L'Ocse boccia la manovra economica
Almunia: "Disavanzo al 2,9% nel 2007"
Il commissario agli Affari Economici ribadisce la fiducia della Ue
Tommaso Padoa Schioppa
ROMA - Pochi tagli e troppe tasse. L'Ocse nel suo Outlook di novembre si esprime in termini molto critici sia sul merito della Finanziaria che sulla sua capacità di incidere sul risanamento dei conti pubblici. L'organizzazione internazionale si dice infatti convinta che il deficit in Italia resterà sopra il 3% del pil anche nel 2007 e nel 2008 per la difficoltà nel recupero dell'evasione fiscale.
Analisi contestata dalla Ue, che aveva 'promosso' la manovra. "Per noi il deficit sarà sotto il 3% nel 2007 - ha detto il commissario agli Affari Economici Joaquin Almunia, interpellato dai giornalisti a margine dell'Ecofin - esattamente le nostre stime prevedono il 2,9%". Il commissario ha poi aggiunto che la manovra, dopo il primo passaggio alla Camera, non è mutata nella sostanza: "Non conosco i dettagli - ha sostenuto - ma la finanziaria dopo il primo passaggio in Parlamento presenta le stesse caratteristiche".
Secondo il rapporto dell'Ocse il deficit sarà del 4,8% quest'anno, del 3,2% nel 2007 e del 3,3% nel 2008. La stima dell'Ocse per i prossimi due anni è superiore al 2,8% previsto dal governo per il 2007 e al 2,2% per il 2008. "Il superamento dell'obiettivo ufficiale - spiega il documento - riflette in particolare un'incompleta realizzazione degli introiti anticipatamente stimati dovuta, alla luce delle passate esperienze, a una ridotta evasione fiscale". In pratica l'Ocse non crede che il fisco riuscirà a recuperare l'evasione fiscale nella quantità prevista dalla Finanziaria.
Il rapporto tra deficit strutturale e pil invece, previsto al 3,8%, "potrebbe essere sottostimato visto che il deficit cash dei primi 9 mesi dell'anno è già 2 punti percentuali più basso dello stesso periodo del 2005, grazie ad un inatteso aumento delle entrate fiscali". Nel 2007 invece "il calo del deficit strutturale è modesto (0,5% del pil)".
"In Italia - dice l'Ocse - il consolidamento fiscale è principalmente legato a maggiori tassi e servono più sforzi per la riduzione della spesa". Frase che attenua una prima versione in cui si diceva: "nella Finanziaria non c'è un serio tentativo di tagliare la spesa". Secondo l'Organizzazione, la Finanziaria per il prossimo anno è troppo imperniata intorno all'aumento dell'imposizione fiscale, "che avrà un effetto depressivo sulla crescita dei consumi".
"Circa un terzo dell'aumento delle entrate - si legge ancora nell'Outlook - risulta dal Tfr. La metà circa dell'aumento corrisponde ad un miglioramento delle entrate fiscali grazie al rafforzamento delle misure contro l'evasione fiscale. Gli aumenti delle tasse di imposizione rappresentano solo un piccola parte del totale, perché gli aumenti delle imposte sul reddito sono compensati da un alleggerimento del costo del lavoro".
Quanto alla crescita, secondo l'Ocse, "probabilmente rallenterà nel 2007, in parte a causa delle politiche più restrittive, ma rimbalzerà nel 2008". Il pil italiano, che nel 2005 era cresciuto dello 0,1%, dovrebbe salire dell'1,8% nel 2006, dell'1,4% nel 2007 (in rialzo rispetto alle stime precedenti) e dell'1,6% nel 2008. La crescita, in Italia, osserva ancora l'organizzazione internazionale, "è risalita intorno al 2% nel primo semestre 2006: il miglior risultato dal primo semestre del 2001".
Su base globale, l'Ocse osserva che la crescita economica si avvia ad un riequilibrio, con l'Europa che accelera mentre Usa e Giappone rallentano il passo anche se in misura non drammatica. L'andamento del prodotto interno lordo resterà forte invece nelle economie emergenti, con la crescita mondiale al 9,6% quest'anno, al 7,7% nel 2007 e all'8,4% nel 2008.
Per l'area dell'euro il pil è stimato al 2,6%, 2,2% e 2,3% tra 2006 e 2008, mentre negli Stati Uniti al 3,3%, 2,4% e 2,7%.
(28 novembre 2006)
Guardacaso ADESSO i conti sono in regola, fino a qualche mese fa no...e non voglio fà il berlusconiano eh![]()


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