Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Paolo2005
    Ospite

    Predefinito Ancora il fascista di Mosca

    LONDRA (Gran Bretagna) - Complotto internazionale o pesce avariato? È questo l'enigma che Scotland Yard sta tentando di sciogliere dal primo novembre, giorno in cui Alexander Litvinenko, ultimo degli ex agenti segreti «defezionisti» in fuga dalla Russia verso l'occidente, è finito in ospedale a Londra per «avvelenamento da tossina sconosciuta». E ora su quel pomeriggio al sushi-bar londinese si addensano sospetti da spy story.
    Motivi ce ne sono. Litvinenko, ex capo dell'antiterrorismo del Fsb (erede del Kgb), è fuggito a Londra nel 2001 dopo essere stato imprigionato in patria per alto tradimento a causa delle accuse, lanciate al proprio servizio segreto, di aver giocato un ruolo chiave negli attentati di Mosca del '99 che, attribuiti invece alla guerriglia cecena, giustificarono la brutale repressione russa. Pupillo del vicecapo del Kgb Vladimir Trofimov assassinato nei mesi scorsi, che lo aiutò a fuggire in Europa, Litvinenko era una fonte privilegiata della giornalista Anna Politkovskaja, freddata da un killer lo scorso 7 ottobre dopo reportage coraggiosi sulla guerra cecena che puntavano il dito contro il Cremlino.
    Autore di un libro- denuncia sulle operazioni coperte dell'ex Kgb bandito in Russia, Litvinenko è tenuto sotto osservazione dai servizi segreti di mezzo mondo. È stato ascoltato anche dalla commissione Mitrokhin. E all'organismo parlamentare presieduto da Paolo Guzzanti, che nella scorsa legislatura indagava sull'infiltrazione delle spie sovietiche nel nostro Paese, Litvinenko ha fornito informazioni sui rapporti tra il terrorismo rosso e Mosca. Il giorno del malore al ristorante giapponese, l'ex maggiore del Kgb era proprio con il consulente della Mitrokhin che lo aveva proposto come fonte: Mario Scaramella.
    E mentre Scotland Yard sta tentando di appurare se e perché i due fossero stati obiettivo del presunto avvelenatore, nei siti online della Cecenia, dove Litvinenko è considerato un idolo, si grida all'attentato, si accusa Mosca e si arrivano a nutrire sospetti anche su Scaramella. Sebbene lo stesso Litvinenko abbia precisato di essere stato lui a scegliere il locale e di averlo proposto a Scaramella che, avendo già pranzato in orari più partenopei, non ha toccato cibo scampando all'intossicazione. E malgrado il transfuga russo, dopo un iniziale sospetto, abbia dichiarato di ritenere il suo commensale estraneo all'episodio.
    Sulla versione online del giornale russo Kommersant(13 novembre) viene attribuito a Litvinenko questo racconto: «(Scaramella) mi ha mandato una email in ottobre dall'Italia chiedendo un incontro per il 10 o 11 novembre a Londra. Ma, all'improvviso, mi ha chiamato l'1 novembre e, come al solito, abbiamo deciso di incontrarci in un ristorante di Piccadilly intorno alle 15». Secondo questo racconto Scaramella, piuttosto nervoso, avrebbe consegnato a Litvinenko un documento di 4 pagine. Sostenendo che in esso c'erano i nomi di persone coinvolte nell'omicidio di una giornalista americana ebrea a Mosca. Il documento conteneva nomi di 007 dello Fsb conosciuti da Litvinenko: «Leggendo le carte ho avuto l'impressione che le persone citate avessero avuto un ruolo nell'omicidio».
    L'avvelenamento scatena una guerra di informazioni che accreditano scenari dietrologici di ogni genere. In ambienti dei transfughi sovietici a Londra prende quota la pista Politkovskaja. Sarebbe stata lei la giornalista uccisa sulla quale Scaramella aveva informazioni da confrontare con Litvinenko. Una pista che portava dritta a personaggi dell'ex Kgb che avevano un solo movente, eliminare l'autrice di denunce contro le ingerenze russe nella guerra cecena.
    Quale che sia la causa, c'è sgomento sulle modalità dell'episodio. Che ricorda quello di Viktor Yuvshenko: il leader della rivoluzione ucraina che durante la campagna elettorale del 2004 in cui avversava il candidato filo- russo finì in ospedale per aver mangiato cibo contaminato. Scampò alla morte, sebbene gravemente deturpato al volto, e vinse le elezioni. A Mosca si cerca di allontanare ogni sospetto dal governo Putin. Scende in campo lo stesso Fsb per negare ogni coinvolgimento nella vicenda. La smentita è riportata dal giornale Moskovsky Komsomolets che aggiunge informazioni su Scaramella. Si dice che si è recato più volte in Russia per conto della commissione Mitrokhin nella sede del Fsb e si parla di una sua amicizia con il numero due del servizio Kolmogorov.
    In realtà con la commissione Mitrokhin Mosca non ha mai voluto collaborare considerandola «una minaccia alla sicurezza nazionale», come si legge nella risposta ufficiale alle richieste di assistenza. E dell'amicizia di Kolmogorov Scaramella era all'oscuro. A condurre la campagna di informazione sull'episodio è soprattutto Radio Echo Moskwy, emittente radiofonica russa di proprietà di Gazprom, il colosso del gas al vertice del quale è stato appena nominato Valery Golubev, ex funzionario del Kgb. Ufficialmente spetta a Scotland Yard dissipare veleni e sospetti. Ma il caso è ormai da giorni in mano all'MI6, il servizio segreto di Sua Maestà.
    Virginia Piccolillo
    19 novembre 2006

