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Discussione: Ma pensa un pò

  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Ma pensa un pò

    il moralista




    L'inchiesta romana sull'associazione a delinquere della Gea lascerà in lascito nuovi deferimenti sportivi. In otto stanno rischiando il rinvio a giudizio - come da chiusura indagini dei sostituti procuratori Luca Palamara e Maria Cristina Palaia - per illecita concorrenza con minacce e violenza. Tre di questi, Luciano Moggi, Luciano Gaucci e Francesco Ceravolo, nella prima metà del Duemila erano tesserati del calcio: su di loro il capo dell'Ufficio indagini Francesco Saverio Borrelli domani aprirà un'inchiesta. Per i procuratori accusati invece, e sono Alessandro Moggi, Francesco Zavaglia, Riccardo Calleri, Davide Lippi e Pasquale Gallo, si profila una sospensione dall'albo degli agenti Fifa.
    Dagli interrogatori dei "figli eccellenti" emergono particolari inediti. Chiara Geronzi, figlia del banchiere Cesare, maggior azionista della Gea World, nelle sue dichiarazioni spontanee ha rivelato ai pm che la Gea nella sua prima forma - General Athletic, appunto - e stata finanziata, tra gli altri, anche da Roberto Mancini, allora attaccante e poi allenatore della Lazio, oggi allenatore dell'Inter tra i più duri avversari di Luciano Moggi e del suo mondo di riferimento. Chiara Geronzi, la cui posizione processuale va verso l'archiviazione, ha raccontato in procura:
    La Gea-General Athletic nasce dall'iniziativa di un gruppo di ragazzi che si conoscevano. Io, pur lavorando al Tg5, mi trovavo in un momento difficile e non mi sentivo adeguatamente gratificata. I giornali misero presto in cattiva luce la nuova società. Soci fondatori siamo stati io, Francesca Tanzi, Andrea Cragnotti e Giuseppe De Mita. Non so se di questa iniziativa parlarono anche i nostri genitori. Le quote societarie erano queste: il 20% lo detenevo io, il 20% la Tanzi, il 20% Cragnotti a poi c'era un 40% in mano alla società Roma Fides, fiduciaria composta da Giuseppe De Mita e Roberto Mancini» . Sopra il nome della "Roma Fides" c'e stato a lungo un alone di mistero. L'interrogatorio della Geronzi offre un nuovo scenario e chiama in causa Mancini, che in passato ha smentito più volte una sua presenza nella contestata società.
    Continua la Geronzi: «Nell'ottobre 2001 nacque per fusione la Gea World e io venni nominata presidente, solo per pochi giorni... La sede la scelsi io su indicazione di mio padre, l'immobile era di una società riconducibile alla Banca di Roma. In realtà cominciavo a perdere interesse per questa società che si concentrava sempre più sull'acquisizione di procure sportive. Come giornalista mi stavo realizzando, poi mi sono sposata e ho avuto due figlie. Dalla Gea non ho mai percepito utili, Zavaglia mi diceva che i ricavi servivano a coprire i costi.
    Intendevo distaccarmi, ma questa decisione a stata rinviata perché avrebbe potuto influire negativamente sulla nostra immagine. Sulle scelte Alessandro Moggi e Zavaglia non mi interpellavano mai. Sapevo dell'inchiesta Figc sul conflitto di interessi, ma non le diedi molto peso. Luciano Gaucci l'ho conosciuto perché era un cliente delta Banca di Roma. Perché lo invitai al mio matrimonio? Un gesto di cortesia dopo aver ricevuto da lui un quadro».
    Nel suo interrogatorio Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco e anche lui vicino all'archiviazione, si definisce l'ideatore della Gea e racconta: «Parlai del mio progetto agli amici Francesca Tanzi e Andrea Cragnotti. Ne parlai anche con Chiara Geronzi, che all'epoca frequentavo perché fidanzata con uno dei miei migliori amici, Marco Mezzaroma. Venne coinvolta da questa idea e sin dall'inizio la appassionò.
    Quando mi sono allontanato le quote le ho versate a Chiara Geronzi, che mi ha versato solo una parte del corrispettivo. Nel 2003 ho guadagnato 34.000 euro, unico utile incassato, poi sono tornato alla Lazio. Tentai di rientrare alla Gea, ma Alessandro Moggi mi disse che non voleva più lavorare con me. Se fossi entrato io, lui se ne sarebbe andato. Chiara Geronzi? Per me non spese neppure una parola».

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  2. #2
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    il moralista




    [b]Chiara Geronzi, figlia del banchiere Cesare, maggior azionista della Gea World, nelle sue dichiarazioni spontanee ha rivelato ai pm che la Gea nella sua prima forma - General Athletic, appunto - e stata finanziata, tra gli altri, anche da Roberto Mancini, allora attaccante e poi allenatore della Lazio, oggi allenatore dell'Inter tra i più duri avversari di Luciano Moggi e del suo mondo di riferimento. Chiara Geronzi, la cui posizione processuale va verso l'archiviazione, ha raccontato in procura:
    La Gea-General Athletic nasce dall'iniziativa di un gruppo di ragazzi che si conoscevano. Io, pur lavorando al Tg5, mi trovavo in un momento difficile e non mi sentivo adeguatamente gratificata. I giornali misero presto in cattiva luce la nuova società. Soci fondatori siamo stati io, Francesca Tanzi, Andrea Cragnotti e Giuseppe De Mita. Non so se di questa iniziativa parlarono anche i nostri genitori. Le quote societarie erano queste: il 20% lo detenevo io, il 20% la Tanzi, il 20% Cragnotti a poi c'era un 40% in mano alla società Roma Fides, fiduciaria composta da Giuseppe De Mita e Roberto Mancini» .
    Il campione d'onesta

  3. #3
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    Gli sfigati...
    Complottisti difensori della cupola...

    http://www.tgcom.mediaset.it/sport/a...lo337362.shtml

    Zavaglia: "Mancini-Gea?Non è vero"
    "Nessun contatto con l'allenatore"



    Franco Zavaglia replica agli organi di stampa che nei giorni scorsi avevano svelato il coinvolgimento di Mancini nella Gea, la società di procuratori finita nell'occhio del ciclone dopo Moggiopoli. "Il tecnico nerazzurro non c'entra - afferma l'agente -: nè io, nè Alessandro Moggi, nè Calleri abbiamo mai avuto contatti con lui". Le parole di Zavaglia seguono di poche ore la frecciata di Zeman al Mancio: "Io lo sapevo".

    Ormai sembra diventato un affare di Stato. Il nome di Mancini scritto a fianco della sigla di tre lettere che ha sconvolto l'estate pallonara, è qualcosa che urta e provoca reazioni. C'è stata quella di Zeman, tutt'altro che sorpreso dai rumors sul coinvolgimento del tecnico nerazzurro nella Gea, di Moggi (junior o senior che sia) e soci. C'è stata quella di Franco Zavaglia, che della Gea ha fatto parte, e che a Radio Radio ha voluto scagionare l'allenatore dell'Inter capolista. "Mancini non c'entra nulla - ha spiegato -, con lui non ho avuto nessun rapporto. Nè io, nè Alessandro Moggi, nè Calleri abbiamo avuto contatti con il tecnico".

    Poi, Zavaglia ha deciso di chiarire anche la sua posizione, dopo gli sviluppi che potrebbero portare a un processo per violenza privata e violazione delle norme sulla concorrenza. "La Gea era in liquidazione prima che venisse fuori questa storia di Calciopoli - ha sottolineato -, perché già non si poteva lavorare, visto che tutti i santi giorni avevamo la guardia di finanza in sede. Su di me, poi, tante calunnie. Le notizie sulla mia sospensione sono tutte da valutare. Magari, per qualche pseudocollega sono tutte molto positive, ma vedremo. In tutta questa storia, per quanto mi riguarda, non ho ricevuto la revoca della delega di un solo giocatore, se si eccettua qualche caso di sciacallaggio da parte di altri agenti". Infine, il procuratore si è scagliato contro il linciaggio mediatico che, a suo dire, ha colpito tutto l'entourage Gea. "Sono sette mesi che ho il fegato pieno di bile - ha detto Zavaglia -. Mia figlia va a scuola e viene insultata. Sono sette mesi che sono sui quotidiani. Alessandro Moggi, per parte sua, ha vissuto danni morali irreparabili. Qualcuno si dovrebbe mettere la mano sulla coscienza".

