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rivi@storace.it Con scritto: On. Storace le scrivo per esprimere la mia solidarietà, a lei e a tutti quelli che sono rimasti a difesa di una idea a difesa dei nostri valori Boia chi Molla. By ladestra.info /////// ttp://www.ilmeridiano.info Roma - In Alleanza nazionale è scoppiata la guerra, per altro, già da tempo annunciata. Infatti, tra il presidente del partito, Gianfranco Fini ed il senatore Francesco Storace leader della componente “destra sociale”, si sta consumando uno strappo apparentemente incolmabile. L’ultima schermaglia tra i due riguarda la ignobile cancellazione dell’ex governatore della regione Lazio dall’elenco dell’esecutivo del partito, provocando la decisa reazione della minoranza interna. A differenza dei suoi fedelissimi, Francesco Storace ha preferito non gettare benzina sul fuoco limitandosi a rispondere all’iniziativa di Fini con distaccata ironia: «Il fatto è che se si critica la linea del partito, si perde la fiducia del suo leader che gestisce An come un monarca a tutto discapito della democrazia».
Gianfranco Fini, infatti, sta cercando di aprire nuovi scenari per la destra italiana a cominciare dalla possibilità di entrare Partito popolare europeo. “Ripensare il Centrodestra” è il documento che Fini ha posto in discussione ai suoi dirigenti, ai militanti ed ai sui simpatizzanti, con l’intento di costruire un nuovo percorso che consenta al partito non solo di avere un più ampio respiro europeo, ma di essere più centrale nel dibattito politico e nella coalizione. Nel corso degli ultimi direttivi Storace si è sempre dichiarato contrario a questo tentativo che ritiene possa denaturalizzare il partito e confondere gli elettori. Anche sulla delicata questione di quando celebrare il congresso, sede naturale per dibattere l’eventuale nuova posizione del partito, Storace ritiene che si sarebbe già dovuto celebrare l’anno scorso ma per come stanno andando le cose teme che Fini ed i suoi uomini non abbiano intenzione di organizzarlo nemmeno l’anno prossimo.
«Fini ha paura che il congresso si dichiari apertamente contro le sue posizioni – afferma laconicamente Storace - ed ha paura di trovarsi per la prima volta in minoranza. Per questo preferisce non parlare di congresso ed escludere i suoi oppositori da ogni democratico confronto». Fini risponde che non ha nulla in contrario nell’organizzare il congresso ma lo farà solo quando ce ne saranno valide ragioni.
Il problema più rilevante secondo Storace è che il presidente ed i suoi fedelissimi abbiano imboccato una strada senza ritorno mettendo così in discussione l’alleanza con i partiti della destra europea. E’ un abbandono sostanziale della politica tradizionale di An, una inutile rincorsa al centro che rischia di provocare drammatici sbandamenti nelle nostre file. Per questo, con alcuni amici della minoranza interna, Storace ha fondato l’associazione “d-destra”, «per confrontarsi tra noi, visto che all’interno del partito questa pratica non è più ammessa, e capire se c’è ancora spazio per la destra italiana».
Del resto, Storace è convinto che il malumore all’interno del suo partito viene assai sottovalutato e molti non si espongono apertamente solo perché temono le reazioni di Fini che continua a non «rispettare le regole scritte nello statuto di An, ignorando che in democrazia la selezione della classe dirigente non deve avvenire per via oligarchica». L’estromissione di Storace non ha tardato a provocare reazioni tra i parlamentari di An. L’onorevole Giulio Conti ha infatti espresso vivo rammarico per la decisione del suo leader di escludere il suo ex portavoce dall’esecutivo del partito e mentre «Fini offre continue aperture su ogni pesante vicenda della vita politica nazionale – commenta il deputato di An -, compreso il tentativo di aprire un dialogo con i musulmani, all’interno del Partito non ammette diversità su alcune scelte determinanti che comunque interessano tutti gli iscritti».
Tuttavia, sebbene le voci di una possibile uscita di Storace ed un nutrito numero di deputati dal partito prendono sempre più consistenza, Gianfranco Fini non le ascolta con particolare attenzione e risponde al “dissidente Storace” che ritiene essere stato estromesso dai vertici del partito, di voler parlare solo «di cose serie. Nei partiti democratici ci sono degli organismi fiduciari. E’ chiaro che ne fa parte chi gode della fiducia di chi guida il partito».
Intanto, corre voce che fin da oggi Storace incontrerà i suoi fedelissimi per individuare quali sono i tempi e se esistono condizioni immediate per uscire da An e dare vita ad un nuovo gruppo parlamentare. In particolare, sembra che ad accogliere con entusiasmo la richiesta del capo della minoranza siano stati molti dirigenti di “Azione giovani”, il movimento giovanile del partito, alcuni dei quali hanno promesso di indire una conferenza stampa di solidarietà a Storace di chiaro disappunto verso la linea di Fini.
Luigi Cavalli
21st Novembre 2006




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