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  1. #1
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    Unhappy Quando manca la fede abbondano gli idoli ... La nuova credenza sull'immortalità

    «Sono il primo italiano che sarà ibernato»

    Luigi Mascheroni

    L'avvocato Vitto Claut è nato a Montereale Valcellina, vive a Pordenone, ha due studi legali, uno in città e uno a Udine («Sono della vecchia scuola, faccio sia civile che penale»), è single, senza figli («Ma è come se ne avessi cinquanta sparsi per l'Italia, metà carriera l'ho passata facendo adozioni internazionali»), ha 57 anni e vorrebbe viverne almeno altri trecento: «Ma basterebbe anche un giorno in più di quanto ha stabilito il destino». Desiderio legittimo e comune a ogni mortale.

    L'Avv. Vitto Claut

    Vitto Claut, però - sarà per deformazione professionale - i desideri tende a trasformarli in fatti concreti. È per questo che un mese fa ha firmato un contratto con l'Alcor Life Extension Foundation di Scottsdale, Arizona - il più importante centro di criogenesi del mondo - per essere ibernato dopo la morte.
    È il primo italiano a farlo, e l'unico finora. Ed è talmente entusiasta, che è già proiettato nella fase successiva del progetto: creare anche in Italia un istituto per l'«estensione della vita», tre parole magiche che riecheggiano in decine di romanzi, film e fumetti: «Mi piacerebbe trovare un imprenditore che lavori con me per creare un centro come quello americano. Perché? Per dare una speranza in più alle persone». Speranza: la parola chiave. «Tutto è iniziato circa cinque anni fa, quando venni a sapere dell'esistenza negli Stati Uniti di un istituto dove i corpi delle persone vengono portati a temperature che arrestano il decadimento fisico fino a che la scienza riuscirà a riportarli in vita.
    insomma. “Devo andare là e capire come funziona”, mi dico».
    E così, nell'estate del 2003 l'avvocato Vitto Claut vola in Arizona e si ferma una settimana alla Alcor per un sopralluogo: «Molto gentili, mi hanno spiegato le procedure, i termini del contratto e fatto visitare il centro: in quel momento si trovavano ibernate sessanta persone, oggi sono più di cento, tra i quali personaggi famosi: lo psicologo James Bedford, il primo uomo a essere criogenizzato, nel '67, e poi senatori, industriali, il campione di baseball Ted Williams...».
    L'avvocato Vitto Claut, un ottimismo inversamente proporzionale alla lunghezza di un cognome mozzato con la mannaia, non ha mai amato i romanzi o film di fantascienza - «semmai i western» -, ha girato 160 Paesi, dal Cile all'Australia, un po' per necessità («Facevo la guida turistica per pagarmi gli studi»), un po' per lavoro («Come avvocato per anni ho accompagnato all'estero le famiglie che adottavano bambini») e un po' per piacere («Da studente accompagnai un amico a Londra a riscuotere dei soldi che il papà, fabbricante di scarpe, non riusciva a riavere. Gli riportammo la somma, 20 milioni, e ce ne regalò uno a testa») e soprattutto, da buon avvocato, è un tipo molto scrupoloso: «Mi sono preso un anno per decidere. Ho voluto sapere tutto, studiarmi ogni clausola del contratto, capire le conseguenze giuridiche per quanto riguarda i beni personali in Italia, che andranno ai miei eredi mentre io semplicemente pago una rata annuale perché la Alcor dopo morto mi tenga ibernato nei suoi laboratori fino a quando si troverà il metodo di riportarmi in vita.
    Quando mi è stato tutto chiaro, sono tornato in America e ho firmato. Naturalmente dopo aver fatto tutte le visite mediche di rito, per via dell'assicurazione».
    Assicurazione, esatto. Perché la Alcor non accetta clienti affetti da Aids, o malati terminali o comunque con una prospettiva di vita troppo breve. Perché la Fondazione possa disporre del denaro necessario a mantenersi, occorre che i soci paghino, da vivi, un certo numero di quote. «La Alcor non è una società, ma un'associazione senza scopo di lucro. Se muoio prima, smetto di pagare e godo comunque del servizio di ibernazione. Se invece precipito con l'aereo e il mio corpo è irrecuperabile, allora niente criogenesi e la Fondazione si tiene tutto quello che ho già versato usandolo per la ricerca. Ogni anno si paga una rata di 3600 dollari, fino a un totale di 175mila dollari che è il costo complessivo per il mantenimento del corpo ibernato all'interno del centro. Per la testa soltanto, un po' meno». Questo è più difficile da immaginare, ma la Alcor, che non per nulla è stata inventata da americani, notoriamente gente pragmatica, oltre al servizio di «criogenesi totale», offre anche la possibilità (a prezzi decisamente più contenuti: 80mila dollari) della «neurosospensione». A essere ibernata cioè è solo la testa, l'unico organo, a pensarci bene, davvero insostituibile, perché quando ci si risveglierà - se ci si risveglierà - la scienza avrà trovato il modo di innestare il cervello in un nuovo corpo.
    A oggi, sono già un centinaio i «pazienti» conservati sotto zero all'interno della Alcor in attesa di risorgere e circa 800 le persone in lista di attesa per essere sottoposte al trattamento al momento della loro morte. Per farlo, però, hanno solo sei ore di tempo. «Il processo di ibernazione deve iniziare subito, nel giro di poche ore. E se io muoio in Italia? Addio criogenesi, ho fatto tutto per nulla. È per questo, capisce, che è importante aprire un centro anche qui da noi. Comunque, se invece mi viene diagnosticata una malattia “controllabile”, quando sono al limite mi trasferisco in Arizona in un ospedale convenzionato con la Fondazione e rimango lì in attesa...». In attesa del trapasso, della certificazione medica di morte avvenuta, poi della sostituzione del sangue con glicerina, del raffreddamento progressivo del corpo, infine dell'incapsulamento, avvolto in un foglio metallico e a testa in giù («Dicono serva a conservare meglio il cervello») in un contenitore blindato che viene portato a 200 gradi sotto zero. «Li ho visti. Sono dei contenitori di acciaio alti cinque metri, sembrano dei barilot, così li chiamiamo in friulano. L'istituto, invece, più che un ospedale sembra un'università: un edificio basso, molto grande, con sale conferenze, laboratori, uffici...».
    Vitto Claut, detto per inciso, da anni sovvenziona un istituto per bambini sordo-muti in Congo, a Brazzaville, città fondata nel 1880 da un suo compaesano, Pietro Savorgnan di Brazzà. È per loro che ogni settimana gioca all'Enalotto: spera di vincere la somma necessaria per ingrandire l'ospedale. «Capisce adesso perché mi faccio ibernare?
    È come fare la schedina. Anche se ho una sola possibilità su un miliardo di essere riportato in vita, io me la gioco. Sono fatto così». Dell'avvocato Claut i colleghi dello studio dicono che solo a lui possono venire in mente certe idee... farsi ibernare, questa poi! La madre, 85 anni e una fede di ferro, dice semplicemente che è matto, ma lo dice ridendo. «Mamma è cattolicissima, io invece sono... non voglio dire ateo, ma indifferente all'altra vita. Credo solo in questa, che mi piace troppo peraltro. È la ragione per la quale voglio provare a viverne un altro pezzo tra un paio di secoli. Anche solo un giorno, o un mese chissà. Cosa farò se riescono a riportarmi in vita nel futuro? Bella domanda... Tutto quello che non sono riuscito a fare nel passato. E se l'uomo sarà andato su Marte, andrò a farmi un bel viaggio». Detto da uno che non ama la fantascienza.

