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Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Il battesimo dei celti

  1. #1
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito Il battesimo dei celti

    Naturalmente il battesimo non è stato inventato dai cristiani; anche gli antichi Irlandesi e gli antichi Britanni lo praticavano, come dimostrato dai racconti irlandesi "Conall Derg" e "Conall Kernach" e dal gallese "Gwri Chioma-d'oro". J.A. MacCulloch, nell'opera "La Religione degli antichi Celti", Neri Pozza, così scrive:

    " Nei testi irlandesi ritroviamo molti esempi di "una specie di battesimo"; così di Conall Cernach si diceva che "vennero dei druidi per battezzare il bimbo al paganesimo ed essi cantarono il battesimo pagano (baithis geintlìdhe) sul piccolo" e di Ailill che egli fu "battezzato nelle correnti druidiche"(1). Nella storia gallese leggiamo che Gwri fu "battezzato col battesimo in uso a quel tempo" (2). E' probabile che l'usanza delle Ebridi, secondo cui la levatrice fa cadere tre gocce d'acqua sul bambino, dandogli un nome temporaneo, sia una sopravvivenza di questa pratica. Il battesimo vero e proprio avviene più tardi, ma questo rito preliminare tiene lontane le fate così come quello pagano aveva valore protettivo e ammetteva ai privilegi tribali (3)"

    F. Le Roux e C.J. Guyonvarc'h (4) così scrivono: " I Druidi in Irlanda "battezzavano", scegliendo il nome; così Cuchulainn ricevette il nome definitivo dal druida Cathbad; ancor più interessante è il "battesimo" del re Conchobar, che ricorda l'usanza degli antichi Celti continentali (e dei Germani) di tuffare i loro bambini appena nati nelle acque del Reno. Ma il fatto di dare un nome a un neonato non costituisce, di per sè, una cerimonia rituale. E l'attribuzione del nome non è immancabilmente accompagnata dal battesimo con immersione e lustrazione. Di fatto sappiamo ben poco di preciso e di sicuro. Il "battesimo" celtico ha un nome latino in tutte le lingue neoceltiche: irlandese baisteadh, gallese bedydd, bretone badez(iant)..."

    Anche oggi, alcuni genitori possono avvertire il desiderio di presentare il nuovo nato alla comunità e alle forze della Natura, scegliere il nuovo nome per lui e comunicarlo a chi gli vuole bene. Si possono compiere queste azioni in modo semplice e informale, oppure in modo più solenne, a seconda dei gusti, delle sensibilità e delle esigenze.


    Quali bisogni soddisfa la celebrazione di un primo rito di passaggio?
    1. Soddisfacimento di una funzione d'integrazione sociale (presentazione del bambino e del suo nome alla comunità).
    2. Rassicurazione, tentativo di ricercare sicurezza per la futura vita sociobiologica del neonato di fronte al mistero dell'Universo (i doni, gli auguri, le benedizioni, gli atti "magici" o apotropaici).


    In che cosa può praticamente consistere il rito?
    Una "forma tipica" non esiste in concreto, non c'è un modello fisso, ma ognuno può crearsene uno suo. Io ho ricevuto da due genitori l'invito a creare una cerimonia per un bimbo che presto farà il suo ingresso "in società"; perciò ho analizzato un campione di riti moderni, comparandoli e trascrivendone le costanti; valutate le differenze e selezionato entro una vasta gamma di possibilità e di variazioni, ho composto questo che segue. Esso, con le opportune modifiche, può andar bene sia con neonati, che con bambini già grandicelli o addirittura adulti.
    Specifico che per compiere il primo rito di passaggio non sono necessari operatori esterni. La celebrazione che segue contempla anche la mia presenza, semplicemente perché i genitori mi hanno espressamente richiesto di assumere un ruolo in essa (soprattutto per condurre le danze e le ronde cantate augurali) ed io vi parteciperò volentieri.
    Un altro particolare: le parole così fissate sulla carta sembreranno "formule" un pò stereotipate, forzate, innaturali, a tratti anche un po’ ridicole, ma ripeto che sono solo degli esempi; ognuno può esprimersi con altre parole più semplici, sincere, spontanee!

