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A ottobre calano le ore di sciopero
Le retribuzioni orarie contrattuali sono cresciute a ottobre dello 0,3% rispetto a settembre e del 3,3% rispetto a ottobre 2005. E' quanto rileva l'Istat ricordando che a ottobre l'inflazione e' stata dell'1,8%. Si tratta dell'aumento più alto da aprile 2005. In calo invece le ore di sciopero: nei primi 8 mesi 2006 in italia sono state effettuate 2,5 milioni di ore di sciopero il 36% in meno rispetto allo stesso periodo del 2005.
L'incremento - spiega l'Istat - deriva dagli aumenti tabellari previsti da alcuni contratti vigenti (metalmeccanica, editoria e giornali, energia elettrica, poste e telecomunicazioni), dall'entrata in vigore di una nuova classificazione del personale nel contratto cemento, calce e gesso, nonchè‚ dall'aumento di specifiche indennità nel contratto energia e petroli e in alcuni contratti provinciali dell'edilizia.
Nel mese di ottobre, quindi, a fronte di una variazione tendenziale media di più 3,3 per cento, gli incrementi retributivi più elevati si sono osservati nei seguenti comparti: regioni e autonomie locali (+6%); servizio sanitario nazionale (+5,9%); ministeri (+5,5%); scuola (+5,3%); metalmeccanica (+5,1%); poste e telecomunicazioni (+3,7%). Viceversa, gli incrementi più contenuti si osservano nell'aggregato pubblici esercizi e alberghi (+0,8%), in quelli del credito (+1,2%) e servizi alle famiglie (+0,3%), mentre variazioni nulle si riscontrano nei comparti assicurazioni e attività radiotelevisive. Nel mese di ottobre 2006 - prosegue l'Istat - la quota dei contratti in vigore è pari al 57,6%. Alla fine del mese risultano in vigore 39 accordi che regolano il trattamento economico e normativo di circa 7,5 milioni di dipendenti. Per contro, risultano scaduti 37 accordi che sono relativi a 4,8 milioni di dipendenti e si riferiscono al 42,4 per cento del monte retributivo totale.
La quota di contratti nazionali vigenti, comunque, sottende situazioni molto differenziate a livello settoriale: la copertura è totale nei settori dell'agricoltura e dell'edilizia e quasi totale nell'industria in senso stretto (94,9%). Gradi di copertura intermedi si riscontrano nei settori commercio, pubblici esercizi e alberghi (77,2%), servizi privati (58,3%) e trasporti, comunicazioni e attività connesse (54,6%). Un valore decisamente inferiore caratterizza, invece, il settore del credito e assicurazioni (2,9%). Infine, relativamente al settore della pubblica amministrazione, nessuno dei contratti osservati dall'indagine è attualmente in vigore e pertanto la copertura risulta nulla.




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