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    Predefinito 18/11:Contro i vergognosi linciaggi bipartisan!

    http://www.pane-rose.it/files/index.php?c37939
    (19 novembre 2006)
    Aperta difesa della manifestazione di Roma per la Palestina. "Vergogna!" al PRC che si è associato agli squallidi attacchi di centrodestra e centrosinistra.
    Il vero scandalo non sta nella manifestazione di Roma per la Palestina, ma nel suo ignobile linciaggio bipartisan da parte di centrosinistra e centrodestra.

    Centrosinistra e centrodestra non "inorridiscono" di fronte a 450 palestinesi assassinati dal terrore israeliano nei soli ultimi mesi: anzi rivendicano la cooperazione tra Italia e Israele e l'embargo contro i palestinesi.

    "Inorridiscono" invece se a conclusione di una grande e pacifica manifestazione al fianco dei palestinesi dieci ragazzi compiono un innocuo gesto dimostrativo, del tutto marginale, contro l'oppressione della Palestina.

    Vergogna! E tanto più vergognoso è l'atteggiamento del gruppo dirigente del Prc che dopo aver votato in nome della non violenza il rifinanziamento delle missioni di guerra e l'aumento delle spese militari, oggi si accoda al coro isterico di centrosinistra e centrodestra contro la manifestazione di Roma e le comunità palestinesi presenti. Nel prezzo da pagare per governare con Prodi e Rutelli c'è anche la falsificazione della verità e la criminalizzazione dell'opposizione di sinistra?

    In ogni caso il Movimento per il Partito comunista dei lavoratori - tra i principali promotori della manifestazione di Roma - non si farà intimidire: verità e diritti del popolo palestinese non sono per noi merce di scambio.
    Marco Ferrando
    movimento per il Partito comunista dei lavoratori.

    Il corteo odierno è un colpo contro la potente e trasversale lobby sionista, che pervade l’intero ceto politico italiano ed è insediata fortemente nei principali organi d’informazione. Questo concentrato d’interessi economici e razzistici, nei giorni scorsi, ha scatenato l’impossibile affinché la protesta odierna fosse isolata, criminalizzata e catalogata come una manifestazione di apologia del terrorismo. Alcuni parlamentari diessini, tra cui il solito Furio Colombo con il suo alter ego, il forzaitaliota Giuliano Ferrara, sono arrivati a minacciare contromanifestazioni, nella stessa piazza, rinnovando la tradizionale consuetudine squadristica della maggioranza della comunità ebraica romana.

    Evidentemente scendere in piazza per protestare contro la criminale aggressione di Israele, manifestare affinché il governo cancelli i lucrosi affari che il complesso militare industriale italiano intrattiene con i carnefici di Tel Aviv, svergognare le Regioni che hanno stipulato accordi commerciali privilegiati è – nel periodo di vigenza del cosiddetto esecutivo/amico – un autentico peccato mortale.

    Se, poi, questa situazione la inquadriamo nel rinnovato interventismo che il capitalismo tricolore, in salsa multipolare, sta dispiegando in Medio Oriente risulta palese che qualsiasi voce dissonante a questo corso politico, diplomatico e militare deve essere depotenziata, criminalizzata e cancellata.

    Non è un caso che i promotori della vergognosa “manifestazione di Milano” (quella che nella sua piattaforma non nomina mai il termine Palestina, perché, il solo farlo, richiamerebbe ad una idea di territorio libero e sovrano..) fanno di tutto per qualificarsi come “amici di Israele” ed aperti sostenitori delle “missioni pacifiche ed umanitarie” che le truppe italiane assolvono in molti paesi. Certo – tra loro – c’è qualcuno che ama definirsi tifoso dell’ONU, equidistante da entrambi i contendenti o sostenitore dell’auspicata svolta europeista che starebbe maturando dopo l’egemonia mondiale dell’asse Bush/Blair.

