O P I N I O N E

“ LA SANITA’ SEMPRE PEGGIO”


Non voglio ergermi a giudice sul caso di quel chirurgo milanese ferito in un attentato, ma solo dire la mia opinione.
E’ lapalissiano che ormai, la sanità, nel nostro paese è pura utopia.
Ospedali fatiscenti, sale operatorie infette, igiene, per non dire sporcizia, nelle camerate, nei bagni, ovunque. La classe medica ( non tutta, per fortuna) non all’altezza della situazione, troppi errori nei farmaci dati ai pazienti che ottengono l’effetto contrario al loro male, infermieri e specie le donne sempre sul nervoso e intolleranti con chi soffre e in primo luogo con persone anziane.
Per avere una visita specialistica, come minimo, devi attendere un paio di mesi e se hai bisogno di una tac, hai tutto il tempo di morire. Se stai veramente male devi fare visita privata, anche in ospedale e….guarda caso…. a pagamento, dopo due giorni massimo, lo stesso professore che dovrebbe visitarti senza pagare, lo trovi disponibile.
Il Pronto Soccorso, dolente nota, è sempre colmo di chi ha avuto un incidente od un malore, però devi attendere il tuo turno e se sei grave non hai più bisogno di visita, bensì voli in cielo dove san Pietro ti fa passare subito.
Quanti sono gli errori nelle sale operatorie? Tantissimi e per lo più per sbadataggine. In fondo dimenticare nel corpo di un operato una pinza, un bisturi, delle fasce cosa sono ? Piccole inezie, come tagliare una parte del malcapitato paziente invece di un’altra. E succede, e come succede…..
E lo scambio di lastre, di esami del sangue, sentirti dire che hai un brutto male per poi l’indomani sentirti dire che non hai nulla, solo l’errorino di aver scambiato la tua diagnosi con altro paziente. Intanto hai passato un giorno nella disperazione credendoti seriamente malata, grazie alla buona conduzione ospedaliera.
Ora passiamo a quel chirurgo che è stato ferito e si parla di giallo.
Ammettiamo diverse ipotesi: una operazione mal riuscita, un lifting del sesso che non ha dato rimedi sperati, tempo fa un suo paziente lo ricoprì di improperi per il fallimento dell’operazione e se poi avesse pagato la parcella di 25mila euro, dato che le parcelle del professore vanno da 20mila a 25mila euro, propenderei per odio scaturito per chi ha usato male il bisturi ed ha fallito l’operazione. Non credo ad un movente passionale di un marito tradito, ne all’invidia di un altro medico, ne al business delle cliniche.
Ma, non essendo un poliziotto o un detèctive privato, lascio a chi è del mestiere scoprire la verità su questo attentato.
Una cosa è certa che la sanità in Italia è pietosa, tutti i governanti si fanno paladini ma all’atto pratico si rimane sempre con un pugno di mosche in mano.

ERCOLINA MILANESI
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