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    Predefinito Per cambiare FI e per il partito di cdx "in fieri"

    20 novembre 2006
    Modeste proposte per i Circoli della Libertà

    tratto dal blog http://filoapiombo.blogspot.com/

    articolo ridotto

    Il Filo a Piombo guarda con favore al progetto dei Circoli della Libertà, che si sta sviluppando in queste settimane. Cercheremo di dare il nostro contributo all’iniziativa, anche fuori dalla blogosfera, così come avremmo fatto per ogni altro progetto credibile, al fine di rilanciare un centrodestra liberale e popolare.

    (...)

    Sappiamo tutti che Forza Italia è nata in modo pragmatico, seguendo un generico richiamo al moderatismo liberale, senza vincolarsi – nemmeno nel nome – ad alcuna tradizione politica ben definita. Tanto che, quando nel 1993-1994 sono nati i primi clubs azzurri, assieme a tanta improvvisazione e scarsa cultura politica, in essi si poteva ritrovare un po’ di tutto.

    (...)

    Ma ora, nonostante la perdurante logica del bipolarismo, e nonostante i successi ai quali ha portato lo spirito pragmatico di Berlusconi, crediamo che si debbano sciogliere alcuni nodi ideali, e definire a priori con più precisione l’identità possibile del liberal-conservatorismo italiano.

    La progressiva decadenza della cultura occidentale ha importato nella nostra società problemi che nei primi anni novanta, al massimo, erano appena abbozzati. Oggi stanno giungendo a maturazione questioni epocali, come la crisi demografica, la dissoluzione dell’istituto familiare e degli altri riferimenti “forti” della società civile, la messa in discussione delle radici cristiane dell’Europa, l’aggressività dell’Islam.

    Sta quindi diventando indifferibile un nuovo progetto educativo per le giovani generazioni, che coinvolga non solo le istituzioni politiche, ma soprattutto la famiglia, la scuola, i movimenti religiosi, le libere associazioni. Dall’altro lato, sul piano più strettamente economico, presto diventerà drammatica la questione dell’insostenibilità dello Stato sociale, così come lo abbiamo conosciuto fino ad ora.

    (...)
    In questo senso, come sappiamo, la modesta proposta del Filo a Piombo è fortemente identitaria, e cerca una composizione tra le tradizioni liberale, cattolica e conservatrice. Speriamo dunque che nel nascente movimento dei Circoli della Libertà ci sia sufficiente chiarezza e coesione sui suddetti argomenti.
    Non vogliamo doverci ritrovare bloccati a discutere per ore di laicità dello Stato, o del vero significato dell’essere liberali o dell’essere moderati. Ciò in quanto le linee di fondo della nostra ispirazione dovrebbero essere già definite.


    Specie in una regione come la nostra, l’Emilia-Romagna, dove è collaudato da decenni un blocco sociale ed economico che fa riferimento allo Stato, al partito, al sindacato e alle cooperative, la nostra alternativa dovrà invece rivolgersi alle famiglie, alla libera impresa, all’associazionismo civico, alle categorie dei lavoratori autonomi e dei professonisti, e non per ultima alla Chiesa di Benedetto XVI e dei movimenti cattolici meno compromessi con lo spirito “conciliare”.

    Inoltre, su un piano più operativo, quello che chiediamo ai promotori della iniziativa è di non frammentare né disperdere le energie di centrodestra già presenti sul territorio.
    (...)
    L’eccessivo spontaneismo, difatti, a nostro parere finirebbe per riproporre la situazione che già si era creata subito dopo il venire meno del primo governo Berlusconi, quando i primi clubs e circoli di Forza Italia e Alleanza Nazionale, che avevano accompagnato l’ascesa dei rispettivi leaders, svanirono rapidamente nel nulla, lasciando sul territorio solo la presenza di politici semiprofessionisti con già diversi anni di esperienza alle spalle, oltre a qualche più o meno valido outsider.

    Per questo, anche se riconosciamo che i Circoli della Libertà siano un’ottima occasione di formazione e crescita, specie per i più giovani, non possiamo illuderci del fatto che essi diventino sezioni di reclutamento di una classe politica totalmente nuova.
    Persino in una regione difficile come l’Emilia-Romagna, dove il centrodestra ha poco radicamento e non vanta una tradizione di amministratori locali, in questi anni si sono comunque formate personalità politiche che in un modo o nell’altro hanno maturato un minimo di esperienza e di appeal elettorale.

    Esiste un certo numero di consiglieri regionali, provinciali, comunali, e di dirigenti locali di partito, le energie dei quali non vorremmo vedere disperse, e tantomeno le une contro le altre armate.
    Dunque, a nostro parere il partito di Forza Italia, così come la Lega Nord e i settori di Alleanza Nazionale e dell’Udc meno compromessi con le politiche stataliste ed assistenziali, dovrebbero essere coinvolti nel progetto in maniera organica.