    Fonte: Il Giornale, 19.11.2006

  2. #2
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    Non ho capto, poi, quando li scongelano? Chi garantisce, infine, che sull'etichetta non compaia, fraudolentemente, "uomo fresco"; eh?

  3. #3
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    Al via i primi test sugli uomini

    Ibernato nel 1973, all'età di 35 anni, il clarinettista e proprietario di un ristorante per vegetariani, Mike Monroe, si risveglia due secoli dopo in un mondo irriconoscibile governato da un leader tirannico. La trama dello spassoso film di Woody Allen «Il Dormiglione» presto potrebbe diventare realtà. Un'equipe di esperti del Massachusetts General Hospital di Boston ha annunciato che presto inizieranno i primi test di ibernazione su esseri umani.


    Fino ad oggi la tecnica è stata sperimentata su almeno 200 maiali con un tasso di successo del 90%. Tutti gli animali sottoposti al trattamento non hanno evidenziato alcun tipo di reazione negativa. «Credo che tecnicamente possiamo riuscire a fare lo stesso anche sull'uomo», ha spiegato a New Scientist Hasan Alam, il chirurgo che guida l’equipe statunitense. «Il nostro obiettivo è arrivare, un giorno, a operare pazienti in condizioni critiche, che hanno perso molto sangue e rischiano di morire, eseguendo l'intervento sul loro corpo ibernato».


    La tecnica di ibernazione usata dall'equipe di Boston s'ispira ai metodi usati con successo nella chirurgia dei trapianti, per preservare gli organi in attesa di impiantarli nel paziente che ne ha bisogno. I medici terrebbero il paziente in un limbo fisiologico, in bilico tra la vita e la morte, portando il suo organismo a bassissime temperature, per tutte le ore necessarie all'intervento. Ciò diminuirebbe il suo bisogno di ossigeno, perché tutti i processi metabolici si arrestano temporaneamente o rallentano al massimo, offrendo al chirurgo il tempo necessario per riparare le ferite.


    L'unico scoglio, secondo Alam, è di natura etica. “Bisognerebbe ottenere il previo consenso dei soggetti da ibernare”, spiega il professore, “Ma non puoi certo sederti a tavolino con un paziente in fin di vita”. Per ovviare al problema i ricercatori di Boston vogliono elaborare un documento medico-legale simile a quello adottato in molti paesi per la donazione degli organi.