  4. #4
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    I vincenti che in Europa non erano testa di serie...

    http://www.tgcom.mediaset.it/sport/a...lo337380.shtml

    Mancini:"Mai fatto parte della Gea"
    Tecnico dell'Inter smentisce Zeman


    Roberto Mancini ha deciso di replicare alle insinuazioni che lo volevano come azionista della Gea, società di procure finita nell'occhio del ciclone: "Non ne sono mai stato socio - spiega in un comunicato - nè all'atto della sua costituzione, nè successivamente". Il tecnico dell'Inter risponde così anche a Zdenek Zeman, che aveva sottolineato di "sapere sin dall'inizio del rapporto tra Mancini e la stessa Gea".

    E' arrivata repentina la risposta di Roberto Mancini a tutti coloro che lo hanno chiamato in causa in questi giorni, accostandolo alla Gea. Anche lo stesso Zeman, il tecnico del Lecce che ha sempre denunciato i mali del calcio, ha parlato del tecnico jesino e delle sue passate partecipazioni personali e "familiari" nel colosso "monopolistico" delle procure sportive. "Io lo sapevo dal primo giorno - rivela il boemo. - Mi sembra strano che solo i giornali non lo sapessero".

    Ma il Mancio ne ha avute anche per Sergio Cragnotti che in una recente intervista lo aveva accusato di spingere "la sua cacciata dalla Lazio". "Quando me ne sono andato la gestione della Banca di Roma gli ha aumentato lo stipendio da 2 a 7 miliardi netti - ha affermato l'ex patron biancoceleste. - E lui alla fine se ne è andato all'Inter portandosi via i migliori". Il tecnico jesino ha spiegato di "aver sempre condiviso e appoggiato, nei limiti delle mie competenze di sola natura tecnica, la gestione del signor Cragnotti in seno alla società calcistica, preciso di non aver mai pensato che fosse stato un bene il suo allontanamento dal club e questo, oltre che per il rapporto di stima professionale, perché, anche ove lo avessi voluto, non ne avrei avuto i poteri''.

    Inoltre anche per quanto riguarda invece l'accusa di aver portato via giocatori importanti dalla Lazio, Mancini ci tiene a precisare che "l'unico calciatore che è stato trasferito all'Inter è stato Dejan Stankovic, in relazione al cui trasferimento, visto che era in scadenza di contratto la Lazio, contro il mio parere tecnico, nel gennaio 2004, concludeva la cessione ricevendo a quanto ne so un determinato corrispettivo. La questione mi è stata addebitata dalla successiva gestione della Lazio ed è divenuta oggetto di arbitrato avanti alla Lega che ha visto la società totalmente soccombente nei miei confronti''.

    Anche la stessa società nerazzurra si schiera a fianco del tecnico, difendendo la sua estraneità alla società di procure Gea. "In merito a quanto riportato in questi giorni da diversi organi di informazione e a supporto di quanto già dichiarato da Roberto Mancini - si legge in una nota - l'Inter tiene a sottolineare che lo stesso Roberto Mancini ha fin dall'inizio del rapporto chiarito di non far parte della Gea e non ha mai avuto comportamenti che potessero minimamente favorirla''.

  5. #5
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    Incredibile all'Inter selezione all'ingresso, alla Juve assumono un ex dirigente del Torino condannato per aver procurato battone (si troie, puttante, chiamatele come cazzo vi pare) ad arbitro e guardialinee prima della partita di coppa Uefa. E poi hanno il coraggio di difenderlo...


    COMUNICATO ANSA FC INTERNAZIONALE
    Giovedì, 23 Novembre 2006 2323
    [FOTO Giovedì, 23 Novembre 2006 2323]

    MILANO - (ANSA) "In merito a quanto riportato in questi giorni da diversi organi di informazione e a supporto di quanto già dichiarato da Roberto Mancini, F.C. Internazionale tiene a sottolineare che lo stesso Roberto Mancini ha, fin dall'inizio del rapporto, chiarito di non far parte della Gea [...]. (ANSA).

  6. #6
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    aspettiamo querela......più o meno come quella "annunciata" da Moratti nei confronti di Moggi

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Zadig Visualizza Messaggio
    Incredibile all'Inter selezione all'ingresso, alla Juve assumono un ex dirigente del Torino condannato per aver procurato battone (si troie, puttante, chiamatele come cazzo vi pare) ad arbitro e guardialinee prima della partita di coppa Uefa. E poi hanno il coraggio di difenderlo...

