Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Quello delle scommesse anni'80 De Biase

    Corrado De Biase è stato il giudice che si è occupato della vicenda calcio-scommesse degli anni 80, conclusasi con la retrocessione del Milan e della Lazio, oltre che con arresti di giocatori, dirigenti, Presidenti (tra cui quello del Milan)...una vicenda quindi certamente di portata più ampia di Calciopoli, in cui De Biase, che era il Palazzi dell'epoca, ha agito con estremo rigore. Quindi De Biase conosce l'ordinamento sportivo, quello ordinario, e non è tifoso juventino. Queste le sue parole a Rete37, una tv locale fiorentina:


    "Non posso sapere perchè la proprietà della Juventus si sia mossa in un certo modo, ma mi sento di dire, al 99%, che la vicenda è stata abilmente pilotata dai vertici della squadra torinese, a cominciare dalla richiesta di Zaccone, che ha lasciato tutti di stucco. Zaccone non è un incompetente, come molti credono, ma è stato solo un attore di questa vicenda. Bisogna avere, innanzitutto, il coraggio di affermare una realtà: il procedimento di questa estate ha partorito un autentico aborto giuridico.
    Quando parlo di "aborto giuridico" mi prendo la piena responsabilità di ciò che dico. Quando si vuole espletare in due settimane un procedimento che richiederebbe almeno 6 mesi solo per un corretto iter investigativo, non può che venir fuori un aborto giuridico. Quando si cassa, per motivi di tempo, un grado di giudizio, quando si impedisce agli imputati di portare testimoni, dossier e filmati in loro discolpa, ma gli si concede solo 15 minuti per una arringa difensiva, non si può che parlare di aborto giuridico.
    Quando non si concedono agli avvocati difensori degli imputati i testi integrali delle intercettazioni, adducendo che non sono pertinenti, si può solo parlare di aborto giuridico. Quando, infine, si disassegna un titolo ad una squadra, la Juventus, per assegnarlo ad un'altra, l'Internazionale, prima che si sia pronunciato il verdetto del primo iter istruttorio, allora siamo ben oltre l'aborto giuridico.
    Non è un problema di giustizia ordinaria o sportiva: in ogni Paese che si definisca civile eventuali pene e sanzioni devono essere comminate dopo che sia stato verbalizzato un verdetto di colpevolezza, mai prima. E non venitemi a parlare di normative UEFA o di liste da dare alla stessa per le coppe europee: i diritti degli imputati, tra cui quello di potersi difendere con i mezzi che l'ordinamento mette loro a disposizione, vengono prima di una partita di calcio.
    Il punto che mi fa pensare che Zaccone abbia agito su input della proprietà è un altro, e cioè il modo in cui si sono mossi i vertici dirigenziali della Juventus, con quel finto ricorso al TAR. Come, mi chiedo, tu allontani i dirigenti, praticamente dichiarandoti colpevole, poi assisti inerte ed impassibile ad uno scempio mediatico e giudiziario ai danni della tua squadra e poi minacci di ricorrere al TAR?
    E' il concetto di chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti, se ci pensate bene. Prima ti fai massacrare senza muovere un dito, ti fai disassegnare il titolo, fai stilare i calendari per i campionati e le coppe europee e poi minacci di andare al TAR, strombazzando il tutto sui giornali? Sa tanto di mossa politica per placare l'ira dei tifosi, mi pare. Se Zaccone, che è uomo di valore ed esperienza, avesse avuto il mandato di evitare il disastro si sarebbe mosso in maniera diversa, nel senso che avrebbe fatto notare queste "anomalie" nel tempo intercorso tra la fine del dibattimento e l'annuncio dei verdetti. Quello, infatti, era il momento buono per minacciare di ricorrere al TAR, quando le sentenze non erano ancora state scritte, ma andava fatto in camera caritatis, chiedendo un incontro con Ruperto, Sandulli e Palazzi, e non di fronte ai giornalisti della Gazzetta.
    Vi prego di notare che non sto discettando di alta strategia dell'arte forense, ma dei principi basici, dell'ABC della professione, di cose che si insegnano ai ragazzi che vengono in studio a fare praticantato: se tu, avvocato difensore, ritieni di avere delle armi da giocare, chiedi un incontro con il giudice e il PM, nel periodo che intercorre tra il processo ed il verdetto, e gli fai notare che, se il responso sarà giudicato troppo severo, le userai. E qua di armi ce ne erano in quantità industriale.
    Poi, di fronte al fatto compiuto, chi si prende la responsabilità di fermare una macchina che macina miliardi di €, tanto da essere la sesta industria del paese? Io, per conto mio, posso solo ribadire il concetto già espresso: una penalizzazione di 8/10 punti, una multa e la squalifica di Moggi e Giraudo per 10/12 mesi, questa era la pena congrua, a mio parere. Ogni parallelo con la vicenda del 1980 è improponibile: qua non ci sono tracce di illecito, né denaro o assegni. L'illecito ambientale non è un reato contemplato da nessun codice, a meno che non si parli di inquinamento atmosferico....."



