e piante secche, ma robuste e sane.
Le Autonomie Regionali servono a rafforzare l’unità dell’Italia e non a indebolirla.
A tutti gli aderenti e simpatizzanti della D.C. in questa XX Assemblea un affettuoso abbraccio ed un sentito appello:
Siate fieri ed orgogliosi di essere stati, di essere anche in futuro Democristiani.
firma
Giuseppe Alessi




perate nei territori, confortate le popolazioni, perché le loro Regioni rifioriscano senza semi e piante secche, ma robuste e sane.
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