Il presidente dell’Autorità garante della concorrenza, Antonio Catricalà, ha
inviato al presidente del Consiglio, al ministro della Salute e ai presidenti delle
due Camere la proposta che i medici del Servizio sanitario nazionale non si limitino a prescrivere i farmaci mediante la marca ma indichino anche il principio attivo, che può essere fornito da farmaci generici, quando non si tratti di prodotti protetti da brevetto.
Ciò, naturalmente, con specificazione delle dosi.
La proposta, ove accolta, darebbe, secondo i suoi fautori, luogo a un considerevole risparmio nella spesa sanitaria, cifre che vengono negate da Farmindustria.
Negli ultimi quattro anni la spesa farmaceutica pubblica è aumentata del 40 per cento e arriva a 19 miliardi di euro. E solo il 13 per cento della spesa farmaceutica è costituito dai “generici”, che però sono il 24 per cento della quantità di farmaci venduti. Il confronto fra le due percentuali mostra che il prezzo medio dei “generici” è circa la metà di quello di tutti i farmaci.
Ci sono varie ragioni, per questo
fatto.
Una è che le case farmaceutiche realizzano posizioni di rendita sui prodotti di marca attraverso i rapporti promozionali coi medici, fatti anche di incentivi. Può darsi, poi, che i medici preferiscano prescrivere i prodotti di marca di cui ricevono i campioni, perché ciò è per loro più semplice. I loro rappresentanti
si sono schierati contro la proposta di Catricalà.
Altrettanto ha fatto il presidente di Farmindustria Sergio Dompè.
La questione è che vanno riconosciuti all’industria farmaceutica gli investimenti
in ricerca che riguardano necessariamente i farmaci non generici soggetti a miglioramenti continui.
A favore della proposta di Catricalà si è pronunciato invece Franco Caprino, presidente di Federfarma: i farmacisti si sentono valorizzati se possono ampliare la gamma delle loro offerte fornendo al cliente anche i “generici”, sui quali possono lucrare margini più flessibili che sui prodotti di marca.
Il ministro Livia Turco ha dichiarato che la proposta di Catricalà si inserisce nel suo “patto per la salute” che dà molta importanza ai farmaci generici. Liberalizzare, anche in questo settore, è importante.
La libertà di scelta è già in parte prevista dalla normativa vigente.
Inserirla per legge nel ricettario sembra eccessivo.
da il Foglio
saluti




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dissertazione, concluse che ciò era corretto.