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  1. #1
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    Predefinito I mancati silenzi di Rao e Telese

    I mancati silenzi di Rao e Telese

    Incredibilmente certe mie parole ‘esoteriche’1 - scritte per gli affini e quindi libere di alludere senza attardarsi in spiegazioni e divulgazioni (necessarie ai non affini, e perciò, forse, inutili) - sono incappate in un pubblico dibattito tra Luca Telese e Nicola Rao, a proposito del recente parto di quest’ultimo, La fiamma e la celtica. Galeotto fu Ugo Tassinari, che le ha proposte come “la prima stroncatura del libro di Rao”. Il fatto è che, come stroncatura, sarebbe stata veramente, più che precoce, prematura. Le mie parole scaturirono in rete il giorno prima che il libro uscisse nelle librerie e, in realtà, non intendevano esserne una stroncatura. Per me il libro di Rao, semplicemente, non andava letto (poco o molto che sia, il tempo che si riesce a votare alla lettura non va sprecato), perché si inseriva in quel filone di saggistica pettegola e furbastra - e prevedibile! -, che mai avrebbe potuto esprimere l’essenza di certo “neofascismo” (per cui, ‘al limite’, non esistono parole...).
    Telese e Rao concedano alla mia giovane età il beneficio di esperienze varie e talora maledettamente mondane. Mi concedano perciò di saperne un po’ di editoria commerciale, di giornalismo, di libertà di scrittura, di intenzion dell’opere, di tattica di mercato, di vincoli del mercato, di compiacenza e di reticenza. Mi concedano il beneficio di un fiuto atto a ‘indovinare’ che genere di operazione possa nascondersi dietro una collana affidata a chi già altrimenti ha dato prova di sé (Cuori neri consta di centinaia di pagine di mancato silenzio). E pure una fantasia addestrata quel che basta per poter immaginare i peccati di omissione, i peccati di giustapposizione (per chi fida nella gerarchia, i peggiori e i più contraffattori) e i peccati di stile (quando lo stile, talora, è tutto - e da sé parla) di un figlio naturale di Mondadori.
    I signori giornalisti - novelli storici nientedimeno che delle “radici del presente” - si sono sforzati di produrre le ragioni di un mio no così secco. La congettura si è sprecata fino a ipotizzare che si trattasse dell’eco di certe battaglie diciamo di ‘politica interna’ (o ‘intima’? o, forse, ‘intestina’?) prolungatesi oltre il teatro che le ospitò. Beh, riconosco senza difficoltà che alcune recenti battaglie mi hanno offerto lo spunto, nello scritto di cui Telese e Rao discettavano, per definire la terzultima categoria di neofascisti, quella dei “plagiari”, dei “gastaldi che vorrebbero diventare conti” (nella mia “oscurità” credo di essere, qui, chiarissima). O è la presenza inquinante, nel neofascismo, di tale categoria che, più propriamente, è stata motivo delle mie battaglie? (Il giornalista parlamentare Rao può esercitarsi in questo rompicapo...)
    Ora il libro è sortito alle pubbliche letture. Ho avuto pure il fremito - lo ammetto con fastidiosa vergogna - di sfogliarlo (l’indice dei nomi, talora, mi adesca). E’ una lettura decisamente contraria al mio gusto. Storie confuse, senza linee di demarcazione. Il regno del di tutto un po’. Un bazar di mercatura ideologica della minoranza delle minoranze. E avrebbe dovuto vibrare invece dell’istinto del rango e della differenza, e del rispetto delle proporzioni! Se Rao ha difficoltà a riconoscere quelle che, ai miei occhi, sono da sempre risultate differenze fulgenti e decisive (“la folgore di Apollo”, che decide dell’azione conforme a necessità), lo sfido: domandi a Tassinari come avvenne la mia personale folgorazione ideologica. Anzi, ora riporto lo stralcio della lettera dove, a suo tempo, la descrissi all’ignaro tramite:
    “[...] conobbi Ar per merito (oh, sommo merito!) Suo.
    La frase cui alludevo viene citata in una nota. E' tratta dai distici introduttivi di Freda ai testi collezionati in Risguardo IV; precisamente da quello che presentava lo scritto di Vulpitta (persona che, se non erro, fu il tramite per cui Lei giunse a riportare le righe dell'Editore). Ed è la seguente (cito a memoria): "...la naturalezza di questa rappresentazione è per cuori inclini a scorgere; la sua bellezza è per occhi addestrati a vedere".
    Pensava si trattasse di qualcosa di più grosso, di più eclatante? L'ho stupita?
    In quella frase c'è così tanto da poter dedurre! C'è un uomo che ebbe il più grande coraggio attivo e reattivo, Freda, capace di obbedire con tutto sé stesso alle ragioni dello stile, al diktat della pertinenza semantica. Così: i vocaboli della sfumatura, dell'imprecisato ("naturalezza", "cuori", "inclini", "scorgere"), che si dispongono in parallelo rispetto a quelli della precisione e della decisione ("bellezza", "occhi", "addestrati", "vedere"). I miei occhi (addestrati, se non a vedere, a contemplare le parole), colsero i profili di una sensibilità incomune. Per me, di fulgida bellezza.
    E ora, quando mi propongono gli enigmi di un'Italia misteriosa rimandandomi cupamente a Freda, e seguendo piste indiziarie impossibili, non accetto neppure l'ipotesi di una riprovazione verso di lui. Chi risponde con tutto sé stesso agli imperativi dello stile non può essere sottoposto a inquisizione da coloro i quali non sanno nemmeno che cosa esso sia, né che ci sia. Lo stile...”