    In realtà non si tratta di una vera e propria novità: il 12 gennaio del 1967, a Los Angeles, California, il primo “paziente” veniva trattato con speciali agenti protettivi e congelato immediatamente dopo la morte, nella speranza che future tecnologie ne permettessero il ritorno in vita ed il ringiovanimento. Tale procedura è chiamata “crionica” (oppure ibernazione, ibernazione umana, criopreservazione, biostasi o sospensione crionica).


    Negli Stati Uniti esiste una società, la Alcor Life Extension Foundation, che dal 1997 si occupa di ibernare persone subito dopo la loro morte (come nel film “Vanilla Sky” di Cameron Crowe). L'idea è quella di mantenere i corpi intatti finchè la scienza non trovi il modo di riportare in vita i morti. Ad oggi, questa azienda dell'Arizona ha già provveduto a stipare in contenitori 145 corpi, conservati a 195 gradi sotto lo zero. Più di mille, e tra questi anche degli italiani, hanno già fatto richiesta per essere sottoposti al trattamento al momento della loro morte.

    Non solo, vogliono anche lasciare tutti i propri averi in eredità a se stessi, convinti che un giorno potranno tornare in vita. Secondo il Wall Street Journal, la cosa in più di venti stati degli Usa è perfettamente legale. Dodici ricconi, attualmente stipati nei depositi della Alcor avrebbero già provveduto alle pratiche necessarie. Il caso, per quanto può sembrare strano, non è poi così assurdo: basti pensare che in Francia, pochi giorni fa, è stata negata a un certo Rémv Martinot la possibilità di ibernare i propri genitori.

  4. #4
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    Ghiaccioli al gusto d'uomo...


  5. #5
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    Il sito della ALCOR

  6. #6
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    Predefinito Diciamolo a Claut

    Carissimo, non penso sia il caso di dargli pubblicità su questo forum. Basta solo dire che è un legale del Codacons. E' sufficiente.

  7. #7
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    Predefinito Claut e la politica

    Il Messaggero Veneto 04-02-2001

    Cominciati gli adempimenti elettorali per le candidature parlamentari

    Lista Bonino a caccia di firme

    La rincorsa alle firme è cominciata. Ieri chi avesse voluto sottoscrivere candidature alle elezioni di nuove formazioni politiche avrebbe avuto l'imbarazzo della scelta. In piazza XX Settembre, infatti, c'erano i sostenitori del movimento Di Pietro, con in testa l'avvocato Vitto Claut, che chiedevano sostegni alla loro formazione politica. A pochi passi di distanza, invece, in piazza Cavour e via dei Molini, erano presenti i tavoli del coordinamento dell'area radicale e della lista Bonino della Destra Tagliamento. L'obiettivo, anche in questo caso, era quello di raccogliere le firme per le candidature nel maggioritario. Con il simbolo radicale, infatti, si presenteranno Stefano Santarossa, nel collegio di Maniago-Sacile per la Camera dei Deputati, e John Fischetti, in quel di Pordenone-San Vito, sempre per la Camera.

  8. #8
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    Predefinito Vitto Claut versus Berlusconi

    Nel febbraio 2006 una pensionata di Udine (R.G.) di 77 anni tramite il suo avvocato Vitto Claut ha denunciato Silvio Berlusconi per inadempienza contrattuale riguardo al punto 3 del contratto [il famoso contratto con gli italini], che prevedeva l'innalzamento delle Pensioni minime a 516 euro. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato convocato davanti al giudice di pace di Udine alle 9 di mercoledì 29 marzo 2006. L'iniziativa è promossa a livello nazionale dall'associazione dei consumatori Codacons, dalla Lista Consumatori e dall'Italia dei Valori. Il legale della donna ha affermato che tramite il "Contratto con gli italiani" Silvio Berlusconi ha "unilateralmente emesso un'offerta al pubblico, rivolgendo a tutti gli italiani una proposta di contratto che, con il voto, poteva essere accettata e sottoscritta". Un contratto che, si legge nell'atto di citazione, con la vittoria della CDL, "obbligava Silvio Berlusconi, in qualità di Presidente del Consiglio a realizzare nei cinque anni di governo, diversi obiettivi", tra i quali l'"innalzare le pensioni minime ad almeno un milione di lire al mese (516 euro)". Malgrado quelle promesse e dichiarazioni, prosegue l'atto, "il contratto non è stato rispettato: R.G. tutt'ora non gode di una pensione minima pari ad un milione di lire".

  9. #9
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    Elezioni circoscrizionali 2006 - Pordenone (circoscrizione Borgomeduna, circoscrizione Centro)

    Lista: DEMOCRATICI DI SINISTRA

    Candidato: VITTO CLAUT nato/a il 14/07/1949 a MONTEREALE VALCELLINA


  10. #10
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    Elezioni comunali 2006 - Pordenone

    Candidato (tra gli alti) per i DEMOCRATICI DI SINISTRA:



    VITTO CLAUT
    56 anni
    avvocato
    presidente regionale CODACONS

 

 
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