    www.corriere.it



    Vorrei essere sicuro che non è opera del fascista con l'andatura da cow boy, ma ho paura di no...

  2. #2
    stellarossa1959
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Paolo2005 Visualizza Messaggio
    LONDRA (Gran Bretagna) - Complotto internazionale o pesce avariato? È questo l'enigma che Scotland Yard sta tentando di sciogliere dal primo novembre, giorno in cui Alexander Litvinenko, ultimo degli ex agenti segreti «defezionisti» in fuga dalla Russia verso l'occidente, è finito in ospedale a Londra per «avvelenamento da tossina sconosciuta». E ora su quel pomeriggio al sushi-bar londinese si addensano sospetti da spy story.
    Motivi ce ne sono. Litvinenko, ex capo dell'antiterrorismo del Fsb (erede del Kgb), è fuggito a Londra nel 2001 dopo essere stato imprigionato in patria per alto tradimento a causa delle accuse, lanciate al proprio servizio segreto, di aver giocato un ruolo chiave negli attentati di Mosca del '99 che, attribuiti invece alla guerriglia cecena, giustificarono la brutale repressione russa. Pupillo del vicecapo del Kgb Vladimir Trofimov assassinato nei mesi scorsi, che lo aiutò a fuggire in Europa, Litvinenko era una fonte privilegiata della giornalista Anna Politkovskaja, freddata da un killer lo scorso 7 ottobre dopo reportage coraggiosi sulla guerra cecena che puntavano il dito contro il Cremlino.
    Autore di un libro- denuncia sulle operazioni coperte dell'ex Kgb bandito in Russia, Litvinenko è tenuto sotto osservazione dai servizi segreti di mezzo mondo. È stato ascoltato anche dalla commissione Mitrokhin. E all'organismo parlamentare presieduto da Paolo Guzzanti, che nella scorsa legislatura indagava sull'infiltrazione delle spie sovietiche nel nostro Paese, Litvinenko ha fornito informazioni sui rapporti tra il terrorismo rosso e Mosca. Il giorno del malore al ristorante giapponese, l'ex maggiore del Kgb era proprio con il consulente della Mitrokhin che lo aveva proposto come fonte: Mario Scaramella.
    E mentre Scotland Yard sta tentando di appurare se e perché i due fossero stati obiettivo del presunto avvelenatore, nei siti online della Cecenia, dove Litvinenko è considerato un idolo, si grida all'attentato, si accusa Mosca e si arrivano a nutrire sospetti anche su Scaramella. Sebbene lo stesso Litvinenko abbia precisato di essere stato lui a scegliere il locale e di averlo proposto a Scaramella che, avendo già pranzato in orari più partenopei, non ha toccato cibo scampando all'intossicazione. E malgrado il transfuga russo, dopo un iniziale sospetto, abbia dichiarato di ritenere il suo commensale estraneo all'episodio.
    Sulla versione online del giornale russo Kommersant(13 novembre) viene attribuito a Litvinenko questo racconto: «(Scaramella) mi ha mandato una email in ottobre dall'Italia chiedendo un incontro per il 10 o 11 novembre a Londra. Ma, all'improvviso, mi ha chiamato l'1 novembre e, come al solito, abbiamo deciso di incontrarci in un ristorante di Piccadilly intorno alle 15». Secondo questo racconto Scaramella, piuttosto nervoso, avrebbe consegnato a Litvinenko un documento di 4 pagine. Sostenendo che in esso c'erano i nomi di persone coinvolte nell'omicidio di una giornalista americana ebrea a Mosca. Il documento conteneva nomi di 007 dello Fsb conosciuti da Litvinenko: «Leggendo le carte ho avuto l'impressione che le persone citate avessero avuto un ruolo nell'omicidio».
