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    Predefinito Discriminazioni nella scuola italiana come su Wikipedia



    LETTERA APERTA AI GENITORI DI STUDENTI ELEMENTARI

    Gentile Direttore e cortesi membri del Consiglio di Istituto
    Non mi sono mai permesso di scrivere a Voi e mai mi sarei permesso di disturbarVI per questioni personali.
    Purtroppo questa volta sono stato profondamente toccato e ferito dal comportamento indelicato di una giovane docente.
    Sono un genitore di due giovani figli, uno dei quali frequenta gli ultimi anni del Vs. istituto.
    Io e mia moglie abbiamo scelto di mandare i nostri due figli in questo istituto privato perché conosciamo la serietà e la notevole preparazione del corpo docente, la severità della direttrice, la cortesia e l'ospitalità delle educatrici e delle assistenti.
    Sono originario di un piccolo paese europeo un tempo ricco, potente, rispettato ed invidiato per il benessere, la tolleranza, la civiltà e la cultura presenti. La nostra lingua era conosciuta in tutte le corti europee ed era lingua franca in tutto il mediterraneo. I nostri ambasciatori, seri e preparati, erano rispettati e ricercati in tutti i paesi europei.
    Poi però siamo stati invasi da eserciti stranieri che ci hanno condotto per quasi due secoli in un tunnel buio fatto di disperazione, di sottomissione, di miseria, di emigrazione e di morte. Feroci guerre sono state combattute sul nostro suolo e molti miei concittadini sono morti per questo. Ed ancora oggi il mio paese è diviso tra tre stati diversi, viene attuata una discriminazione fiscale e sociale e la cultura originale è sconosciuta, dimenticata e vilipesa.
    Mai avrei creduto che la mia identità potesse essere oggetto di discriminazione e razzismo.
    Invece una sera, durante il periodico incontro delle maestre con i genitori della classe di mio figlio, una maestrina giovane, gentile e computa ha presentato il suo programma fiera di far studiare ai bambini le culture di tante terre lontane: quella frenetica sud-americana, quella ritmica africana, quella melodiosa cinese, quella complessa indiana, quella spirituale ebraica, quella moderna americana.
    Io ho ascoltato pazientemente poi, timidamente, ho provato a chiedere alla maestrina, se non avesse potuto inserire almeno una lezione sulla cultura del mio paese d'origine.
    L'avessi mai fatto! Con modi ingenuamente altezzosi e secchi mi è stato risposto che ritiene la mia cultura inferiore, personalmente non le piace e che non vale la pena che sia insegnata ai bambini.
    Sono rimasto annicchilito. Mi sono sentito morire, è come avesse offeso mia madre!
    Io, cittadino che si ritiene retto ed onesto, che cerca di allevare i propri figli sulla retta via della verità, della bontà, della tolleranza e del rispetto verso tutte le culture. Io che dedico il mio tempo libero allo studio ed alla valorizzazione della mia antica cultura popolare, mai mi sarei aspettato una simile risposta!
    Ma quel che è peggio è che, quando ho fatto presente che il comportamento tenuto era discriminatorio e razzista nei confronti miei e del mio popolo, questa maestra mi ha pubblicamente e con sprezzo risposto che era fiera di essere razzista!
    Sono stato profondamente umiliato di fronte a tutti i genitori presenti, mi sarei messo a piangere ed avevo voglia di urlare tutto il mio dolore per questo palese disprezzo.
    Ma poi ho capito.
    Voglio perdonare questa giovane maestra, laureata ma ancora inesperta e inconsapevole del suo comportamento.
    La perdono perché non è colpa sua se a scuola non le hanno insegnato nulla del mio piccolo paese.
    La perdono perché le è stato imposta una cultura che discrimina quella del mio paese.
    La perdono perché qui nelle librerie la mia cultura è stata cesurata e Lei, giovane maestra da poco laureata, non ha avuto il tempo di cercare i testi che parlano della mia cultura.
    La perdono perché alla fine, dopo che ci siamo chiariti, lei si è impegnata ad approfondire la cultura del mio popolo e dedicare del tempo ad insegnarla ai bambini.
    Invito cortesemente la Direttrice ed il Consiglio di Istituto ad aiutare le maestre della scuola ad approfondire anche la cultura del mio piccolo paese di origine e non soffermarsi solo su quelle di popoli più grandi, più ricchi o più famosi del mio.
    Grazie ancora ed arrivederci.
    dott. Giorgio Roncolato

    P.S. dimenticavo di dire che sono Veneto, parlo la lingua Veneta ed il mio paese di origine è la Venetia, come pure la maestra di mio figlio, che parla Veneto solo in famiglia perché se ne vergogna, e non sa niente e non ha mai potuto studiare nulla del proprio paese d'origine.