    ]


    è lo stesso che il vs. presidente agoniava di avere alla sua corte...Brambati qualche giorno fa dichiarò che il contratto firmato dal vs. Santo Impunito l'ha visto pure lui.....tempo al tempo

  8. #8
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    L'AVVOCATO CANOVI IN UNA LUNGA INTERVISTA AD "AFFARI ITALIANI" SVELA RETROSCENA INQUIETANTI SULLA GEA: IL PATRON DI CAPITALIA AVREBBE AGEVOLATO LA CARRIERA DEL TECNICO DELL'INTER.

    "GERONZI E' IL GRANDE PROTETTORE DI MANCINI"

    Il banchiere romano a "Repubblica": "Nessun rapporto con Moggi e Giraudo. Li ho incontrati poche volte, ma si parlava sempre di altre cose. Giraudo ad esempio mi parlava della necessità di riformare i modi di gestire le società di calcio, lui non vedeva nell´attività sportiva pura la possibilità di ricavi futuri. Riteneva necessario, per esempio, costituire società immobiliari per la gestione di impianti sportivi e d´intrattenimento. Aveva destato il mio interesse»


    L'AFFAIRE MANCINI. L'avvocato e procuratore Canovi risponde sulle colonne di "Affari Italiani" alle dichiarazioni rilasciate stamani a Repubblica da Cesare Geronzi. 'Chiara mi riferì che Nesta aveva un problema per il pagamento di una penale e voleva incontrarmi - aveva spiegato il patron di Capitalia - Mi sono limitato a dargli il consiglio di rivolgersi a un avvocato. Molte persone che vogliono incontrarmi chiedono a mia figlia di fare da intermediario'. Canovi però smentisce: "Sono parole in contrasto con quanto mi ha dichiarato Fernando Nesta, fratello del giocatore. Una testimonianza che mi è stata fatta personalmente dal fratello di Nesta, in cui mi racconta cose diverse. Attraverso De Mita e l'allora direttore del marketing della Lazio fu invitato ad andare alla sede della Banca di Roma e lì il presidente Geronzi gli disse che lui avrebbe potuto fare tanto per Sandro e ovviamente doveva dare la procura alla figlia. Così mi disse Fernando Nesta. Io non ero presente, tutte queste cose me le ha raccontate il fratello del giocatore, ma ho la prova di quello che le sto dicendo. Non credo che Fernando Nesta avesse il motivo di dirmi una bugia. Visto che mi parlò di un aiuto - Fernando Nesta era mio socio - che la banca gli poteva dare". A proposito di questo aiuto Canovi spiega: "Non so in che modalità, finanziamenti. Non mi specificò quali fossero questi aiuti che Capitalia poteva dargli ma questo era il concetto: Capitalia avrebbe potuto fare molto anche per Fernando. Parlarono inoltre di sponsorizzazioni".
    Il procuratore rivela di essersi rivolto persino all'Antitrust per denunciare gli strani movimenti della Gea World. A tal proposito Canovi toglie il velo sull'affaire Mancini: "Tutti sanno chi fu a far cambiare il regolamento della Federazione per consentire a Mancini di allenare la Fiorentina. Il grande protettore di Mancini era Geronzi. Credo che non si sia voluto arrivare, allora, a fondo della questione. Se si fosse domandato all'avvocato Valitutti, che era presidente del centro tecnico federale di Coverciano, per quale motivo fu cambiato il regolamento si sarebbe accertato tutto subito".
    CAPITOLO GERONZI. Il quotidiano "Repubblica" parla del "Dossier Gea". Migliaia di pagine, diversi interrogatori eccellenti. Tra questi, il verbale di "assunzione di informazioni" del banchiere Cesare Geronzi, padre di Chiara, maggior azionista della Gea World fino a quando la società d´intermediazione calcistica non è stata sciolta. E poi le dichiarazioni dell´ex patron di Parmalat, Callisto Tanzi. Nelle cinque pagine di deposizione Geronzi, presidente di Capitalia, dice: mia figlia Chiara decise di aderire all´iniziativa di fondare la Gea-General Athletic «dal momento che erano anni che faceva la giornalista precaria e non vedeva grandi sbocchi in questa professione. Poco dopo la creazione della società iniziarono i primi problemi per i cognomi illustri che i vari soci avevano... Chiara rimase solo 18 giorni, diede subito le dimissioni dal consiglio di amministrazione: si era accorta che era tutt´altro mondo rispetto a quello che immaginava e che il suo ruolo era del tutto ininfluente e privo di utilità. Nonostante le dimissioni mia figlia ha mantenuto una