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  1. #1
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    Predefinito Dottina della Fede : cattolici e politica

    II. Alcuni punti nodali nell'attuale dibattito culturale e politico

    ............

    ""
    Avviene così che, da una parte, i cittadini rivendicano per le
    proprie scelte morali la più completa autonomia mentre, dall'altra,
    i legislatori ritengono di rispettare tale libertà di scelta
    formulando leggi che prescindono dai principi dell'etica naturale
    per rimettersi alla sola condiscendenza verso certi orientamenti
    culturali o morali transitori,[13] come se tutte le possibili
    concezioni della vita avessero uguale valore. Nel contempo,
    invocando ingannevolmente il valore della tolleranza, a una buona
    parte dei cittadini — e tra questi ai cattolici — si chiede di
    rinunciare a contribuire alla vita sociale e politica dei propri
    Paesi secondo la concezione della persona e del bene comune che loro
    ritengono umanamente vera e giusta, da attuare mediante i mezzi
    leciti che l'ordinamento giuridico democratico mette ugualmente a
    disposizione di tutti i membri della comunità politica. La storia
    del XX secolo basta a dimostrare che la ragione sta dalla parte di
    quei cittadini che ritengono del tutto falsa la tesi relativista
    secondo la quale non esiste una norma morale, radicata nella natura
    stessa dell'essere umano, al cui giudizio si deve sottoporre ogni
    concezione dell'uomo, del bene comune e dello Stato.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Quindi non è falsa la tesi secondo la quale esiste una norma morale a cui tutti i cittadini debbono adeguarsi . Ma se riflettiamo su questa tesi e la approfondiamo le conseguenze non sono mica leggere .
    Che, se per caso esistesse questa norma morale , come affermavano con certezze le precedenti encicliche papali , la pretesa libertà cui si rifà ogni buon stato democratico e certi partiti "cristiani odierni " , se ne va a far benedire ! Non esiste nessuna libertà politica , solo spirituale e al massimo culturale ma non dalle normi etiche, giammai !
    Qui non si tratta di invocare la dittatura , ma di trovare un 'autorità politica che si adegui alla norma morale sempre . Solo tale autorità farà le cose giuste in primis, come avveniva per re giusti del Vecchio Testamento !

  3. #3
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    Per me i cattolici o fanno finta di non capire o non vogliono capire .
    se i documenti sono contro la dittatura del relativismo significa che sono contro la democrazia .

  4. #4
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    Il fatto è che esistono tante concezioni dell'uomo, tante antropologie... Qual'è quella vera? Io credo che lo stato "ideale" per un cattolico sia quello stato che non integra tutti i principi morali cattolici, ma un loro sottoinsieme; interessante sarebbe discutere quale esso possa essere.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    Il fatto è che esistono tante concezioni dell'uomo, tante antropologie... Qual'è quella vera? Io credo che lo stato "ideale" per un cattolico sia quello stato che non integra tutti i principi morali cattolici, ma un loro sottoinsieme; interessante sarebbe discutere quale esso possa essere.
    Uno stato cattolico è quello che ha alla base "una stessa legge per tutti "
    cioè la legge naturale e questa legge naturale non sono i principi evangelici .
    In uno stato cattolico (= di tutti ) il vangelo è un optional ma non la legge naturale . Ora se la legge naturale non è un optional, allora va imposta a tutti con le buone o con le cattive , con il popolo o contro il popolo .
    In uno stato cattolico (=di tutti ) ciò che trionfa non è la morale evangelica che deve essere separata rigorosamente,ma la morale naturale che si basa sulla ragione umana e non sulla fede . Fine di questo stato è il bene comune con una giustizia per tutti e non la salvezza delle anime . Lo stato cattolico (=di tutti)non va confuso con l'opera di evangelizzazione della chiesa, perchè sarebbe disonesto farlo .

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    Uno stato cattolico è quello che ha alla base "una stessa legge per tutti "
    cioè la legge naturale e questa legge naturale non sono i principi evangelici .
    In uno stato cattolico (= di tutti ) il vangelo è un optional ma non la legge naturale . Ora se la legge naturale non è un optional, allora va imposta a tutti con le buone o con le cattive , con il popolo o contro il popolo .
    In uno stato cattolico (=di tutti ) ciò che trionfa non è la morale evangelica che deve essere separata rigorosamente,ma la morale naturale che si basa sulla ragione umana e non sulla fede . Fine di questo stato è il bene comune con una giustizia per tutti e non la salvezza delle anime . Lo stato cattolico (=di tutti)non va confuso con l'opera di evangelizzazione della chiesa, perchè sarebbe disonesto farlo .
    Personalmente ritengo la questione non banale. Credo che ogni cristiano voglia che le leggi civili tendano abbiano un trend verso quelle cristiane, o meglio, verso la legge di Dio. Concordo sulla distinzione vangelo/legge naturale o morale.

    La difficoltà dove sta?

    E' scritto: non uccidere. Tutti, cristiani, atei, anticlericali, tutti, tutti sono concordi. Ma cosa significa "non uccidere"? Quando si scende nella pratica, nell'incarnare questa legge morale in un preciso momento storico, in una precisa area geografica,... le cose cambiano. Per noi significa ad esempio rigettare aborto ed eutanasia. Per altri le due cose non si contrappongono. Quindi?

    Anche per Apoliticos la schiavitù non è poi così contraria alla legge biblica (tanto meno a quella naturale).

    Quindi?

    Sulla teoria siamo tutti d'accordo. Poi sulla pratica ci dividiamo.

    La politica è un continuo sforzo di dinamismo e di tensione verso l'ideale cristiano perfetto, ideale che forse non verrà mai raggiunto, perchè il Vangelo ci sta sempre davanti e nessuno di noi ha la verità in tasca, la Verità è solo Cristo.

    Ma non siamo chiamati a lavarcene le mani. Anzi siamo chiamati a confrontarci con questa società e ad esserne il lievito (imperfetto). Per fare ciò abbiamo bisogno di una continua conversione interiore, per "vedere" sempre più chiaramente la via che Dio ci indica, personalmente, comunitariamente, socialmente.

    Pace & bene.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Personalmente ritengo la questione non banale. Credo che ogni cristiano voglia che le leggi civili tendano abbiano un trend verso quelle cristiane, o meglio, verso la legge di Dio. Concordo sulla distinzione vangelo/legge naturale o morale.

    La difficoltà dove sta?

    E' scritto: non uccidere. Tutti, cristiani, atei, anticlericali, tutti, tutti sono concordi. Ma cosa significa "non uccidere"? Quando si scende nella pratica, nell'incarnare questa legge morale in un preciso momento storico, in una precisa area geografica,... le cose cambiano. Per noi significa ad esempio rigettare aborto ed eutanasia. Per altri le due cose non si contrappongono. Quindi?

    Anche per Apoliticos la schiavitù non è poi così contraria alla legge biblica (tanto meno a quella naturale).

    Quindi?

    Sulla teoria siamo tutti d'accordo. Poi sulla pratica ci dividiamo.

    La politica è un continuo sforzo di dinamismo e di tensione verso l'ideale cristiano perfetto, ideale che forse non verrà mai raggiunto, perché il Vangelo ci sta sempre davanti e nessuno di noi ha la verità in tasca, la Verità è solo Cristo.

    Ma non siamo chiamati a lavarcene le mani. Anzi siamo chiamati a confrontarci con questa società e ad esserne il lievito (imperfetto). Per fare ciò abbiamo bisogno di una continua conversione interiore, per "vedere" sempre più chiaramente la via che Dio ci indica, personalmente, comunitariamente, socialmente.

