Originariamente Scritto da
Zadig
È ufficiale, il Nobel è una boiata pazzesca di MARCELLO VENEZIANI
Finalmente è venuta alla luce la prima fabbrica mondiale del politically correct. È una cupola che ha superato ormai i cento anni e che decide a chi dare e a chi negare la gloria letteraria sulla base di un criterio politico e ideologico di conformità. Eppure, se citi il premio Nobel, ti sembra una cosa solenne, fredda e apolitica, una Onorata Società, come si conviene ad un premio planetario e pomposo, somministrato dalla precisina Svezia con tanto di corona. Anni fa avevo composto un puntiglioso elenco della letteratura del Novecento per dimostrare, nomi alla mano, che i tre quarti dei grandi scrittori del secolo erano stati ignorati dal premio Nobel e per far notare che i tre quarti dei premiati sono caduti in un meritato oblio; non se li ricorda nessuno. Aggiungevo che a parte i casi della vita, gli umanissimi errori e le distorsioni ottiche del tempo, il criterio di esclusione e di inclusione nel premio Nobel mi pareva assai legato ad un codice ideologico: erano esclusi quasi tutti i grandi scrittori che avevano mostrato una sensibilità conservatrice, cattolica, tradizionalista e nazionalista, o che si erano addirittura contaminati con il fascismo o con il nazismo. Mentre c'erano, eccome, scrittori radical, progressisti, marxisti e anche comunisti osservanti. Naturalmente la cosa passò come la solita allucinazione dello scrittore "di destra", col suo lagnoso vittimismo e la petulante rivendicazione della grande cultura conservatrice negata. continua...