Scoperta dai carabinieri un'organizzazione che agiva nel porto di Genova Voltri
In Sicilia sgominata banda di truffatori che eseguiva una finta raccolta differenziata
Traffico di rifiuti tossici verso la Cina
arresti e perquisizioni nel nord Italia
Traffico di rifiuti tossici verso la Cina; arresti e perquisizioni nel nord Italia
Il terminal portuale di Genova Voltri
GENOVA - Il Nucleo operativo ecologico Carabinieri di Genova ha scoperto un vasto traffico di rifiuti pericolosi che dal porto di Voltri li faceva arrivare fino in Cina. I militari sono così risaliti a un'organizzazione criminale che aveva ramificazioni in tutta l'Italia settentrionale. L'indagine ha portato infatti a perquisizioni ed arresti (i provvedimenti restrittivi sarebbero in tutto sette) tra Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
L'operazione, che non è ancora conclusa, vede impegnati circa 150 carabinieri supportati da un aereo del 15/o Nucleo carabinieri di Villanova d'Albenga (Savona). Il valore dei beni sequestrati, secondo quanto si è appreso, ammonterebbe a 1 milione di euro, mentre l'illecito volume di affari è stato stimato sui 6 milioni.
Un'altra attività criminale legata allo smaltimento illegale di rifiuti speciali è stata portata invece alla luce da un'inchiesta coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica di Palermo, Geri Ferrara e Sara Micucci. Dieci persone residenti in varie regioni, sono state poste agli arresti domiciliari dai carabinieri.
L'indagine, denominata Selemix, ha riguardato tre società operanti nel settore della raccolta differenziata dei rifiuti. Tra i reati contestati agli indagati, anche la truffa. L'organizzazione avrebbe effettuato infatti fittizie operazioni di recupero, grazie alle quali gli arrestati avevano percepito indebitamente, dal consorzio nazionale di recupero plastica, circa un milione di euro di contributi.
(29 novembre 2006)




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