    Ne prendiamo atto ma, per quanto ci riguarda, crediamo che la sostanza politica non cambia di molto. Anzi reputiamo gravi che componenti, che pure avevano animato la passata stagione del movimento No Global e No War, oggi svolgono una perniciosa funzione di mistificante copertura e di costante edulcorazione degli effetti antisociali, verso i movimenti di lotta, della politica estera di Prodi, Rutelli e D’Alema.

    La tentacolare azione di Prodi and company:
    Una asfissiante morsa da cui occorre liberarsi!!

    Già nella manifestazione dello scorso 30 Settembre, manifestando contro l’invio delle truppe italiane ed occidentali in Libano, ed, ancora prima, quando si è consumata la tragicomica vicenda dei “deputati ribelli” al momento del voto parlamentare sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, si sono palesati, nel movimento ed oltre, le prime nefaste conseguenze della politica dell’esecutivo di Prodi.

    Una narcotizzante azione di governo la quale punta – prioritariamente – alla destrutturazione di qualsiasi opposizione classista, al complesso delle sue politiche, preferendo accreditare l’idea che solo la destra Berlusconiana o le variegate corporazioni degli evasori sarebbero interessate a rovesciare la politica risanatrice dell’Unione Prodiana.

    Infatti non solo sul terreno dell’opposizione alla guerra, ma anche sul piano delle vertenze sindacali e sociali, a partire della critica all’astuta Legge Finanziaria di Padoa Schioppa, si vuole imporre un deformato scenario dove non deve esserci legittimità e spazio per il conflitto, per l’autorganizzazione e per la diffusione dei movimenti.

    La soddisfacente riuscita delle diverse manifestazioni contro la precarietà, la l’ampiezza dello Sciopero Generale del Sindacalismo di Base, il delinearsi, seppure in forme ancora tendenziali, di un antimperialismo che si batte, in prima istanza, contro il proprio stato ed il proprio governo, sono un buon viatico per spezzare il paralizzante clima che attanaglia i movimenti ed i settori proletari e popolari.

    Ritorna, quindi, – in forme concrete e quotidianamente - la discriminante tra chi si colloca a svolgere una funzione di opposizione autonoma ed indipendente verso questo governo e chi, invece, sceglie di “condizionarlo” ottenendo, magari, una miserevole “riduzione del danno”.

    L’OSTILITA’ ALLA GUERRA, SENZA SE E SENZA MA, LA SOLIDARIETA’ CON LA PALESTINA E CON LA RESISTENZA GLOBALE DEI POPOLI AGGREDITI DALL’IMPERIALISMO, IL RIFIUTO DELLA POLITICA DEI SACRIFICI PER RISANARE L’AZIENDA/ITALIA RIMANGONO I CAPISALDI POLITICI PER UN MOVIMENTO CHE NON ACCETTA DI CAPITOLARE E CHE CONTINUA A SOSTENERE CHE: UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE!!
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  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Razhid Visualizza Messaggio
    http://www.pane-rose.it/files/index.php?c37939
    (19 novembre 2006)
    Aperta difesa della manifestazione di Roma per la Palestina. "Vergogna!" al PRC che si è associato agli squallidi attacchi di centrodestra e centrosinistra.
    Il vero scandalo non sta nella manifestazione di Roma per la Palestina, ma nel suo ignobile linciaggio bipartisan da parte di centrosinistra e centrodestra.

    Centrosinistra e centrodestra non "inorridiscono" di fronte a 450 palestinesi assassinati dal terrore israeliano nei soli ultimi mesi: anzi rivendicano la cooperazione tra Italia e Israele e l'embargo contro i palestinesi.

    "Inorridiscono" invece se a conclusione di una grande e pacifica manifestazione al fianco dei palestinesi dieci ragazzi compiono un innocuo gesto dimostrativo, del tutto marginale, contro l'oppressione della Palestina.

