questioni di laicità metodologica
Citazione:
Dreyer ha scritto:
ad esempio, quello della Chiesa a svolgere la sua missione ovunque è un diritto, e come tale non può essere mai conculcato: se un governo lo conculcasse ciò non sarebbe accettabile.
la propaganda marxista, ad esempio, non è un diritto, perchè non esistono diritti a fare o propagare il male: per questo, se un governo proibisse la diffusione del marxismo non farebbe alcunchè di inaccettabile.
altro esempio. quella di parola non è una libertà, ma una facoltà, poichè essa è legata all'oggetto.
se la facoltà di parola si lega alla verità - come nel caso della Chiesa cattolica - essa è un diritto insopprimibile.
se la facoltà di parola si lega all'errore, come nel caso del marxismo, essa è una mera facoltà che può essere revocata, in quanto dannosa per il bene comune, fine supremo dello Stato.
Domanda banale. Ma in base a quale parametro di laica sovranità uno stato,cioè una pluralità di cittadini, può stabilire
a-che il marxismo sia male ed errore...questi vocaboli così attinenti all'ordine teologico possono essere fatti propri dalla laicità dello Stato?
b-che laicalmente e statualmente il cristianesimo debba avere -in quanto e perchè tale- presunti diritti per presunta verità?...anche qui il vocabolo verità da ordine teologico può diventare ordine statuale?
PS Ho scritto cristianesimo non mi riferisco solo al cattolicesimo...
PS 2 Si sta per caso tematizzando la subordinazione legislativa e normativa dello stato e della sua laicità alla normativa di una Chiesa?