  2. #2
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    ritorna sull'argomento anche Carletto Mazzone anche lui juventino dalla testa ai piedi

    «Juve, punizione troppo pesante»
    Il decano degli allenatori: «E l’Inter si è messa lo scudetto vinto senza discussioni dai bianconeri»

    ROMA. Torna a parlare Carlo
    Mazzone. E come al solito lo fa senza peli sulla lingua. Intervenu*to ai microfoni dell’emittente “Ra*dio Incontro”, l’ex allenatore della Roma ha rilasciato dichiarazioni che faranno certamente discutere. Il suo piccolo show inizia con un pensiero sullo scudetto assegnato all’Inter dopo le vicende di calcio*poli: « I nerazzurri si sono voluti mettere sulle maglie uno scudetto vinto nettamente e senza discus*sioni sul campo dalla Juventus – ha affermato –. Sinceramente è una vicenda che non riesco a capi*re.
    Mi sono chiesto e continuo a far*lo, dove sia stato l’illecito, la parti*ta comprata dai bianconeri». Do*mande alle quali il popolo juventi*no ha preferito, dopo tante soffe*renze, non cercare risposte. Maz*zone invece, sembra averle trovate: «Magari ci sono stati atti di slealtà che di sicuro andavano puniti. Ma la punizione che ha ricevuto la Ju*ventus è troppo pesante». Una di*fesa non richiesta, dettata quindi da un uomo che in 39 anni di calcio, sul campo ne ha viste di tutte i co*lori. Alla sua non più giovane età, Carlo Mazzone si può forse per*mettere di dire ciò che realmente pensa del mondo del pallone. Su
    Moggi ad esempio ha una sua idea: «Lo conosco dai tempi della Roma. Luciano è fatto così, a volte gli piace fare anche un po’ il mil*lantatore… ». Non ha dubbi invece, sulla buona fede degli arbitri: «Continuo a pensare che nel mon*do arbitrale ci siano direttori di ga*ra più bravi ed altri meno capaci. Ma non mi venite a dire che ci so*no quelli che si ‘aggiustano’ le par*tite. Non ci credo». Parole chiare, schiette, di chi non ha paura di di*re ciò che pensa. Nemmeno se que*ste parole non faranno felici i tifo*si giallorossi che ultimamente non stanno apprezzando queste “usci*te” del ‘Sor Carletto. Ma Mazzone è fatto così, uomo leale, come quando nel pantano di Perugia nel 2000, regalò lo scudetto alla Lazio, pro*prio a discapito dei bianconeri: «A Roma ancora me lo rinfacciano – sorride – Quel giorno entrammo in quella piscina per dimostrare chi eravamo e giocarci la nostra parti*ta da professionisti veri » . Nono*stante la sua esperienza quasi qua*rantennale, non ha mai avuto la possibilità di allenare le tre grandi del calcio italiano. Non lo dice, ma di sicuro gli avrebbe fatto piacere cimentarsi ad altissimi livelli: «La Juventus ed il Milan non mi han*no mai contattato. Solo l’Inter una volta sondò un po’ il terreno. Ma poi non se ne fece nulla. Probabil*mente perché non sono un tipo da giacca e cravatta ma uno con gli scarpini e la tuta». Già, e chissà che qualcuno, nonostante er “Sor Car*letto” dica di esser andato in pen*sione, non pensi di nuovo a lui. Di sicuro, dopo le dichiarazioni di ieri, non sarà certamente Moratti.
    S.C.

  3. #3
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    Se non capisco male,la teoria di De Biase sarebbe quella che gli attuali vertici juventini(vale a dire gli Elkann, in quanto FrancoBollo Giglio è un prestanome messo da loro) avrebbero approfittato di questa vicenda per togliersi dalle scatole la triade(Moggi e Giraudo in particolare,visto che Bettega c'è ancora ma è assai ridimensionato).
    Sinceramente è una tesi che condivido, gli Elkann non hanno mai gradito molto la triade che aveva preso troppo potere e questo trova conferma anche nel modo in cui viene trattato Bettega, senza un ruolo,costretto ad agire nell'ombra,quasi fosse un appestato,eppure su di lui non è venuto fuor nulla,ha solo la colpa di rappresentare la vecchia Juve.
    E mi ha sorpreso ancor di più quando dopo Juventus-Palermo,con lo scudetto ancora in ballo,John Elkann liquidò istantaneamente la triade e solo quache settimana dopo tirò fuori un CdA tutto nuovo,con gente sconosciuta fino ad allora ed estranea al mondo del calcio (come l'attuale AD Blanc).
    La minaccia di andare al TAR è poi servita solo per garantirsi un accordo sui punti da scontare in sede di arbitrato(come scappò goffamente a Balzaretti in una tramissione televisiva).
    Beh,che dire...una pura lotta di potere come quelle che si vedono nei partiti politici.
    Blanc ha recentemente detto che la Juve tornerà a vincere, io credo che ci vorranno almeno 3 anni(a voler essere ottimisti) prima di vedere una Juventus competitiva per lo scudetto.

 

 

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