    Vergogna! E tanto più vergognoso è l'atteggiamento del gruppo dirigente del Prc che dopo aver votato in nome della non violenza il rifinanziamento delle missioni di guerra e l'aumento delle spese militari, oggi si accoda al coro isterico di centrosinistra e centrodestra contro la manifestazione di Roma e le comunità palestinesi presenti. Nel prezzo da pagare per governare con Prodi e Rutelli c'è anche la falsificazione della verità e la criminalizzazione dell'opposizione di sinistra?

    In ogni caso il Movimento per il Partito comunista dei lavoratori - tra i principali promotori della manifestazione di Roma - non si farà intimidire: verità e diritti del popolo palestinese non sono per noi merce di scambio.
    Marco Ferrando
    movimento per il Partito comunista dei lavoratori.

    Il corteo odierno è un colpo contro la potente e trasversale lobby sionista, che pervade l’intero ceto politico italiano ed è insediata fortemente nei principali organi d’informazione. Questo concentrato d’interessi economici e razzistici, nei giorni scorsi, ha scatenato l’impossibile affinché la protesta odierna fosse isolata, criminalizzata e catalogata come una manifestazione di apologia del terrorismo. Alcuni parlamentari diessini, tra cui il solito Furio Colombo con il suo alter ego, il forzaitaliota Giuliano Ferrara, sono arrivati a minacciare contromanifestazioni, nella stessa piazza, rinnovando la tradizionale consuetudine squadristica della maggioranza della comunità ebraica romana.

    Evidentemente scendere in piazza per protestare contro la criminale aggressione di Israele, manifestare affinché il governo cancelli i lucrosi affari che il complesso militare industriale italiano intrattiene con i carnefici di Tel Aviv, svergognare le Regioni che hanno stipulato accordi commerciali privilegiati è – nel periodo di vigenza del cosiddetto esecutivo/amico – un autentico peccato mortale.

    Se, poi, questa situazione la inquadriamo nel rinnovato interventismo che il capitalismo tricolore, in salsa multipolare, sta dispiegando in Medio Oriente risulta palese che qualsiasi voce dissonante a questo corso politico, diplomatico e militare deve essere depotenziata, criminalizzata e cancellata.

    Non è un caso che i promotori della vergognosa “manifestazione di Milano” (quella che nella sua piattaforma non nomina mai il termine Palestina, perché, il solo farlo, richiamerebbe ad una idea di territorio libero e sovrano..) fanno di tutto per qualificarsi come “amici di Israele” ed aperti sostenitori delle “missioni pacifiche ed umanitarie” che le truppe italiane assolvono in molti paesi. Certo – tra loro – c’è qualcuno che ama definirsi tifoso dell’ONU, equidistante da entrambi i contendenti o sostenitore dell’auspicata svolta europeista che starebbe maturando dopo l’egemonia mondiale dell’asse Bush/Blair.

    Ne prendiamo atto ma, per quanto ci riguarda, crediamo che la sostanza politica non cambia di molto. Anzi reputiamo gravi che componenti, che pure avevano animato la passata stagione del movimento No Global e No War, oggi svolgono una perniciosa funzione di mistificante copertura e di costante edulcorazione degli effetti antisociali, verso i movimenti di lotta, della politica estera di Prodi, Rutelli e D’Alema.

    La tentacolare azione di Prodi and company:
    Una asfissiante morsa da cui occorre liberarsi!!

    Già nella manifestazione dello scorso 30 Settembre, manifestando contro l’invio delle truppe italiane ed occidentali in Libano, ed, ancora prima, quando si è consumata la tragicomica vicenda dei “deputati ribelli” al momento del voto parlamentare sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, si sono palesati, nel movimento ed oltre, le prime nefaste conseguenze della politica dell’esecutivo di Prodi.

    Una narcotizzante azione di governo la quale punta – prioritariamente – alla destrutturazione di qualsiasi opposizione classista, al complesso delle sue politiche, preferendo accreditare l’idea che solo la destra Berlusconiana o le variegate corporazioni degli evasori sarebbero interessate a rovesciare la politica risanatrice dell’Unione Prodiana.