    Si traccia un cerchio, spargendo sulla sua circonferenza fiori, petali, foglioline ed erbe. I genitori vengono avanti col loro bambino.
    Madre: "Io, Ausilia, sono la madre".
    Padre: "Io,Luigi, sono il padre. Il nostro bambino è stato finora conosciuto nella vita col nome di Davide".
    Tutti: “Benvenuto tra noi, Davide!”
    Prendo una ciotola d'acqua e spruzzo l'est dicendo: "Venti dell'est che producete la freschezza, la vita e la gioia, vi presento Davide, donategli l'estasi del movimento e della danza"
    Porto una candela al sud dicendo: " Sole caldo e cieli del sud, voi che portate vita e sviluppo di tutte le cose, proteggete Davide e siate un amico per lui!"
    Mi avvicino con l'incenso all'ovest dicendo: " Laghi freddi e mari profondi dell'ovest, acque della vita fresca, unitevi a noi, siate amichevoli con Davide".
    Infine porto la ciotola di terra al nord dicendo: "Montagne e steppe infinite del nord, prati verdi, che il nostro Davide sia benedetto nella sua mente e nel suo corpo… Signore dei venti, signore del ballo, sole-bambino, re dell' inverno, proteggete e rinforzate il nostro Davide".


    Il padre dà il benvenuto ai presenti spiegando:
    " Che questo sia un posto d'amore e di gioia; questa cerimonia di scelta del secondo nome per Davide e la sua presentazione agli elementi della Natura e dell’Universo servono per assicurare al piccolo la crescita, il successo nella vita e la felicità futura e offrirgli uno schermo e una protezione contro ogni malvagità ".
    La Madre: " Noi due siamo pronti ad assumerci la responsabilità della crescita spirituale, mentale e fisica di nostro figlio, ad esserne degni genitori. Promettiamo di essere pazienti con lui, di amarlo, rispettarlo e proteggerlo, guidarlo ..."
    Anche il padre esprime le sue promesse.


    In alcune culture (e ancor oggi in Abruzzo, Scandinavia, Germania), il neonato veniva adagiato sulla nuda terra (per riceverne le energie benefiche e la protezione, affinchè la Terra, vera Madre, lolegittimi, perchè il bimbo prenda contato con la forza magica del suolo) ma anche sollevato dal padre (de terra tollere), che manifesta così il suo riconoscimento, o per fare sì che venisse irraggiato dalla luce della luna o del sole, affinché fosse benedetto dalle forze della natura. Il padre di Davide appoggia suo figlio sulla Madre Terra, e poi lo solleva, spiegando: "Sollevo Davide affinchè possa crescere alto, diventare grande in talento, avere successo nella vita ed assicurarsi felicità.” Il bimbo viene riappoggiato in terra. Ausilia spruzza il figlio con l'acqua: "Ti benedico, figlio mio, con le acque della terra, che tu possa essere in buona salute e forte nel corpo, nella mente e nello spirito. Possa l'amore essere il tuo tesoro, possa tu essere felice nel tuo cuore." Qui vengono coinvolti i parenti del neonato, poichè presso alcuni popoli, i bambini non erano responsabilità dei soli due genitori, ma di tutti gli adulti del villaggio e ognuno si augura che anche nella nostra comunità ci siano delle figure d'appoggio che non lascino soli Ausilia e Luigi nel compito d'accogliere e guidare questa nuova vita. La zia, la nonna e il nonno sono disponibili a partecipare al compito genitoriale se ciò fosse necessario. La zia del bambino lo benedice con chicchi d'orzo: "Tu mi sei caro, Davide, che tu non conosca mai la fame o la povertà materiale o spirituale. Ti benedico con l'orzo , per la tua alimentazione e ricchezza.". La nonna del bambino lo asperge con il sale dicendo: "Che tu possa avere accesso alla saggezza, essere intelligente e trovar facile sia imparare che insegnare". Il nonno con l'incenso: "Che il fuoco dell'universo faccia scintillare il tuo temperamento, che tu possa trovare la gioia in tutto ciò che fai, vedere il lato più chiaro della vita, viaggiare e trovare la felicità nel tuo lavoro." Ognuno troverà le parole più intime e soggettive per esprimere gli stessi concetti.


    Il contatto con l'acqua ha sempre implicato un'idea di rigenerazione, nuova nascita, fertilità e aumento di potenziale di vita; bagni rituali hanno sempre procurato salute e fertilità, purificazione e rigenerazione, riattualizzando la creazione. La nostra vecchia civiltà contadina era legata da antiche radici alle acque ed al potere delle fonti. Poiché il Cristianesimo, con il battesimo, ha semplicemente "adottato" una simbologia dell'acqua preesistente in tante e tante culture, non meravigliatevi se ora il padre immerge Davide in un calderone d’acqua tiepida dicendo: "Lo Spirito grande della Natura protegga quest'anima giovane giunta tra noi, lo accolga favorevolmente inondandolo di luce, gli lasci trovare bellezza, nutrimento, resistenza, amore; le acque del grembo di Madre Terra ti proteggano dalle azioni errate, lavino via la memoria del dolore e i timori con le carezze delle onde." I genitori asciugano il bambino e lo vestono.

