da Affari Italiani
Per il presidente del Consiglio il partito democratico è fondamentale. Ha bisogno di un punto di riferimento, di un sua forza per non essere continuamente ostaggio della coalizione. Ed è per questo che - secondo quanto risulta ad Affari - il Professore avrebbe in mente di lanciare un vero e proprio ultimatum ai vari D'Alema, Rutelli e Marini: o si fermano subito i dubbi e i malumori sul progetto unitario (che deve nascere con il principio di "una testa un voto") oppure non se ne farà più nulla. Però, a quel punto, Prodi rilancerà il vecchio piano di cui si era già parlato prima delle elezioni politiche, poi messo nel cassetto con la formazione della lista unica alla Camera. Ovvero la nascita di un vero e proprio partito prodiano, che quasi certamente dovrebbe chiamarsi "L'Ulivo".
Il nocciolo duro sarebbe ovviamente la minoranza parisiana della Margherita, alla quale però gli uomini del premier sono convinti che potrebbero confluire anche altre personalità di spicco. In particolare i sindaci, primo fra tutti quello di Venezia Massimo Cacciari. Ma c'è anche chi non esclude che, alla fine, l'ulivista doc Walter Veltroni possa abbandonare i Ds per unirsi alla nuova formazione politiva. E si parla addirittura di alcuni sondaggi già commissionati dai prodiani. I risultati sarebbero molto incoraggianti. Potenzialmente il partito del Professore potrebbe raggiungere il 15%, superando nettamente la Margherita (che scenderebbe drammaticamente sotto il 10) e insidiando addirittura i Ds. Insomma, Prodi è stanco dei borbottii e questa volta farà sul serio.
GRANDE ROMANO!




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