partecipazione azionaria del 32% che non è riuscita a dismettere perché non è stato trovato alcun acquirente. Più volte Chiara chiese ai soci di prendersi la sua parte, ma non ricavò mai nulla.... Fu disponibile a riscuotere il pagamento anche successivamente, ma ha sempre trovato un muro perché Alessandro Moggi, Franco Zavaglia e Riccardo Calleri non volevano acquistare le sue quote». Sul caso Nesta, che passò alla Gea abbandonando il procuratore Canovi, «Chiara mi riferì che Nesta aveva un problema per il pagamento di una penale e voleva incontrarmi. Mi sono limitato a dargli il consiglio di rivolgersi a un avvocato. Molte persone che vogliono incontrarmi chiedono a mia figlia di fare da intermediario». A proposito delle operazioni di ristrutturazione del credito delle aziende controllate da Capitalia (Roma e Lazio rientrano tra queste) Geronzi spiega: «Quelle operazioni non vengono da me seguite poiché di competenza dell´ufficio crediti». Quindi viene aperto il capitolo Gaucci. Geronzi padre, contraddicendo il suo accusatore, dice ai pm: «Non c´è mai stato alcun rapporto tra il gruppo Capitalia e il Perugia calcio. Gaucci l´ho incontrato una sola volta, su richiesta di Andreotti, credo nella seconda metà degli anni ‘80. I nostri figli non si conoscevano. Non è vero che mi abbia fatto tutti i regali di cui ha parlato: in occasione delle festività mi faceva pervenire dei doni, cesti in segno di omaggio». Gaucci, da Santo Domingo dove è latitante, aveva parlato di consegne molto costose avvenute per anni su indicazione dello stesso banchiere. Con Moggi il presidente di Capitalia ammette di essersi incontrato «una decina di volte in 5-6 anni». Incontri «di mera cortesia, mi veniva a trovare senza richiedere o parlare di nulla di specifico. Non era facile comprendere il significato di quelle visite, un paio di volte è venuto con il figlio, che non ha mai aperto bocca». Qualche volta «è venuto con Giraudo. Quest´ultimo mi parlava della necessità di riformare i modi di gestire le società di calcio, lui non vedeva nell´attività sportiva pura la possibilità di ricavi futuri. Riteneva necessario, per esempio, costituire società immobiliari per la gestione di impianti sportivi e d´intrattenimento. Aveva destato il mio interesse». Ci fu un incontro con Aldo Spinelli, chiesto con insistenza - attraverso più persone, anche l´ex presidente federale Franco Carraro - dal presidente del Livorno. «Spinelli mi chiese se aveva la possibilità di acquistare la Roma. Gli risposi garbatamente che aveva sbagliato interlocutore e che doveva rivolgersi alla famiglia Sensi».
    Sull´impegno di Cesare Geronzi nella Gea l´allora presidente del Parma, Callisto Tanzi, ha offerto una versione diversa. «Sono stato chiamato dal dottor Geronzi» quando pensò «di dare inizio all´attività. Lui mi disse che stava avviando questa cosa, che sarebbe stato positivo partecipare e che avrebbe intestato le quote azionarie a sua figlia... Poi mi fece telefonate di lamentela perché il Parma non portava contratti alla Gea».

  9. #9
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    aspettiamo querela......più o meno come quella "annunciata" da Moratti nei confronti di Moggi
    Querela per cosa ?
    Non allontanarti troppo dal sentiero tracciato dai vari Chirico, Rocca, Padovan e compagnia, limitati a fare da megafono, ti riesce meglio.

  10. #10
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    2000 righe per questo:

    Il procuratore rivela di essersi rivolto persino all'Antitrust per denunciare gli strani movimenti della Gea World. A tal proposito Canovi toglie il velo sull'affaire Mancini: "Tutti sanno chi fu a far cambiare il regolamento della Federazione per consentire a Mancini di allenare la Fiorentina. Il grande protettore di Mancini era Geronzi. Credo che non si sia voluto arrivare, allora, a fondo della questione. Se si fosse domandato all'avvocato Valitutti, che era presidente del centro tecnico federale di Coverciano, per quale motivo fu cambiato il regolamento si sarebbe accertato tutto subito".

    E quindi ? su Pensiero non hai sottomano un imbeccata di qualche giornale di casa Fiat ?

 

 
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