    Per legittimare i nuovi Circoli delle Libertà non ci si può affidare solo al mandato – vero o presunto – di Berlusconi e di altri dirigenti nazionali. Occorre invece individuare dove e come il centrodestra di questi ultimi tredici anni abbia messo radici nel tessuto sociale del nostro Paese.
    A tale scopo, occorre che il nascente movimento dei Circoli si dotato di guide attente ed autorevoli, riconosciute come tali da tutto il centrodestra, che conoscano le diverse realtà del nostro Paese e sappiano individuare su ogni territorio le presenze e le energie più adatte.

    Non è una frase fatta: se i promotori dei Circoli della Libertà cederanno alla tentazione di porsi come la “corrente del rinnovamento”, nell’ambito di Forza Italia e più in generale dello schieramento conservatore, essi finiranno per dare vita solamente ad una corrente di partito in più.
    Poiché non siamo di quelli che credono alla “democrazia interna” nei partiti, specialmente in questa fase e tantomeno rispetto a un movimento poco strutturato come Forza Italia, speriamo che chi ha la possibilità di decidere sia veramente consapevole di quanto sopra.

    posted by Max

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    Predefinito Milano, Nasce L'associazione Circolo Della Liberta'

    MILANO, NASCE L'ASSOCIAZIONE CIRCOLO DELLA LIBERTA'

    di Il Legno Storto, inviato il 22/11/2006

    Milano, 22 NOV (Velino) - Il nome puo' ricordare i "Circoli" di Marcello Dell'Utri e cosi' a contatto con "liberta'" fa pensare alla Cdl, in realta' - come sottolinea il presidente Michela Vittoria Brambilla - il 'Circolo della Liberta'' e' un'associazione che non appoggia alcuno schieramento politico. "Vogliamo dare corpo e voce a quella larga parte della societa' italiana che non trova piu' un'adeguata rappresentanza nella politica e in molti politici del nostro paese", spiega Brambilla. Un movimento "di massa", quindi, che sara' presente in tutte le regioni d'Italia ("vogliamo essere una fonte d'ascolto diretta sul territorio" dice) e che vuole attirare, senza pregiudizi, lavoratori autonomi, imprenditori, professionisti, giovani e donne: per dare una voce a chi non l'ha o a chi non trova spazio nella politica. "Non capisco come su certi temi il governo non si stia confrontando con la gente - aggiunge Brambilla che e' anche presidente dei giovani di Confcommercio -. Non parlo solo della Finanziaria, ma anche il Tfr e la legge sulle droghe dovrebbero essere temi da affontare in altro modo". E il Circolo servira' a questo: "Avremo un ufficio di coordinamento a Roma e avvieremo tutto il quadro di contenuti di rete entro fine anno, con il sito e i blog - prosegue -. Avra' una grande rilevanza per i circoli della liberta' anche il volontariato e chiedero' personalmente ai giovani del mio settore di garantire un'azione concreta a livello territoriale". Il vicepresidente sara' Maurizio Tenno, presidente dei giovani di Confartigianato. Rispetto alla manifestazione di sabato a Montecatini in cui si ritroveranno i circoli della liberta' di Dell'Utri, Brambilla spiega. "Noi apriamo le porte a chiunque, quindi se l'onorevole Dell'Utri vorra' partecipare saremo felici di accoglierlo ma - ripete - non vogliamo legarci a nessun partito". Eppure da qualche esponente politico e' arrivato gia' qualche complimento per l'iniziativa. "Silvio Berlusconi ha apprezzato molto il nostro progetto e - spiega Brambilla senza aggiungere ulteriori dettagli - anche un ministro dell'attuale governo ha avuto parole di stima per il Circolo della liberta'". E nel futuro? "Siamo pronti a collaborare con i partiti, con i sindacati e con chiunque volgia confrontarsi con noi. Se diventeremo una realta' consistente - conclude - vedremo poi come comportarci".

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    Predefinito Forza Italia diventa democratica

    di Il Legno Storto, inviato il 24/11/2006


    di Andrea Valle - Motivazione della conferenza stampa: «Annunciare importanti iniziative su Forza Italia e rispondere alle notizie relative al partito, pubblicate da alcuni quotidiani». Dopo tre giorni di terremoto e di interrogativi e timori circa la volontà reale o presunta di Silvio Berlusconi di lasciare la politica attiva, ieri i vertici di Forza Italia hanno voluto dire la loro. In sintesi: se Lui lascia, l'elettorato si squaglia. Ma noi ci siamo, il partito è il primo partito italiano, e continuerà ad esserlo anche in futuro, dopo che avremo creato una "direzione politica", che ora manca del tutto, e fatto i congressi.

