Le due coalizioni si scannano per promuovere i loro programmi che probabilmente non possono essere sostenuti dall'esiguo bilancio statale. Ancora una volta si fanno discorsi per promuovere il Meridione e non mancano i progetti. La banca per il sud, le infrastrutture, la diminuzione di tasse in alcune aree o per certi ceti sociali in difficoltà, la lotta alla criminalità: sono soltanto sogni chimerici che non guardano in faccia il problema. L'Italia è divisa sul piano economico: il centro-nord tiene il passo dei maggiori Paesi Occidentali, il Sud stenta. Questo problema non è assolutamente recente, basti pensare che negli anni '60 dell'Ottocento un certo Luigi Carlo Farini, esponente della vecchia destra storica, andò in visita a Napoli e in segiuto scrisse che non è Italia ma Africa. Dall'unificazione in poi è impossibile tenere il conto di quante parole sono volate al vento per il Sud. Così ancora oggi non è difficile vedere il degrado che pervade per le strade delle maggiori città del Meridione. Il crimine organizzato non ha limite e l'anno scorso ci sono state decine e decine di vittime nei quartieri più malfamati; i giovani spacciano e fanno uso di droga davanti agli occhi di tutti, anche dei poliziotti incuranti; le regole della strada non esistono; l'abbandono scolastico è elevatissimo. A questo punto penserete che sono un altro "padano che insulta i terroni". Ritengo che anche solo il pensiero di secessione sia un'idea ridicola: l'Italia ha dovuto soffrire per essere unita, e noi vogliamo distruggerla? Anche la devolution toglie fondi al Sud, e non parliamo di una possibile legge sul federalismo fiscale. Alla fine gli abitanti delle regioni più ricche potrebbero pagare meno tasse per la maggiore efficienza dei servizi, mentre nel Meridione non ci sarebbero più i soldi neanche per mantenere il livello attuale. Il Nord crescerebbe più velocemente, pari a quanto regredirebbe il Sud. Mi pare assurdo quando Calderoli afferma che il sistema ospedaliero della Lombardia è quello più efficiente e che recepisce il minor numero di fondi in proporzione. La Lega, e in generale la politica italiana, non percepisce che il problema del Sud non può soltanto essere osservato dal punto di vista economico. Infatti è presente un notevole degrado culturale che porta alla mancanza di rispetto nei confronti dell'autorità statale ed è un causa del problema economico. E' possibile che i manager e i dottori siano meno preparati di quelli di Napoli (non voglio generalizzare o accusare qualcuno in paricolare), basti tenere d'occhio il problema della malasanità che spesso ha colpito negli ultimi tempi. Come può un italiano pensare di lasciare a se stesso qualcuno che è in difficoltà, come può un un uomo non allungare un braccio verso un simile caduto. A Napoli alla corte di FedericoII è nata la letteratura italiana: perchè non facciamo tornare al suo antico splendore questa città cosmopolita. Ai tempi di Roma antica la Sicilia era il granaio del mediterraneo, perchè gli imprenditori del Nord e le grandi imprese al posto di investire all'estero, tipo in Lettonia o in Lituania, non lo fanno nel Meridione. La gente ha bisogno di fiducia, ma il Sud può diventare veramente una risorsa per l'Italia. In questo caso i programmi non contano nulla: è tutta la politica italiana, e così tutto il popolo italiano, devono rivalutare la situazione...
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Le due coalizioni si scannano per promuovere i loro programmi che probabilmente non possono essere sostenuti dall'esiguo bilancio statale. Ancora una volta si fanno discorsi per promuovere il Meridione e non mancano i progetti. La banca per il sud, le infrastrutture, la diminuzione di tasse in alcune aree o per certi ceti sociali in difficoltà, la lotta alla criminalità: sono soltanto sogni chimerici che non guardano in faccia il problema. L'Italia è divisa sul piano economico: il centro-nord tiene il passo dei maggiori Paesi Occidentali, il Sud stenta. Questo problema non è assolutamente recente, basti pensare che negli anni '60 dell'Ottocento un certo Luigi Carlo Farini, esponente della vecchia destra storica, andò in visita a Napoli e in segiuto scrisse che non è Italia ma Africa. Dall'unificazione in poi è impossibile tenere il conto di quante parole sono volate al vento per il Sud. Così ancora oggi non è difficile vedere il degrado che pervade per le strade delle maggiori città del Meridione. Il crimine organizzato non ha limite e l'anno scorso ci sono state decine e decine di vittime nei quartieri più malfamati; i giovani spacciano e fanno uso di droga davanti agli occhi di tutti, anche dei poliziotti incuranti; le regole della strada non esistono; l'abbandono scolastico è elevatissimo. A questo punto penserete che sono un altro "padano che insulta i terroni". Ritengo che anche solo il pensiero di secessione sia un'idea ridicola: l'Italia ha dovuto soffrire per essere unita, e noi vogliamo distruggerla? Anche la devolution toglie fondi al Sud, e non parliamo di una possibile legge sul federalismo fiscale. Alla fine gli abitanti delle regioni più ricche potrebbero pagare meno tasse per la maggiore efficienza dei servizi, mentre nel Meridione non ci sarebbero più i soldi neanche per mantenere il livello attuale. Il Nord crescerebbe più velocemente, pari a quanto regredirebbe il Sud. Mi pare assurdo quando Calderoli afferma che il sistema ospedaliero della Lombardia è quello più efficiente e che recepisce il minor numero di fondi in proporzione. La Lega, e in generale la politica italiana, non percepisce che il problema del Sud non può soltanto essere osservato dal punto di vista economico. Infatti è presente un notevole degrado culturale che porta alla mancanza di rispetto nei confronti dell'autorità statale ed è un causa del problema economico. E' possibile che i manager e i dottori siano meno preparati di quelli di Napoli (non voglio generalizzare o accusare qualcuno in paricolare), basti tenere d'occhio il problema della malasanità che spesso ha colpito negli ultimi tempi. Come può un italiano pensare di lasciare a se stesso qualcuno che è in difficoltà, come può un un uomo non allungare un braccio verso un simile caduto. A Napoli alla corte di FedericoII è nata la letteratura italiana: perchè non facciamo tornare al suo antico splendore questa città cosmopolita. Ai tempi di Roma antica la Sicilia era il granaio del mediterraneo, perchè gli imprenditori del Nord e le grandi imprese al posto di investire all'estero, tipo in Lettonia o in Lituania, non lo fanno nel Meridione. La gente ha bisogno di fiducia, ma il Sud può diventare veramente una risorsa per l'Italia. In questo caso i programmi non contano nulla: è tutta la politica italiana, e così tutto il popolo italiano, devono rivalutare la situazione...
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