    Secondo un'antica tradizione popolare dei primi popoli europei, ogni bambino deve avere due nomi (per deviare gli spiriti malvagi ed invidiosi), uno pubblico e uno segreto, che soltanto i presenti alla cerimonia possono conoscere.Il nome sarà tenuto segreto al bambino stesso, fino al momento della pubertà e quindi della relativa cerimonia d’iniziazione. Luigi e Ausilia presentano il secondo nome del bambino (poniamo che l'iniziale ipotetica sia J.), spiegando perchè l'hanno scelto, es: "A questo nuovo arrivo, questo bimbo che è venuto a noi come regalo, concepito nell'amore, diamo come secondo nome J…. perché…"; o: "…affinchè la Natura lo benedica e gli assegni i regali di saggezza e ispirazione" . I genitori sostano col bimbo al centro del cerchio, mentre tutto il gruppo intorno scandisce o canta il nome segreto del bimbo.
    Scelto un albero, che rappresenta l’Albero della Vita, le donne vi fanno un cerchio intorno, cantando e danzando (e condurre questa ronda cantata è veramente il mio compito prediletto), mentre il bimbo è adagiato in un cesto ai piedi dell’albero. Oppure, se se ne ha la possibilità, a questo punto si può piantare un piccolo albero che crescerà col bambino.
    Si benedice il vino (o l'idromele), tuffando un coltello nel calice : "La tazza è l'aspetto femminile, il coltello l'aspetto maschile, la loro congiunzione ha portato la creazione di J…, un bimbo benedetto" Se ne versa un poco in terra, dicendo: "Madre terra, i tuoi campi aumentino e fioriscano. Le tue foreste si sviluppino e si spargano, le tue acque fluiscano pure e libere! Accetta la nostra offerta!" Poi il calice è passato ai genitori e a tutti; è stata preparata anche un po’ di camomilla (o di latte e miele) e se ne può mettere una goccia sulle labbra del piccolo. Anche il pane o un dolce viene passato intorno, poiché come il seme di grano unito alla terra si trasforma in pane, così l'amore di Luigi e Ausilia ha generato il loro J....


    A questo punto gli invitati, che hanno portato dei doni simbolici come giocattoli, indumenti, un poema, una pietra dura …, spiegano ciascuno il significato augurale del loro dono : "Porto questo libro e questa candela per J..., a cui auguro intelletto e luce"; oppure: "Dono quest'orsacchiotto a J..., che abbia sempre una vita affettuosa e confortevole"; "Porto questa musica a J..., che sia benedetto con la capacità di apprezzare l'arte, la musica e l'estasi della danza…"

    Si continua e si conclude in modo informale e …probabilmente ora si dovrà cambiare il pannolino al bambino…

    •   Alt 

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  2. #2
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    Nelle Tribù Galliche vi era il rito della Presentazione del neonato, alla Comunità e agli Dei officiata dal Padre, come tra gli Antichi Vedici, gli Italici e i Germani.

    Quanto sopra è ovviamente poco tradizionale perchè utilizza eufemismi vaghi invece di vibrare i Nomi degli Dei della Stirpe e della Terra, e nella fattispecie alle Divinità Trifunzionali.

    Da dove hai tratto questi dati, puoi citare la fonte?

    Vale Bene!

    Frumentarius
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    "Punctim et Caesim ferire"

  3. #3
    ulfenor
    Ospite

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    Eccoti il link da cui ho preso l'articolo....


    http://erlebnis.forumfree.net/?t=12280944


    se non sbaglio vi era la stessa usanza fra i romani di presentare il nascituro alla comunità

    vale bene

  4. #4
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    Certo, non solo ma riceveva il Nome.
    Per Italici intendevo anche Latini, Sabini e quindi Romani

    Vale Bene!

    Frumentarivs
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  5. #5
    ulfenor
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    Citazione Originariamente Scritto da Frumentarius Visualizza Messaggio
    Certo, non solo ma riceveva il Nome.
    Per Italici intendevo anche Latini, Sabini e quindi Romani

    Vale Bene!

    Frumentarivs
    Ah bene

 

 

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