Esempio di burocrazia regionale

"La presente legge stabilisce norme generali alle quali i comuni devono attenersi nella disciplina delle funzioni amministrative concernenti il commercio abusivo su aree pubbliche o su aree private soggette a servitù di pubblico passaggio"

Queste poche - e inutili - parole tratte da un testo della Regione Lombardia (una regione presa a caso) sono un focolaio di spesa pubblica e simboleggiano la degenerazione dell'idea di federalismo vigente in italia e incentrata sul passaggio di competenze legislative dallo Stato alla Regione.


Vediamo nel dettaglio del testo:
1) Esso è stato scritto e approvato da un ente finanziato dal contribuente, che paga le tasse per ottenere servizi. Li riceve davvero? Proseguiamo.
2) La legge presuppone che i comuni, a cui è rivolto il regolamento, non sappiano "disciplinare" le funzioni amministrative che nonostante ciò sono chiamati ad esercitare. Il cittadino, quindi, deve dedurne che il funzionario non è in grado di assumersi le responsabilità politiche connesse alle proprie funzioni. Eppure non risulta, stando al dettato costituzionale, che per essere eletti in Regione servano requisiti particolari in rapporto a quelli necessari ad essere eletti in Comune. Allora: su quale base razionale la Regione esercita potestà sull'azione dei comuni?
3) Stabilire una norma può voler dire che serve qualcuno che le recepisca e qualcuno che ne verifichi la corretta ricezione, ossia una struttura di controllo e una deputata all'eventuale sanzione, tanto più vaste quanto più numerose sono le direttive che si emanano.
Tutto ciò è utile? Serve al cittadino? Aiuta la trasparenza della politica e dell'amministrazione? Favorisce la qualità dell'intervento pubblico nella sfera sociale ed economica?

Ovviamente il discorso vertente sulle Regioni si può applicare anche allo Stato.
Il federalismo parte dal basso, non dal termine medio.

Per questo non porterebbe alcun giovamento al cittadino un federalismo che non devolvesse ai comuni, deputati ad esercitare funzioni amministrative, la PIENA potestà regolamentare sulle materie di competenza legislativa regionale.

Di più: delle Regioni italiane si può fare anche a meno se non riescono a sostituirsi allo Stato non solo in materia di scuola e sanità, ma anche in materia di giustizia, ordine pubblico, trasporti, comunicazioni.

Il cittadino padano che già deve pagare lo Stato di Roma non può esser tenuto a mantenere strutture che, frustrate dal centralismo napoleonico, si ingegnano a inventarsi lacci e burocrazia.