    Pace & bene.
    questi sono discorsi che ci prospettano un' ideale impossibile da realizzare su questa terra, che propongono la perfezione evangelica alla vita civile e quindi ci propongono un' utopia impossibile piu buona per il regno dei cieli ;un' utopia impossibile che alla fine scade necessariamente da un compromesso all'altro . E' la tipica mentalità cattoprogressista che diventa anche cattocomunista a secondo le forze politiche che incontra sul terreno .
    Nel Vecchio Testamento Dio non parla mai esplicitamente di un mondo futuro, rischiando che moltissimi non credessero, pur di evitare che si formasse una mentalità utopica che rinviasse la realizzazione del regno in un futuro ultraterreno e una continua sfiducia nel presente . Agli ebrei che credono in un Dio celeste , che hanno una loro cosmogonia precisa e un loro progetto politico terreno , manca , caso strano , un libro dei morti ; un libro dell'oltretomba .
    Perchè, uno si chiede, l' ideologia più sinistrata e da quattro soldi ha un suo progetto politico , un qualcosa che dica come vedere la giustizia su questa terra nel reale e questi cristiani non credono più a nulla o all'impossibile da realizzare ?
    Per me non hanno capito che il piano di giustizia di Dio per questa terra , è l'unico che abbia una base concreta che ti vieta di volare in cielo , al confronto degli altri che sono semplici utopie irrealizzabili . La loro rovina nasce dal saltare continuamente alla fede evangelica dove ci vorrebbe la semplice e concreta ragione . Nel Vecchio Testamento abbiamo dei libri come il siracide , i proverbi , Qoelet che con la semplice ragione ti analizzano i molteplici casi umani e ti danno una risposta giusta , avendo sempre come parametro lontano la legge . Ti descrivono ciò che è bene e ciò che è male , senza avere nessun vangelo e senza credere esplicitamente in un mondo celeste . Chi non crede alla Sapeinza ,molto spesso, sono proprio coloro che con la scusa del vangelo , annulla la sapienza antica e con qualche discorso da farlocchi sui poveri e dinamiche psicologiche e socilogiche ispirate alla carità , ti mandano al macero la sapienza divina che non è altro che la giusta ragione su tutto l'esistente creato da Dio.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    questi sono discorsi che ci prospettano un' ideale impossibile da realizzare su questa terra, che propongono la perfezione evangelica alla vita civile e quindi ci propongono un' utopia impossibile piu buona per il regno dei cieli ;
    Esatto!!! Hai detto bene. Il Vangelo è una grande utopia, l'unica utopia che salva, per chi ancora crede all'impossibile.
    Per tua norma la definitiva e completa instaurazione del Regno non è opera umana, ma di Dio e verrà instaurata da Dio stesso con la seconda venuta del Cristo. Solo allora tutte le guerre scompariranno e ci sarà piena giustizia.

    Fino ad allora potremmo solo cercare di adeguare le nostre leggi alla legge di Dio in una continua dialettica, adattandola alle situazioni contingenti, e mutevoli della società.

    Certo la Bibbia dà alcune risposte su alcune situazioni concrete. Ma cosa ci dice sulla composizione di un bilancio, sulla droga e sull'uso di metodi a scalare come il metadone, cosa ci dice sul preservativo? Direttamente niente. Indirettamente TUTTO. Infatti nella Parola troviamo principi eterni e non un codice legislativo da applicare. Infatti una cosa è un sistema monarchico, altra uno democratico. Eppure la Bibbia va bene per tutti e due proprio perchè ci dà i principi ispiratori eterni, che in quanto eterni devono essere calati nella realtà quotidiana e in questa opera di "incarnazione" dei principi eterni nel quotidiano possiamo commettere molti errori, possiamo progredire e regredire.

    Solo Dio, con il suo Regno porterà una situazione di vera giustizia, perfetta. Noi dobbiamo preparare il terreno, lavorare per il Regno, ma non avere la PRESUNZIONE DI COSTRUIRE NOI QUEL REGNO.


    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    un' utopia impossibile che alla fine scade necessariamente da un compromesso all'altro .
    Non un compromesso "politico" o "morale" come vorresti far credere. Un compromesso tra l'ideale e il concreto, tra il principio e la situazione particolare.

    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    E' la tipica mentalità cattoprogressista che diventa anche cattocomunista a secondo le forze politiche che incontra sul terreno .
    Non mi pare il caso di entrare in questioni di politica-partitica.
    Di fatto mi pare proprio l'opposto: proprio il marxismo ha una idea di progresso sociale fino alla definitiva instaurazione del sistema comunista con la completa espropriazione del capitale privato, fonte di tutti i problemi e di tutte le sofferenze (secondo questa teoria).

    L'idea di un "progresso" verso il Regno è esattamente questo parallelo.

    No. Qui sulla terra non c'è un progresso,ma solo una continua, energica ricerca di realizzare la Parola di Dio anche a livello di istituzioni civili. Negli ultimi tempi, anzi le cose andranno a peggiorare, nonostante i nostri sforzi. Finchè non sopraggiungerà in pienezza il Regno di Cristo.

    MARANATHA'!

    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    Nel Vecchio Testamento...
    Ecco, leggi anche il Nuovo, soprattutto in entrambi leggi la visione escatologica contanuta in Isaia, Geremia, Apocalisse e non ultimi anche nei Vangeli esistono varie parti escatologiche.
    Perchè ciò che proponi tu non è e non può essere staccato da una visione globale di insieme.

  9. #9
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    Mi sembra che la Gaudium Spes al n .43 o giù di lì dica piu o meno questo .
    Compito della chiesa ( quindi del vangelo,) non è il discorso politico , la chiesa non si occupa della politica , ma della salvezza .
    Ecco ,leggiti la Gaudium et Spes e il concilio vaticano II e cerca di capirlo prima di parlare .

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    Mi sembra che la Gaudium Spes al n .43 o giù di lì dica piu o meno questo .
    Compito della chiesa ( quindi del vangelo,) non è il discorso politico , la chiesa non si occupa della politica , ma della salvezza .
    Ecco ,leggiti la Gaudium et Spes e il concilio vaticano II e cerca di capirlo prima di parlare .
    La tua superficilità è spaventosa. Non di meno l'arroganza.

    Dunque vediamo cosa dice la GS:

    Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta di Cristo; ma in quanto riescono, uniti nell'amore, a vincere i1 peccato essi vincono anche la violenza, fino alla realizzazione di quella parola divina « Con le loro spade costruiranno aratri e falci con le loro lance; nessun popolo prenderà più le armi contro un altro popolo, né si eserciteranno più per la guerra» (Is 2,4). GS 78

    Pertanto, benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo del regno di Cristo, tuttavia, tale progresso, nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l'umana società, è di grande importanza per il regno di Dio. Ed infatti quei valori, quali la dignità dell'uomo, la comunione fraterna e la libertà, e cioè tutti i buoni frutti della natura e della nostra operosità, dopo che li avremo diffusi sulla terra nello Spirito del Signore e secondo il suo precetto, li ritroveremo poi di nuovo, ma purificati da ogni macchia, illuminati e trasfigurati, allorquando il Cristo rimetterà al Padre « il regno eterno ed universale: che è regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace ».
    Qui sulla terra il regno è già presente, in mistero; ma con la venuta del Signore, giungerà a perfezione. GS 39

    La Chiesa, procedendo dall'amore dell'eterno Padre, fondata nel tempo dal Cristo redentore, radunata nello Spirito Santo, ha una finalità salvifica ed escatologica che non può essere raggiunta pienamente se non nel mondo futuro. (GS 40)

    ----------------
    C'è scritto ciò che anche io ho riportato e cioè che solo alla fine dei tempi, con la definitiva instaurazione del Regno ci sarà la pienezza della pace e della giustizia. Ciò non ci giustifica dal non combattere già ora per la pace, la giustizia e la solidarietà, ma con questa consapevolezza.

    Se per GS 43 ti riferivi al seguente:

    Sbagliano coloro che, sapendo che qui noi non abbiamo una cittadinanza stabile ma che cerchiamo quella futura, pensano che per questo possono trascurare i propri doveri terreni, e non riflettono che invece proprio la fede li obbliga ancora di più a compierli, secondo la vocazione di ciascuno. (GS 43).

    Concordo pienamente con questo punto e non è assolutamente in contraddizione con quanto scritto da me.

    Prova ad essere meno superficiale e aggressivo e cerca di usare la rabbia che hai dentro come una energia positiva, utile per un confronto forte, ma sereno.

    Pace & bene.

 

 
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