    Infatti non solo sul terreno dell’opposizione alla guerra, ma anche sul piano delle vertenze sindacali e sociali, a partire della critica all’astuta Legge Finanziaria di Padoa Schioppa, si vuole imporre un deformato scenario dove non deve esserci legittimità e spazio per il conflitto, per l’autorganizzazione e per la diffusione dei movimenti.

    La soddisfacente riuscita delle diverse manifestazioni contro la precarietà, la l’ampiezza dello Sciopero Generale del Sindacalismo di Base, il delinearsi, seppure in forme ancora tendenziali, di un antimperialismo che si batte, in prima istanza, contro il proprio stato ed il proprio governo, sono un buon viatico per spezzare il paralizzante clima che attanaglia i movimenti ed i settori proletari e popolari.

    Ritorna, quindi, – in forme concrete e quotidianamente - la discriminante tra chi si colloca a svolgere una funzione di opposizione autonoma ed indipendente verso questo governo e chi, invece, sceglie di “condizionarlo” ottenendo, magari, una miserevole “riduzione del danno”.

    L’OSTILITA’ ALLA GUERRA, SENZA SE E SENZA MA, LA SOLIDARIETA’ CON LA PALESTINA E CON LA RESISTENZA GLOBALE DEI POPOLI AGGREDITI DALL’IMPERIALISMO, IL RIFIUTO DELLA POLITICA DEI SACRIFICI PER RISANARE L’AZIENDA/ITALIA RIMANGONO I CAPISALDI POLITICI PER UN MOVIMENTO CHE NON ACCETTA DI CAPITOLARE E CHE CONTINUA A SOSTENERE CHE: UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE!!
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    Non si ottiene la solidarieta' di tutti, inclusi noi di sinistra che abbiamo le tasche piene d'imbecilli che regalano inaspettate vetrinette televisive all'opposizione, gridando slogan idioti, bruciando bandiere e manichini. Io vorrei sapere se siete stupidi oppure lo fate apposta per screditare il governo e la sinistra tutta.

  3. #3
    emiro omofobo meridionale
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    Citazione Originariamente Scritto da un uomo libero Visualizza Messaggio
    Non si ottiene la solidarieta' di tutti, inclusi noi di sinistra che abbiamo le tasche piene d'imbecilli che regalano inaspettate vetrinette televisive all'opposizione, gridando slogan idioti, bruciando bandiere e manichini. Io vorrei sapere se siete stupidi oppure lo fate apposta per screditare il governo e la sinistra tutta.
    alla manifestazione di roma, c'erano oltre diecimila persone, non si può ridurre tutto allo slogan di una decina, ma vedere anche i contenuti partati dalle altre migliaia di manifestanti

  4. #4
    echeneso
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    non vi resta che votare centrodestra

  5. #5
    In un CD degli 883
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    Citazione Originariamente Scritto da echeneso Visualizza Messaggio
    non vi resta che votare centrodestra
    non voterò mai la coalizione delle banane

  6. #6
    echeneso
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    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    non voterò mai la coalizione delle banane
    appunto, buona permanenza nei centri sociali a blaterare contro prodi

  7. #7
    In un CD degli 883
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    Citazione Originariamente Scritto da echeneso Visualizza Messaggio
    appunto, buona permanenza nei centri sociali a blaterare contro prodi
    uahahahahaha!

    hai preso un GROOOOOOSSSSSSSO granchio vecchio mio!

  8. #8
    echeneso
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    vorresti insinuare che ferrando e soci non peschino adesioni nella galassia dei centri sociali? ho i miei dubbi

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da echeneso Visualizza Messaggio
    vorresti insinuare che ferrando e soci non peschino adesioni nella galassia dei centri sociali? ho i miei dubbi
    no, semplicemente mi hai augurato buona "permanenza" nei centri sociali

  10. #10
    echeneso
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    Predefinito

    e allora? mi quoti in questo thread che parla di ferrando mettendo subito le mani avanti...chiunque interpreterebbe il fatto come una difesa delle tesi di ferrando

 

 
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