    L'avvelenamento scatena una guerra di informazioni che accreditano scenari dietrologici di ogni genere. In ambienti dei transfughi sovietici a Londra prende quota la pista Politkovskaja. Sarebbe stata lei la giornalista uccisa sulla quale Scaramella aveva informazioni da confrontare con Litvinenko. Una pista che portava dritta a personaggi dell'ex Kgb che avevano un solo movente, eliminare l'autrice di denunce contro le ingerenze russe nella guerra cecena.
    Quale che sia la causa, c'è sgomento sulle modalità dell'episodio. Che ricorda quello di Viktor Yuvshenko: il leader della rivoluzione ucraina che durante la campagna elettorale del 2004 in cui avversava il candidato filo- russo finì in ospedale per aver mangiato cibo contaminato. Scampò alla morte, sebbene gravemente deturpato al volto, e vinse le elezioni. A Mosca si cerca di allontanare ogni sospetto dal governo Putin. Scende in campo lo stesso Fsb per negare ogni coinvolgimento nella vicenda. La smentita è riportata dal giornale Moskovsky Komsomolets che aggiunge informazioni su Scaramella. Si dice che si è recato più volte in Russia per conto della commissione Mitrokhin nella sede del Fsb e si parla di una sua amicizia con il numero due del servizio Kolmogorov.
    In realtà con la commissione Mitrokhin Mosca non ha mai voluto collaborare considerandola «una minaccia alla sicurezza nazionale», come si legge nella risposta ufficiale alle richieste di assistenza. E dell'amicizia di Kolmogorov Scaramella era all'oscuro. A condurre la campagna di informazione sull'episodio è soprattutto Radio Echo Moskwy, emittente radiofonica russa di proprietà di Gazprom, il colosso del gas al vertice del quale è stato appena nominato Valery Golubev, ex funzionario del Kgb. Ufficialmente spetta a Scotland Yard dissipare veleni e sospetti. Ma il caso è ormai da giorni in mano all'MI6, il servizio segreto di Sua Maestà.
    Virginia Piccolillo
    19 novembre 2006

    www.corriere.it



    Vorrei essere sicuro che non è opera del fascista con l'andatura da cow boy, ma ho paura di no...
    Chiedilo a Paolo Guzzanti e alla sua ridicola commissione Mitrokhin come è andata la faccenda.

  3. #3
    email non funzionante
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    Non c'entra il fascismo,sono metodi da KGB.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da italiano9 Visualizza Messaggio
    Non c'entra il fascismo,sono metodi da KGB.

    Che risposta del piffero, come se i metodi della CIA, della fu GESTAPO o del fu KGB differissero sostanzialmente tra loro.....

    Per non parlare di quello che erano (?) i nostri servizi segreti.

 

 

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