    BERLUSCONI «INSOSTITUIBILE» Sandro Bondi ha impostato il suo ragionamento per punti, di cui il primo non può che riguardare lui, il gran capo e leader indiscusso, Silvio Berlusconi. «Salvaguardare e valorizzare» la sua leadership è quindi la prima mission del partito, dove però, nello stesso tempo occorre «allargare e democratizzare la vita interna, come garanzia di tenuta sul territorio, di reclutamento e selezione del personale a livello locale». Per discutere di questi problemi, Bondi, affiancato in conferenza stampa da Fabrizio Cicchitto, Renato Schifani, Elio Vito e Antonio Tajani, ha anticipato che entro dicembre verrà convocato un Consiglio nazionale con l'obiettivo di «dar vita ad un grande partito moderno, popolare, democratico, radicato sul territorio». E proprio per rispondere a quest'ultima esigenza, nei mesi di marzo e aprile del prossimo anno sono previsti i congressi in tutti gli ottomila e passa Comuni italiani, per avere un «partito ramificato fino al più piccolo dei nostri paesi», per «radicare Forza Italia su tutto il territorio nazionale». In primavera tutti gli iscritti saranno chiamati a votare, scegliere i loro rappresentanti. E questi i dirigenti nazionali del partito. Tornando sul piano nazionale, la grande novità è l'istituzione di una direzione presieduta da Berlusconi e composta dai coordinatori regionali, dai responsabili di settore del partito, dai membri della Consulta, dal vicepresidente del partito, dal presidente del comitato di presidenza e dal presidente del Consiglio nazionale. Un organo, hanno spiegato i vertici forzisti, che vuole essere la concretizzazione della sintesi tra leadership e classe dirigente di Forza Italia. «Per far nascere una classe dirigente», ha detto Bondi, «occorre che non ci sia soltanto un rapporto di identificazione tra noi e Berlusconi diretto e personale: occorre che vi sia un rapporto di identificazione, di solidarietà e di appartenenza tra di noi dirigenti e parlamentari». Senza mai dimenticare che la presenza di Berlusconi «è ancora più importante e insostituibile di quanto non fosse nel '94, nel '96 e nel 2001». È stato a questo punto che il coordinatore nazionale forzista ha evocato (senza citarle) le polemiche di questi giorni; quando ha detto che «nel caso, ipotetico e che comunque non realizzerà, Berlusconi dovesse abbandonare la vita politica, l'elettorato di tutto il centro destra cadrebbe in uno stato d'animo d'angoscia e di disperazione, non essendoci più la possibilità di un'alternativa a questo governo e a questa sinistra. Berlusconi», ha continuato Bondi, «è un leader che non deve essere lasciato solo, ma che non deve essere neppure autosufficiente rispetto a Forza Italia e alla Casa delle libertà».

    TRATTATI MALE DALLA STAMPA Anche ai giornalisti, oltre che agli iscritti e i simpatizzanti, Bondi ha voluto mandare un messaggio, traducubile nelal domanda: perché ci trattate così male? «Seguiteci, criticateci», ha detto il coordinatore del partito, «ma date anche conto degli sforzi. Cercate di non farlo in quel modo sprezzante e sguaiato che usate di solito. Perché non usate lo stesso rispetto che avete per gli altri partiti? Noi veniamo sempre trattati o con il silenzio o con la caricatura». E a proposito di trattamento dei media, una risposta è arrivata anche al film di Enrico Deaglio che denuncia presunti brogli perpetrati da uomini di Forza Italia alle elezioni politiche di aprile. «Siamo nel campo della pura attività propagandistica e della deformazione della realtà, tipica dei partiti comunisti», è stata la reazione di Bondi. «Ci aspettiamo che la magistratura faccia chiarezza sulla vicenda. Noi comunque, nella giunta per le elezioni della Camera, chiederemo che vengano ricontate tutte le schede elettorali, così come sta accadendo in Messico. Perché ci potrebbero essere stati brogli a favore del centrosinistra, e la maggioranza non vuole che si faccia luce».

    Libero, 24 nov 2006

  4. #4
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    Predefinito

    Spero che in questo interessante lavoro possa inserirsi come lievito il lavoro fatto dai Riformatori Liberali per mettere in evidenza le tematiche portati di un moderno partito liberale al passo con i problemi del XXI° secolo.

    altrimenti dovremo accontentarci della solita corrente (di basso voltaggio, se va come è andata finora).

    Benedetto ha avuto già un ruolo nella riscrittura dello Statuto di FI

 

 

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