Legge 194 e virtù mediane(ilriformista)

di Il Legno Storto, inviato il 23/11/2006



di Oscar Giannino-Chi scrive non si appassiona molto alle polemiche se si debba intendere come un’indebita invasione di campo la richiesta di assicurare la presenza di associazione cattoliche presso i consultori istituiti con la legge 194, oppure no. Al contrario l’intero e variegato campo laico dovrebbe considerare con grande soddisfazione, come l’Italia sia cambiata rispetto a quando - allora sì con uno scontro muro contro muro - grazie all’impegno dei radicali e di altri pochi gli italiani confermarono nelle urne la legge sull’interruzione di gravidanza. Allora, come purtroppo ricordano in pochi, alla richiesta che proprio associazioni cattoliche avanzarono di essere presenti in forze all’interno dei consultori, fu il roccioso segretario di Stato vaticano, il cardinale Giovanni Benelli, che aveva ispirato l’ala del no più oltranzista alla legge, a replicare con grande durezza che la richiesta era sbagliata. Una legge abortista si contesta in radice, i cattolici non devono averci a che fare in alcun modo, fu la sua dura presa di posizione. Pensate a com’è cambiata l’Italia, se oggi i cattolici per primi tornano a chiedere com’è giusto ciò che la legge consente - a loro come a tutti - e se in Vaticano e alla Cei la si considera una giusta richiesta. C’è più gusto e soddisfazione a considerarla una vittoria per tutte le persone ragionevoli - grazie alla 194 - che a dividersi tra Storace e la Prestigiacomo. O no? L’Italia è meno spaccata di allora. E la sconfitta referendaria sulla legge 40 è qualcosa che grava assai più su noi tutti che abbiamo animato la campagna senza capire a fondo le contromosse del campo avverso, di quanto non dica del presunto revanscismo papista.