I pensieri proibiti dal conformismo - Cultura - ilGiornale.it del 11-02-2010
Come la vede il sottoscritto:
Scrive bene Veneziani, cose belle. Soprattutto sulla tecnica. Ma ci piange addosso. Anche lui, come ha fatto ieri Bondi sul Corsera, cita ad un tratto la parola nichilismo. A noi di destra, non ci hanno dato la pensione, ma il nichilismo, dice. Il nichilismo di piangersi addosso, si certo. Veneziani si dimentica così che l'uomo è tale in quanto animale che pone valore. Quando il valore diviene debole, arriva il nichilismo, che è un crollo e una rinascita. Questo è il senso dell'eterno ritorno, dell'essere conservatori e rivoluzionari. Veneziani ci e si piange addosso, perchè non vede altro che la tecnica oggettivata, ossia il sistema uscito dal ciclo. Non è più in grado di concepire il crollo dei valori e la loro rinascita. Della citata rivoluzione conservatrice non resta che l'attimo conservatore: Veneziani è in fondo una reazionario. Lo si capisce da come rimpiange il tempo in cui la Tradizione aveva una dimensione pubblica: è uno sguardo non fertile. Ora mi domando se questo dipenda dall'età: a 25 anni forse ci si emoziona ancora per Nietzsche, Spengler e il primo Junger. Si ha la forza per pensare di dominare la tecnica. A 60 forse, quando si ha potuto dare, allora ci si pensa come Davila, tristi e meravigliosi reazionari. Fosse così il nostro porre valori dipenderebbe solo che dalla situazione e faremmo comunque tutti bene a spulciare Essere e Tempo di quel nazzzista di Heidegger.




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hefico:
