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2 dicembre, Silvio si porta il regista.
E il kit forzista con «mutanda»
In piazza San Giovanni ci sarà la società «Euroscena» a fare le riprese?
I parlamentari stanno pagando l’obolo...
di Natalia Lombardo
23 Novembre 2006
SILVIO A ROMA SHOW
Sarà per sfidare il concerto sindacale del Primo Maggio nell’oceanica piazza San Giovanni, ma più che per una manifestazione di protesta sembrano quelli di una kermesse, un evento spettacolare che funzioni come una macchina, i preparativi alla scesa in piazza del centrodestra il 2 dicembre al grido di «Tutti a Roma con Silvio», come si legge sui manifesti.
Anzi, una nuova scesa «in campo» come recita Silvio nello spot che sarà venduto a radio e tv locali: «Scendi in campo per la tua - e sottolinea “tua” - libertà».
Una nuova scesa in campo la considera per riflesso condizionato lo staff azzurro Biscione che lavora alacremente nella sede del comitato organizzatore a Roma, in via Uffici del Vicario.
La dice lunga sul ruolo degli altri partiti, An e Lega.
Però si danno da fare sul territorio, a parte Roberto Calderoli che, col passo montano da Li'l Abner, non perde la riunione quotidiana con Aldo Brancher e il radicale salmonato, Benedetto Della Vedova: «cortei» ore 16, domani «logistica e comunicazione» è scritto su una lavagna. Sul sito «scendoinpiazza» Bossi già parla, si offrono gagets slip e la faccia di Prodi si cancella con un click.
La premiata ditta di produzione dell’immagine berlusconiana è tornata al lavoro.
Fidatissimi quanto perfezionisti collaboratori di Berlusconi fin dai vagiti di Mediaset collaudati negli anni di governo.
A coordinare i lavori l’impeccabile Roberto Gasparotti, tele-angelo custode delle inquadrature di Silvio; la produzione è sempre quella dei grandi eventi Forzitalia.
Mario Catalano per l’allestimento palco e strutture.
È noto come l’«art director» di Palazzo Chigi partito dalle fortune di «Carramba»: dalla sala stampa con i putti barocca alla Nato a Pratica di Mare, fino alla scenografia della firma della Costituzione europea nell’ottobre 2004 a Roma.
Ancora in campo per le riprese la società Euroscena del fidato Luigi Sciò che garantì immagini aeree del Decennale di Forza Italia e che, nell’evento europeo del Campidoglio lasciarono la Rai a cineprese spente fornendo riprese chiavinmano (pure a Mediaset).
La società ha avuto ancora un appalto a Palazzo Chigi, dove però non regna più Berlusconi.
C’è da sperare che la Rai non si faccia scippare l’evento, per i collegamenti in diretta da Piazza San Giovanni che si vedranno nelle «finestre informative» che aprirà, probabilmente, il Tg2 su RaiDue. Anzi, sul divieto di diretta, votato nel 2003 dal centrodestra in commissione di Vigilanza per censurare le marce della pace, ieri la Lega in commissione grida: «Sinistra di regime».
Certo, un’organizzazione così costa, «anche se stavolta i soldi sono pochini», ammettono i curatori.
Tutto costa, treni speciali, charter dalla Sardegna, pullman.
Il «curato» Bondi ha chiesto ai parlamentari l’obolo di duemila euro a testa, mille ai cosiglieri regionali.
Tutti promettono di darli, qualcuno protesta sotto l’occhio vigile del tesoriere di FI, Rocco Crimi, che sembra fiutare odore di soldi che escono solo dalle casse azzurre.
Fi per il comizio garantisce il 60 % delle spese, il 30 An e il 10 la Lega.
La colletta parlamentare finanzia i pullman (c’è chi dice siano 200 prenotati, chi di più).
Sulle cifre c’è ancora vaghezza: per Cicchitto le adesioni con FI sono 150mila, la forchetta di previsioni sul totale in piazza va dai «300 ai 500mila», fino ai 700mila valutati da Piepoli con equazioni sondaggiste.
An è un po’ più allenata alla piazza, i deputati sono sul territorio a organizzare pullman: loro aiuteranno, ma per chi parte si chiede una quota che va dai 20 ai 50 euro.
«Per ora sono circa 500 pullman», valuta Gasparri.
La Lega è di casa in piazza, i militanti si pagano la loro «marcia su Roma», quella che annuncià Bossi a Vicenza.
A chiudere i comizi, dalle 17 a San Giovanni, sarà Berlusconi.
Il problema sarà chi parla per primo: Bossi o Fini?
A bocca chiusa sfilerà Alessandra Mussolini; ieri è arrivata l’adesione del Movimento Sociale di Rauti, accolta.
Su quelle dell’estrema destra Forza Nuova e Fronte Nazionale «stiamo valutando», dicono dal comitato.
Incassati i pensionati di Fatuzzo, si è sfilato il Nuovo Psi di De Michelis e Caldoro, che andrà a riempire il Palasport di Palermo a fianco di Casini. Sull’acquisto dei «cavalieri neri» e la perdita dell’Udc metterà il dito nella piaga di Fini proprio Storace per far pesare la sua presenza in piazza.
L’Udc non si affanna troppo sui numeri: previste 10mila persone (anche se il palasport ne contiene circa la metà) ramazzate in tutta la Sicilia da Totò Cuffaro, poi da Calabria e Campania, i bacini elettorali.
Per Bossi il mondo è solo sopra al Po, l’Udc sembra contare dal Garigliano in giù.
Il segretario Lorenzo Cesa nel Transatlantico deserto scherzava:
«Abbiamo ordinato undicimila “coppole”».




Rispondi Citando
Allora è meglio non guardare in tv i servizi sulla manifestazione. Hai visto mai che Bondi, Gasparri o Elio Vito vogliano dare maggiore forza al concetto espresso sulle mutande e si esibiscano in tutto il loro maschio fulgore? No grazie, preferisco non rischiare un coccolone