    Xorxi

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Sarpi II Visualizza Messaggio

    LETTERA APERTA AI GENITORI DI STUDENTI ELEMENTARI

    Gentile Direttore e cortesi membri del Consiglio di Istituto
    Non mi sono mai permesso di scrivere a Voi e mai mi sarei permesso di disturbarVI per questioni personali.
    Purtroppo questa volta sono stato profondamente toccato e ferito dal comportamento indelicato di una giovane docente.
    Sono un genitore di due giovani figli, uno dei quali frequenta gli ultimi anni del Vs. istituto.
    Io e mia moglie abbiamo scelto di mandare i nostri due figli in questo istituto privato perché conosciamo la serietà e la notevole preparazione del corpo docente, la severità della direttrice, la cortesia e l'ospitalità delle educatrici e delle assistenti.
    Sono originario di un piccolo paese europeo un tempo ricco, potente, rispettato ed invidiato per il benessere, la tolleranza, la civiltà e la cultura presenti. La nostra lingua era conosciuta in tutte le corti europee ed era lingua franca in tutto il mediterraneo. I nostri ambasciatori, seri e preparati, erano rispettati e ricercati in tutti i paesi europei.
    Poi però siamo stati invasi da eserciti stranieri che ci hanno condotto per quasi due secoli in un tunnel buio fatto di disperazione, di sottomissione, di miseria, di emigrazione e di morte. Feroci guerre sono state combattute sul nostro suolo e molti miei concittadini sono morti per questo. Ed ancora oggi il mio paese è diviso tra tre stati diversi, viene attuata una discriminazione fiscale e sociale e la cultura originale è sconosciuta, dimenticata e vilipesa.
    Mai avrei creduto che la mia identità potesse essere oggetto di discriminazione e razzismo.
    Invece una sera, durante il periodico incontro delle maestre con i genitori della classe di mio figlio, una maestrina giovane, gentile e computa ha presentato il suo programma fiera di far studiare ai bambini le culture di tante terre lontane: quella frenetica sud-americana, quella ritmica africana, quella melodiosa cinese, quella complessa indiana, quella spirituale ebraica, quella moderna americana.
    Io ho ascoltato pazientemente poi, timidamente, ho provato a chiedere alla maestrina, se non avesse potuto inserire almeno una lezione sulla cultura del mio paese d'origine.
    L'avessi mai fatto! Con modi ingenuamente altezzosi e secchi mi è stato risposto che ritiene la mia cultura inferiore, personalmente non le piace e che non vale la pena che sia insegnata ai bambini.
    Sono rimasto annicchilito. Mi sono sentito morire, è come avesse offeso mia madre!
    Io, cittadino che si ritiene retto ed onesto, che cerca di allevare i propri figli sulla retta via della verità, della bontà, della tolleranza e del rispetto verso tutte le culture. Io che dedico il mio tempo libero allo studio ed alla valorizzazione della mia antica cultura popolare, mai mi sarei aspettato una simile risposta!
    Ma quel che è peggio è che, quando ho fatto presente che il comportamento tenuto era discriminatorio e razzista nei confronti miei e del mio popolo, questa maestra mi ha pubblicamente e con sprezzo risposto che era fiera di essere razzista!
    Sono stato profondamente umiliato di fronte a tutti i genitori presenti, mi sarei messo a piangere ed avevo voglia di urlare tutto il mio dolore per questo palese disprezzo.
    Ma poi ho capito.
    Voglio perdonare questa giovane maestra, laureata ma ancora inesperta e inconsapevole del suo comportamento.
    La perdono perché non è colpa sua se a scuola non le hanno insegnato nulla del mio piccolo paese.
    La perdono perché le è stato imposta una cultura che discrimina quella del mio paese.
    La perdono perché qui nelle librerie la mia cultura è stata cesurata e Lei, giovane maestra da poco laureata, non ha avuto il tempo di cercare i testi che parlano della mia cultura.
    La perdono perché alla fine, dopo che ci siamo chiariti, lei si è impegnata ad approfondire la cultura del mio popolo e dedicare del tempo ad insegnarla ai bambini.
    Invito cortesemente la Direttrice ed il Consiglio di Istituto ad aiutare le maestre della scuola ad approfondire anche la cultura del mio piccolo paese di origine e non soffermarsi solo su quelle di popoli più grandi, più ricchi o più famosi del mio.
    Grazie ancora ed arrivederci.
    dott. Giorgio Roncolato

    P.S. dimenticavo di dire che sono Veneto, parlo la lingua Veneta ed il mio paese di origine è la Venetia, come pure la maestra di mio figlio, che parla Veneto solo in famiglia perché se ne vergogna, e non sa niente e non ha mai potuto studiare nulla del proprio paese d'origine.

    Xorxi
    Si potrebbe benissimo applicare anche alla mia Nazione...... Anche con l'Indipendenza sarà difficile uscire dal tunnel in cui 80 anni di lavaggio del cervello, prima fascista poi teleidiotaitaliota hanno cacciato i nostri Popoli

 

 

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