Salaam aleykoum wa Rahmatou Allah wa Barakatouhou!
In questa tristissima “alba rossa” non è solamente la nobile terra d’Iraq ad essere umiliata dalla più sordida marmaglia militare che la Storia abbia mai conosciuta.
É il mondo intero che, attonito ed ammutolito, piange lacrime di rabbia per l’azione di Thikrit. Il tradimento di qualche infame, che ha consentito al comando degli eserciti d’occupazione, al solito modo che questi cani rognosi conoscono, quello dello spettacolo, con quella raggelante frase “Signore e Signori, l’abbiamo [vinto]”, come se fosse un gioco compiuto in qualche fetida bettola di Las Vegas, d’annunciare d’aver trattenuto il Presidente Saddam Hussein, segna il giorno più terribile per tutti gli oppressi, che avevano realizzato una possibilità di riscatto dallo strapotere imperiale della bestiale cricca giudeo-cristianista, che sta tentando di conquistare il pianeta e d’asservirlo alle sue luride voglie.
Il Presidente, al di là del fatto che non controllasse in nulla la lotta di liberazione irachena e che, probabilmente, sia stato da qualche leader della stessa consegnato al suo destino, in una tipica lotta di potere levantina, è simbolo del desiderio che ormai sale furioso dal cuore di tutti coloro che, avveduti della situazione, hanno realizzato che gli Stati Uniti d’America, dopo aver conquistato tutta l’Europa, colle azioni militari del 1943-1945 e colla pressione psicologica verso il sistema sovietico nel 1989, dopo aver posto una sanguinosa spina nell’Oummah sostenendo, dal 1956, acriticamente l’entità sionista nella Filistin Occupata, anche grazie all’ignavia e alla corruzione morale dei loro burattini locali, come Sadat, Moubarak, Reza Pahlavi, l’emiro al-Shaab del Khuwait, il re Fahd al-Saudi, hanno pianificato una guerra di conquista planetaria.
Difatti, colla complicità del traditore sheick Osama bin Laden, agente scelto CIA (che ovviamente non sarà mai “gained” come il Rais Iraqi...), e il sostegno del MOSSAD, l’11. settembre 2001, nella loro immensa sete di sangue sacrificale da portare ai piedi della Bestia apocalittica, sono stati capaci di portare la morte in casa loro, onde avere la scusa d’attaccare il cuore dell’Oummah, il nobile califfato di Baghdad.
Gli stessi Stati Uniti, controllati, in un terribile finis historiae, dai fanatici giudei neocons alleatisi coi vermi cristianisti, hanno compreso che la conquista del pianeta passa prima per il controllo delle risorse energetiche e l’Iraq possiede migliaja e migliaja di pozzi petroliferi.
Oggi siamo tutti terribilmente schiacciati nel nostro onore e nel nostro orgoglio di uomini liberi da quelle terribili parole che sono risuonate nella Baghdad Occupata, We got him!, siamo vieppiù umiliati da quei miserabili astanti, che all’annuncio si sono alzati come fossero ad una partita di baseball (viva la stampa libera ed indipendente...!). Non solo il Presidente iracheno è stato preso ma sono le nostre coscienze stesse ad essere catturate in quest’infame 20. Shaawal 1424.
Abbiano fede i fratelli oppressi, abbiano fede i fratelli nella Filistin Occupata, abbbiano fede i fratelli nella Cecenia Occupata, abbiano fede i fratelli nella Mesopotamia sotto il sanguinoso tallone, il Clemente ed il Misericordioso non ci abbandonerà mai, sarà, colla sua potenza infinita, accanto a noi che soffriamo questa canaglia giudeo-cristianista, come è sempre accanto alle madri palestinesi che piangono i loro figli. La vittoria non è lontana: la nostra Fede verso l’Onnipotente deve aumentare nella misura nella quale Egli decide di provarci, come in questo lacrimoso giorno, perchè sarà solo la Fede a poter sconfiggere l’odio sanguinoso che i servi della Bestia ci vomitano addosso.
© cariddeo in esclusiva mondiale per la Voix des Opprimés
versione italiana dell'articolo in occasione dell'azione di Thikrit del 2003





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