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  1. #1
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    Predefinito Secondo voi le violenze fra adolescenti sono una novità?

    A vedere i giornali pare che gli adolescenti siano diventati un branco di malviventi. Secondo voi è un fenomeno in crescita o in realtà è sempre stato così solo che nessuno si sognava di denunciare in TV?

    Io credo che forse un po' sia aumentato, ma non quel tanto che vogliono farci credere.

    La morbosità dei giornalisti aiuta molto l'outing di queste cose.

    Inoltre sempre i giornalisti hanno la gravissima colpa di pubblicizzare fatti che possono trovare emulatori.
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

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  2. #2
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    secondo me no,secondo me già Cicerone diceva " i giovani d'oggi non hanno più valori"

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Oli Visualizza Messaggio
    A vedere i giornali pare che gli adolescenti siano diventati un branco di malviventi. Secondo voi è un fenomeno in crescita o in realtà è sempre stato così solo che nessuno si sognava di denunciare in TV?

    Io credo che forse un po' sia aumentato, ma non quel tanto che vogliono farci credere.

    La morbosità dei giornalisti aiuta molto l'outing di queste cose.

    Inoltre sempre i giornalisti hanno la gravissima colpa di pubblicizzare fatti che possono trovare emulatori.
    certo che non sono una novità...la novità semmai sta nel fatto che ultimamente è diventata na prassi

  4. #4
    Cacciatore di leoni
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    Non lo so. Ma certe cose sono veramente assurde:

    dal corriere.it

    Non serve essere grandi esperti della Rete per trovare filmati di studenti sovraeccitati che sembrano divertirsi un mondo a sfottere prof o a devastare banchi e lavagne. Basta cliccare «video scuola» su Google o Youtube e ne escono una valanga. Sono catalogati come «Comedy» «Science and Tecnology» o «Entertainment ». In uno c’è un bel ragazzo spavaldo con una pistola in mano. Si avvicina alla cattedra e la punta la pistola al professore che all’inizio fa finta di niente, concentrato a scrivere chissà che. Poi si gira, sorride un po’ smarrito e non dice una parola. In un altro un gruppo di studenti lancia il giornale contro il docente. Altra scena: c’è una specie di Maciste che solleva la cattedra e la rovescia addosso al prof che lo scongiura di fermarsi, mentre gli altri fanno il tifo per il compagno. Gli unni che popolano le scuole italiane sembrano amare soprattutto filmarsi mentre distruggono quello che si trovano davanti. Il lancio di sedie contro le finestre è tra i più gettonati (girato nella scuola Giovanni Giorgi, ma non è indicata la località). Stessa provenienza per la mini bomba che scoppia dietro una cattedra tra l’entusiasmo dei presenti. Che mai ci sarà di così strano? C’è anche un gruppo di studenti ormai grandicelli che a un segnale prestabilito corre urlando e lancia sedie contro una lavagna. Se ci sia qualcuno là sotto non è chiaro. In un filmato un’intera classe dell’Istituto Primo Levi di Vignola, nel Modenese, si rivolta contro il prof di matematica con urla e fischi. Ma quello continua la sua lezione, come se nulla fosse. Non mancano i commenti delle centinaia (a volte migliaia) di persone che hanno visto il video. «Dovevate sparargli», «Bravi, fatelo ancora» e via così.

    LA SCUOLA DI TORINO — «Non hanno denunciato il fatto, quindi sono colpevoli anche loro». Il preside dello Steiner di Torino, Camillo Di Menna, ha proposto due settimane di sospensione per i compagni di classe del ragazzo disabile che hanno visto la scena di violenza ma non hanno raccontato nulla agli insegnanti. Il consiglio di classe avrebbe già dato l’ok. Da ieri nel registro degli indagati, oltre ai quattro studenti, c’è anche la professoressa che lo scorso 24 maggio lasciò l’aula permettendo agli studenti di dare il via al gioco crudele.

    L’ALTRO CASO — «Quello accaduto a Torino non è un caso isolato come a noi piacerebbe pensare» sottolinea Paolo Osiride Ferrero, presidente per la Consulta per le persone in difficoltà. Nel febbraio scorso è toccato a una ragazza diciottenne su una sedie a rotelle, con gravi problemi alla vista e all’udito, essere vittima delle angherie delle compagne di classe. Frequentava il primo liceo artistico di Torino. Pizzicotti, insulti, spintoni. «Una volta le hanno anche fatto credere che un suo caro amico fosse morto» racconta la madre. I suoi pianti sono stati rigorosamente ripresi con il videotelefonino. L’unica a difenderla è stata un’amica, che ha raccontato tutto agli insegnanti. Poi ha lasciato la scuola perché dopo essere stata interrogata dai magistrati del tribunale per i minorenni sull’episodio, sarebbe stata minacciata dalle stesse amiche che volevano ritrattasse tutto.

    SENTIRSI FORTI — Molestare chi è debole fa parte dei giochi. «Mettere in difficoltà le persone indifese dà piacere. E’ un modo semplice e primordiale di sentirsi forti — commenta Anna Oliverio Ferraris, psicologa dell’età evolutiva — e mettere il video in Rete è un modo per amplificare e ottenere apprezzamenti. Dal punto di vista di questi ragazzi è solo un divertimento ». Per tutelare i minori è sceso in campo anche il garante che ha deliberato l’introduzione di un codice di sicurezza sui telefonini che offrono servizi per adulti.

