Non so se qualcuno l'aveva gia postata ma in ogni caso...

“Fai paura anche da vinto, son vigliacchi senza nome”. Insorgono i borghesi comunisti di Rieti contro la via per Pavolini.


Il Comune di Rieti dedica una strada al gerarca fascista Alessandro Pavolini e scoppia la polemica. Con il Pdci che parte all’attacco presentando una mozione urgente al Consiglio regionale del Lazio per bloccare l’iniziativa. E i Ds pronti a dare battaglia. Secondo il sindaco di Rieti, Giuseppe Emili, Pavolini è stato “comandante delle Brigate nere, capo del Minculpop, segretario del partito fascista di Salò, ma soprattutto intellettuale”. Da qui la decisione di intitolargli una via. Scelta che scatena
la protesta del Pdci: “Una strada, nel Comune di Rieti dedicata ad Alessandro Pavolini - spiega il capogruppo dei Comunisti italiani alla Pisana, Maria Antonietta Grosso - è un’offesa alla nostra democrazia, alla sua Costituzione, alle migliaia di vittime innocenti che subirono la barbarie nazifascista, a tutti coloro che diedero la vita per una società libera”. Ecco perchè, aggiunge sempre Grosso, è un atto dovuto presentare una mozione urgente al consiglio regionale del Lazio al fine di evitare “che uno dei più grandi organizzatori dell’inganno di un popolo, un guerrafondaio, un uomo ammirato da Hitler, che a sua volta ammirava, il responsabile di tragedie inaudite che costarono la vita
anche ai propri camerati, il numero due di un regime che ha riempito un ventennio di storia col sangue di tanti sinceri democratici, sia ricordato come ‘uomo di cultura’ e come persona con profondi legami con un territorio che ha visto gli eccidi nazi-fascisti di Leonessa, di Poggio Bustone, delle fosse reatine”.
Il segretario regionale dei Comunisti Italiani Mario Michelangeli sottolinea poi che non si deve “valorizzare chi ha fatto del fanatismo e della menzogna, della guerra di sterminio e della ferocia la propria bandiera, sintetizzando l’agire di Alessandro Pavolini. Dedicare una strada ad un oscuro personaggio come Pavolini non è neppure mero revisionismo storico, al quale ci vorrebbero abituare, ma una vera e propria aberrazione, una spudorata buffonata”.
Enzo Foschi, consigliere Ds-Ulivo alla regione Lazio, dichiara in una nota il suo appoggio alla mozione del Pdci: “Non è assolutamente pensabile che si possa calpestare la memoria di persone che hanno sacrificato la propria vita per la nostra libertà, intitolando una via di Rieti a una persona che fece del bfascismo e della sua barbarie la sua vita”.
Prende invece le difese del Comune Antonio Cicchetti, capogruppo regionale di An: “È giusto che la toponomastica rispetti e rispecchi la storia d’Italia, non una fazione ideologicamente armata di italiani di oggi. Non deve destare, pertanto, meraviglia che anche Alessandro Pavolini, intellettuale, operatore di cultura, ministro, caduto per le sue idee, abbia una sua strada”.
Critiche alla decisione rietina vengono anche dall’assessore alla cultura della Provincia di Roma Vincenzo Vita convinto che sia “totalmente inopportuno riabilitare implicitamente, con l’intitolazione di una via, il fascismo e la repubblica di Salò´´. Riguardo poi la levatura intellettuale di Pavolini, Vita non vuole pronunciarsi ma, “senza comunque voler offendere nessuno”, dichiara che “se si volesse intitolare una via a tutti gli intellettuali avremmo bisogno non di una, ma di più Italie’”.

FONTE: www.noreporter.org