Inizia oggi la due giorni di missione in Marocco del ministro Bonino che sarà a Casablanca insieme ai vertici dell’ICE, Confindustria, ABI, Simest, SACE, Unindustria Treviso ed una delegazione di 160 imprese del made in Italy.
Sono previsti incontri con oltre 350 aziende marocchine nell’ambito del primo Forum bilaterale. Il ministro Bonino incontrerà, tra gli altri, il Primo Ministro, Driss Jetou, il Ministro dell’Industria e Commercio, Salaheddine Mezouar, e un gruppo di donne imprenditrici marocchine.
La stabilità politica, un grande piano per l’ammodernamento delle infrastrutture, una manodopera qualificata e a costi contenuti, risorse umane e un mercato interno in forte espansione fanno del Marocco uno dei partner ideali per le piccole e medie imprese italiane.
"Ci presenteremo come un Sistema Paese compatto, unito" - spiega il Ministro - "pronto a parlare all’estero con una voce sola e con l’obiettivo di rilanciare i rapporti economici con la sponda sud del Mediterraneo anche in previsione dell’area di libero scambio che entro il 2010 coinvolgerà 35 paesi e vedrà nell’Italia il paese ponte per gli scambi commerciali tra Europa e Africa del Nord".
Le esportazioni italiane verso il Marocco hanno raggiunto nel primo semestre di quest’anno 589 milioni di Euro, registrando un incremento del 28 per cento rispetto al primo semestre 2005. Le nostre importazioni, nel medesimo periodo, hanno invece raggiunto i 272 milioni di Euro, con un aumento del +9,2 per cento. Il saldo, notevolmente a nostro vantaggio, risulta di 317 milioni di Euro.
Il settore tessile si conferma prioritario per le nostre vendite, in ripresa rispetto agli appannamenti degli ultimi anni, insieme all’affermazione delle macchine e delle apparecchiature industriali, mentre si profila come settore di rilievo anche la chimica di base. Il Marocco guarda con interesse ad «modelli» italiani come i distretti industriali e i consorzi, come pure verso quei settori merceologici nei quali all’Italia è riconosciuto un primato come agroindustria, pelletteria, prodotti del mare, edilizia, abbigliamento e arredamento.
In tale prospettiva scaturiscono nuove e rilevanti opportunità per il Made in Italy nel campo dell’agricoltura, dell’energia, dell’aeronautica, del trasporto ferroviario, delle telecomunicazioni, delle grandi opere come i progetti per il completamento della rete autostradale; per la costruzione di migliaia di nuove abitazioni; per l’ammodernamento o la costruzione di porti ed aeroporti; per lo sviluppo del turismo. In questo settore, in particolare, l’obiettivo del Marocco è di portare nel paese entro il 2010 circa 10 milioni di turisti all’anno. Un’ulteriore opportunità, infine, si è creata con l’implementazione dell’area di libero scambio Marocco–Stati Uniti, e la creazione della free zone di Tangeri che in questi mesi hanno trasformato il Marocco nel paese nordafricano verso cui si dirigono maggiormente gli investitori stranieri.
http://www.governo.it/notizie/not_notizia.asp?idno=2333
Finalmente possiamo presentarci al mondo senza sentire le grasse risate sul nostro Premier...![]()


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