CONTRO LA GUERRA - CONTRO LE BASI
GOVERNO PRODI - GOVERNO DELLA GUERRA
FUORI LE BASI USA DALLA NOSTRA TERRA!
Manifestazione nazionale a Vicenza
h. 13.00 sotto la caserma Ederle
Partenza dal C.P.O. Gramigna alle 11.00
www.cpogramigna.org


CONTRO LA GUERRA - CONTRO LE BASI
GOVERNO PRODI - GOVERNO DELLA GUERRA
FUORI LE BASI USA DALLA NOSTRA TERRA!
Manifestazione nazionale a Vicenza
h. 13.00 sotto la caserma Ederle
Partenza dal C.P.O. Gramigna alle 11.00
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2 DICEMBRE A VICENZA CONTRO LA BASE DAL MOLIN (*) comunicato
Progetto Comunista-Rifondare l'opposizione dei lavoratori (l’ex sinistra di Rifondazione che ha rotto ad aprile col Prc per avviare la costruzione di un nuovo partito comunista) comunica la propria adesione alla manifestazione del 2 dicembre a Vicenza "per un futuro senza basi di guerra".
Il governo Berlusconi ha promosso la costruzione di una nuova base militare USA all'aeroporto Dal Molin, che nei progetti diventerà la più grande base in territorio europeo.
L'attuale governo Prodi, in perfetta sintonia e continuità col precedente, definisce questo progetto "coerente e compatibile con le politiche militari del governo".
Il centrosinistra locale, congiuntamente con la maggioranza della burocrazia riformista in Cgil, si deresponsabilizza rispetto alle numerose mobilitazioni programmate ed invoca "un referendum consultivo" di là da venire, nell'evidente tentativo di coprire il governo Prodi. Un governo che in fatto di politica estera imperialista e coloniale non è certamente da meno rispetto a quello precedente, come si vede dalle risorse alle spese militari destinate in Finanziaria.
E' necessario che tutte le forze della sinistra e sindacali, i lavoratori e gli studenti, i comitati popolari e le associazioni partecipino alla manifestazione del 2 dicembre, per infliggere un primo colpo alle politiche di militarizzazione e di guerra di centrodestra e centro-sinistra.
Una mobilitazione che a partire dal NO alla nuova base militare al Dal Molin ponga la questione della chiusura di tutte le basi militari e la loro riconversione a usi civili.
Roberto Angiuoni (Responsabile nazionale manifestazioni e movimenti Pc Rol)
Antonino Marceca, Patrizia Cammarata (Coordinamento regionale Veneto Pc Rol)
(*) sul nostro sito web http://www.progettocomunista.org sono disponibili articoli di approfondimento sulla base Dal Molin


CONTRO L'AMPLIAMENTO DELLE BASE AMERICANA CON LA RESISTENZA DEI POPOLI
INFO PER PARTENZA DA MILANO: coordpalestina@yahoo.it


Notate bene...i commenti... http://italy.indymedia.org/news/2006...nt.php#1188922


SABATO 2 DICEMBRE TUTTI/E A VICENZA CONTRO LA COSTRUZIONE DELLA BASE USA NELL’AEROPORTO DAL MOLIN E CONTRO LA GUERRA.
Comunicato del Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani
L’opposizione al progetto statunitense di costruzione della base militare sta crescendo giorno dopo giorno nella città di Vicenza, nonostante i tentativi di criminalizzazione in atto contro gli organismi attraverso cui i vicentini hanno deciso di rappresentare la loro lotta e nonostante una campagna stampa intenta ad evocare scenari “genovesi” il 2 dicembre.
La manifestazione nazionale del 2 dicembre a Vicenza è un appuntamento molto importante per tutto il movimento contro la guerra e le basi militari. La riuscita della manifestazione può rafforzare l’opposizione ai progetti di militarizzazione del territorio, al crescente militarismo e interventismo bipartisan e all’aumento delle spese militari del nostro paese. La mobilitazione popolare è il soggetto incomodo che può frenare e stoppare i progetti speculativi/finanziari (Tav in Val Susa), impedire la trasformazione ad uso militare dell’aeroporto Federico Fellini di Rimini per il transito di truppe USA, costruire le condizioni politiche per una riduzione delle servitù militari in Sardegna e la restituzione alla comunità sarda delle proprie terre.
E’ pur vero che il movimento pacifista nel nostro paese è rifluito dopo la protesta degli anni scorsi, ma evidentemente ha sedimentato nei territori capacità e volontà di resistenza alle scelte belliciste dei governi e delle istituzioni nazionali e internazionali.
Il Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani ritiene urgente e necessario dare stabilità e continuità alle iniziative, rafforzare il radicamento sociale e popolare, costruire una rete dei comitati, degli organismi e comunità locali per progettare e coordinare le iniziative nazionali contro il militarismo e la militarizzazione della nostra società.
COMITATO NAZIONALE PER IL RITIRO DEI MILITARI ITALIANI
www.disarmiamoli.org. info: disarmiamoli@libero.it


«No alla guerra e al Dal Molin base di guerra» è uno dei tanti slogan che verranno scanditi sabato 2 dicembre (pomeriggio) a Vicenza. Alla manifestazione nazionale, promossa dal basso da tanti cittadini dell'area berica, da movimenti per la pace, da movimenti contro la guerra con l'intento di esprimere contrarietà alla trasformazione dell'aereoporto Dal Molin di Vicenza nella più importante base logistica dell’esercito americano, stanno aderendo -ora dopo ora- decine e decine di persone e gruppi da tutta Italia -rappresentanti politici compresi- tra i quali Mario Rigoni Stern, Emergency, Noam Chomsky, Beati i Costruttori di Pace, Ivan Della Mea, Moni Ovadia, Sandro Portelli, Luca Bassanese, Dario Fo e Franca Rame, Dott. Hunter Patch Adams e tanti tanti altri. La manifestazione del 2 dicembre è stata preceduta da molte inziative di sensibilizzazione. Un arcipelago di volti, idee e bandiere che si annuncia imponente. Partecipare è importante. Tutte le informazioni su www.altravicenza.it
Vicenza è salita prepotentemente alla ribalta delle cronache, negli ultimi tempi. Purtroppo non per le bellezze architettoniche o paesaggistiche che la contraddistinguono, ma perché questa città è stata scelta, all’insaputa dei suoi abitanti, per diventare lo snodo principale delle politiche militari statunitensi. L’aereoporto Dal Molin di Vicenza dovrebbe diventare, secondo gli strateghi del Pentagono, la base logistica più importante dell’esercito americano, proiettando la propria potenza di fuoco nel già martoriato Medioriente. La 173^ Airborne Brigade, attualmente dislocata tra Vicenza e la Germania, si trasformerebbe in una Unità d’Azione, pronta in poche ore a trasferirsi, armi e bagagli, nei vari scenari di guerra. Questa è la volontà dell’amministrazione Bush.
Qualcosa di nuovo si è invece manifestato nella nostra troppo spesso sonnacchiosa città. Un movimento che, dal basso e in maniera del tutto autonoma, si è sollevato, ha organizzato una resistenza potente a questo progetto, aprendo una contraddizione enorme alla politica 'ufficiale', quella dei partiti, di centrodestra e centrosinistra. Se il governo precedente ha lavorato sottobanco per favorire questo insediamento militare, l’attuale governo ha dimostrato ben poca voglia di contrastarlo. Anzi, il ministro della difesa del governo Prodi ha testualmente definito «coerente e compatibile con le politiche militari del governo» questa nuova base di guerra.
Il movimento vicentino ha posto al centro della propria battaglia due aspetti fondamentali, tra loro concatenati: la tutela del territorio e dei beni comuni, lo spazio cittadino come identità collettiva, da difendere anche e soprattutto in nome delle generazioni future; in maniera altrettanto forte il «no» alla guerra e il rifiuto di diventare complici, più o meno consapevoli, di un meccanismo che produce lutti, tragedie e sofferenze, che rende la nostra vita quotidiana sempre più incerta e pericolosa. Questo movimento si è allargato proprio perché ha prodotto, nell’immaginario collettivo, l’idea che resistere a questo scempio fosse possibile, nonostante le enormi difficoltà e le pressioni messe in atto da chi vorrebbe speculare e far colare centinaia di migliaia di metri quadri di cemento. O da chi pensa che la guerra e le sue basi siano un modo come un altro per guadagnare soldi, e vede nelle caserme l’unico sistema per esportare democrazia e pace. Questo intreccio forte ha permesso al movimento vicentino di espandere il proprio consenso anche oltre i confini locali, di far diventare questa lotta come propria da chiunque lo volesse.
Il movimento vicentino contro la nuova base Usa lancia quindi una manifestazione nazionale, da tenersi il 2 dicembre a Vicenza.
Quello che noi vogliamo costruire è un appuntamento che riproduca le dinamiche e le caratteristiche fin qui emerse, nel rispetto della battaglia che i cittadini di Vicenza in primis hanno fin qui condotto, capace di riprodurre in piazza la ricchezza di un movimento moltitudinario, che dia l’idea della sua ricchezza e della sua molteplicità di pensiero, linguaggio e pratica. Una piazza capace idealmente di mantenere assieme tutti coloro che si oppongono alla distruzione del territorio con quelli si oppongono alla guerra e lottano per la pace.
La piattaforma che scaturisce dal dibattito vicentino, marca alcuni punti fondamentali:
No alla sottrazione e distruzione del territorio e dei beni comuni per la costruzione di presidi militari.
No alla guerra, alla sua mistificazione che la vorrebbe 'buona' o 'cattiva, santa o umanitaria. No all’aumento delle spese militari.
Desecretazione degli accordi riguardanti le basi militari e accesso pubblico alle informazioni.
[Fonte: www.altravicenza.it • 05.11.06]
Per informazioni, note organizzative, percorso della manifestazione e adesioni
visita il sito http://www.altravicenza.it
o scrivi a nodalmolin@libero.it


da www.alternativasocialeschio.splinder.com
VICENZA : INTERVENTO DI AS E FN IN MERITO ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO PROSSIMO CONTRO LA NUOVA BASE A STELLE E STRISCE
Il 2 dicembre ci piacerebbe molto poter essere in piazza con i cittadini di Vicenza contro la nuova base americana nell’area del Dal Molin.
Ci piacerebbe, ma non sarà possibile.
La manifestazione, di cui non si è ancora capito bene chi siano i veri promotori, si presenta molto sospetta ai nostri occhi. Prima di tutto perché non essendoci chiarezza su chi l’organizza, viene da pensare istantaneamente che si tratti di una manifestazione della sinistra radicale. Benissimo. I signori hanno già fatto capire chiaramente la loro apertura di vedute. Hanno già affermato come le loro lotte, che teoricamente dovrebbero portare in piazza “ tutti i cittadini di Vicenza”, che dovrebbero essere “estremamente trasversali, aperte a tutti”, abbiamo però una conditio sine qua non. I fascisti, quelli no. Quelli non li vogliamo, quelli non possono manifestare con noi, se vengono anche loro è una provocazione, noi siamo antifascisti, antirazzisti, anti-qua anti-la.
Sempre anti, mai pro. Viene da chiedersi per quale ragione lo spauracchio dell’antifascismo sia tutt’ora così tanto in voga. Viene da chiedersi per quale ragione persone politicamente schierate, e che hanno dimostrato intelligenza e capacità d’analisi in diverse occasioni, rifuggano in preda ad un ansioso terrore d’avere in comune qualche ragione di battaglia con persone schierate da una parte differente.
Probabilmente deve esserci qualche difetto d’onesta morale di mezzo.
Il raziocinio conduce, infatti, qualunque persona che tenga davvero alla propria lotta, all’essere contento, anzi, entusiasta, nel poter unire sotto un’unica bandiera forze opposte.
Discorsi al vento.
La politica, nella sua accezione originaria, e quindi corretta, è capacità di dialogo costruttivo, diplomazia delle idee e coraggio di venirsi incontro. La politica nasce con il maggior fine di subordinare le diatribe ideologico-personali, in vista d’un fine comune, più alto, super-individuale. La res publicae. La pratica di potenziamento della polis, della comunità.
Questa è la vera politica.
E la battaglia contro l’ennesimo insediamento americano ci sembra una validissima ragione per dimostrare che la politica può ancora essere destinata ad un fine sociale.
E per tale ragione dovrebbe vedere ogni forza politica che si oppone a tale progetto, unita.
Ancora discorsi al vento.
Ebbene, noi siamo stanchi di quelli che sanno dire solo no.
Per questo, perché siamo sgraditi eviteremo di esserci il 2 dicembre.
Che sarà solamente una giornata dove una parte monopolizzerà l’evento, credendosi forse legittimata ad escludere a piacere chi su tutto il resto la pensa diversamente.
Eppure le nostre forze politiche proseguiranno nell’opera di protesta, per riaffermare una verità offesa: l’Italia appartiene al popolo che l’abita, ovvero gli italiani. E gli italiani non sono stati consultati su di una questione fondamentale come l’insediamento militare sul nostro territorio di una nazione guerrafondaia.
Una nazione che si arroga da sempre il diritto di violentare nazioni sovrani con la pretesa di esportare la democrazia con le bombe, spesso al fosforo.
Una nazione che tutt’oggi ci opprime con il suo pensiero sovvertitore d’ogni etica, una nazione in grave crisi finanziaria che è costretta ad occupare terre altrui per mantenersi in vita.
Una nazione che tutti gli stati liberi osteggiano. L’Italia no. Asservita come sempre, si piega a novanta gradi di fronte agli interessi del padrone. Ma noi ci chiediamo: e se in futuro l’Italia deciderà di cambiare politica, per affrontare finalmente le prerogative e gli interessi nazionali, se in futuro l’Italia e le altre nazioni europee guarderanno finalmente all’Europa come entità politica, come faremo con l’ennesima base statunitense situata proprio nel polmone geostrategico del mediterraneo?
E poi, il terrorismo è oggi al massimo del suo delirio. Vogliamo che anche Vicenza ne diventi obbiettivo? Perché è lampante che la suddetta è una possibilità tutt’altro che remota: ospitando i provocatori del terrorismo, si diventa plausibili obbiettivi.
Come se ciò non fosse sufficiente, la comunità americana non porterebbe alcun beneficio all’economia nostrana. Sarebbero autosufficienti, coi loro negozi ed i loro servizi. L’unico “vantaggio” per Vicenza sarebbe un aumento della militarizzazione della città, una maggior ansia per i cittadini (ricordiamo, non ci accingiamo ad accogliere una base del Ruanda, ma quella di una nazione che da sessant’anni conduce una guerra ogni tre anni circa), una minor sicurezza per i baristi che sanno bene quanto siano tranquilli i militari dopo una bella sbevazzata. E, non ultimo, un ceffone alla bellezza armonica della città del Palladio, l’architetto che ispirò addirittura costruttori inglesi.
Alex Cioni
Coordinatore regionale di Azione Sociale con A.Mussolini
Daniele Beschin
Segretario provinciale di Forza Nuova




Il bello è che parlano di infiltrazioni fasciste, di comunitaristi fascisti, di vietarci di andare alle manifestazioni e poi quando le manifestazioni ci sono non si accorge nessuno dei veri fascisti che vi prendono parte (e non illustri sconosciuti eh) e soprattutto nessuno ci viene a dire "voi non potete star qui". Fanno davvero ridere questi poppanti da rivoluzione del sabato sera tra un pub e un altro.
A luta continua