    Si rende conto Rao, si rende conto Telese, della potenza rivelatrice della sfumatura, della potenza decisiva, imperativa del dettaglio? Nel libro di Rao avrei trovato il segno che il testo di Tassinari mi comunicò? No: il libro di Rao defluisce convulso, e ciò che è in alto e ciò che è in basso, ciò che è bellezza e ciò che è oscenità (o impostura) si mescolano, si confondono, si ibridano. Il lettore foresto poco o nulla può capire della genealogia, della fisionomia e della natura del neofascismo.
    “La folgore di Apollo”: ecco un buon titolo per un buon libro da scrivere sul radicalismo di destra italiano. Da scrivere, s’intende, “con la fronte chinata”.

    1 “Per ‘sdoganare’ il Nero”, in ‘Cultrura’ (www.edizionidiar.com).

  2. #2
    NEOFASCISMO........
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    Predefinito Anna K. Valerio Per Mille Anni !

    Ehi Ma Nell'avatar è Un Personaggio Di Un Famoso Cartone Giapponese, Che Mi Avete Fatto Vedere Con I Sottotitoli In Italiano?
    Van Helsing?

  3. #3
    Canon
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    Predefinito Robe di Kappa

    [IMG][/IMG]

  4. #4
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    Predefinito non si apre il sito...

    Citazione Originariamente Scritto da Veterano Visualizza Messaggio
    Questa "non-recensione" ha avuto le risposte che meritava in www.cuorineri.it
    .....e cmq tra Telese e la Valerio passa, tra le altre, una LEGGERISSIMA differenza: LA VALERIO E' DEI NOSTRI !

  5. #5
    Massimiliano71
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    Predefinito

    Tralascio di commentare nel merito il brano perchè questo finto distacco aristocratico associato ad acidità da sindrome premestruale mi è sempre restato sul culo e quindi mi basta la forma (tanto non è sostanza?)....mi pongo però solo una domanda: ma chi l'ha scritto?

  6. #6
    ardimentoso
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    è sempve un piaceve leggeve questa fanciulla.
    com'è che si chiama di gvazia?

  7. #7
    ardimentoso
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da salerno Visualizza Messaggio
    .....e cmq tra Telese e la Valerio passa, tra le altre, una LEGGERISSIMA differenza: LA VALERIO E' DEI NOSTRI !

  8. #8
    Massimiliano71
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da ardimentoso Visualizza Messaggio
    .

 

 

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