  5. #5
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    Sara' certamente indubbio che la fenomenologia del "filmare" queste cagate amplifica la questione, ma il problema è un senso diffuso di violenza gratuita che assale tutti indistintamente, dagli studenti teppisti ai professori che fanno fare le flessioni.
    Ed è un fenomeno che anche storicamente abbiamo già visto e che non porta a niente di buono.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  6. #6
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    No, ma sono una novità la aggressioni ai docenti che non possono difendersi...

  7. #7
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    il bullismo esisteva gia' nei 70, quando ero adolescente, da primino(frequentante la prima classe)ne ho dovuto ingoiare di prepotenze da parte dei piu' grandi,e' una ruota che gira, capita anche a naia, ora magari tutto e' piu' esasperato..minacciare o ricattare il piccolino o deridere l'handicappato e' una cosa che succedeva allora.

  8. #8
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    Cattivi ragazzi
    Due scrittori parlano con intelligenza delle cause della barbarie idiota e giovanile
    --------------------------------------------------------------------------------
    Deve essere in gioco qualcosa di profondo se due scrittori così diversi, ma accomunati da un’età che non induce al moralismo sfiatato, si trovano solidali a distanza di anni nel dare forma ai demoni della cattiveria, della violenza e della depravazione che insidiano i ragazzini delle cronache quotidiane. I giovani che stuprano o brutalizzano i coetanei ritardati, e lo fanno all’ombra del degrado o dentro un set allestito con le videocamere dei telefonini. Sono i ragazzi cattivi di cui ha scritto anche questo giornale. Di loro oggi si occupano in tanti e di loro si era occupato, nel 2002, su Repubblica, il cinquantenne scrittore-insegnante Marco Lodoli. La sua era una domanda disarmata: cosa soffia nel cervello dei ragazzi? Una nuova dea, diceva lui, la “Facilità”: una “truffa che rischia d’impoverire tragicamente i nostri giorni”. Di cosa si tratta? Di un demone travestito che soppianta il più benevolo nume della “Semplicità” concepita come complessità risolta dalla fatica del lavoro, come un vino stillato dalla cura della vigna. Al suo posto, lamentava Lodoli, domina l’idiotismo analfabeta e televisivo, la mitologia dell’abbronzatura perenne e del sorriso sui volti dei nuovi modelli giunti in alto senza tirocinio. Un paesaggio senza pena in cui “nessuno è mai sudato” perché non conosce l’eroismo richiesto dalla “metamorfosi” di ogni anima in crescita, intellettuale o anagrafica che sia. Ieri, sulla Stampa, il trentasettenne Antonio Scurati sembrava concludere la discesa agli inferi attaccando la “mutazione etologica” per la quale “il mondo adulto non è più padrone in casa propria”. Perché a comandare “la vita sociale, culturale ed economica” è “un simulacro della giovinezza”. E’ il prodotto della nuova “idolatria” che ha rimosso il senso della morte e del tragico sostituendolo con il culto della libido sessuale degli adolescenti, principi attivi e passivi di pulsioni primigenie, attenti al dolore altrui come a un certificato della propria salute. Vita da cattivi telespettatori, dice Scurati e ha ragione.

    Natura e cultura, con mistero
    Sia Lodoli sia Scurati riscattano il pedagogismo stanco dei nostri tempi attraverso la citazione più o meno esplicita, e mai banale, del rapporto misterioso tra natura e cultura. Qui si fermano come fenomenologi dell’assurdo, descrittori adulti di un mondo che non si riconosce. Forse serve un passo ulteriore. Forse bisogna attardarsi sulla crudeltà adolescenziale e riconoscerla per quel che è: un dato naturale, il più prossimo alla selvaticità innocente del mondo animale, ma destinata a cristallizzarsi esasperandosi quando gli adulti rinunciano a ordinare il desiderio in cultura. Ma cosa possono gli adulti se, come dice e non dice Scurati, hanno fatto regredire l’antico ordine tragico, così devoto al senso del confine, in un eterno presente patologico e ferino nel quale la sofferenza viene espulsa come legge superiore e vissuta come sopraffazione quotidiana? Allora il problema sono gli adulti? O è sopra tutto il loro aver abolito la zona di transito dall’adolescenza animale al grado superiore? Nelle società istruite dalla ragion classica la questione veniva illuminata dal rito di passaggio, il salto nel buio del congedo da una vita primitiva (come un morire) per accedere alla nuova condizione. Il passaggio, di sangue e di latte, era vissuto a scuola, in famiglia, nella corporazione giovanile o in quella sacerdotale, mediato dal sacro o dall’ethos. Perfino le ideologie secolarizzate del Novecento rinchiudevano la barbarie di natura in progetti sociali, per lo più storpi, ma predisposti per adattare i giovani lupi alla cittadinanza. Superato anche questo limite, se nulla d’altro subentra, comincia la foresta della dismisura
    il Foglio
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  9. #9
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    MAh... quando ero a scuola io,di episodi come quelli roportati da Tahoeman non se ne sentiva parlare neanche per scherzo. Secondo me gli adolescenti odierni sono molto peggiori di queli di 20 aqnni fa.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenris Visualizza Messaggio
    MAh... quando ero a scuola io,di episodi come quelli roportati da Tahoeman non se ne sentiva parlare neanche per scherzo. Secondo me gli adolescenti odierni sono molto peggiori di queli di 20 aqnni fa.
    perchè i gggiovani non credono più nei valori

 

 
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