Offre «fumo» al capo della mobile: in cella
Tunisino arrestato in piazza Dante: si è avvicinato al vicequestore Giacomelli per spacciare droga
Era arrivato a Trento da poco tempo, quindi abbastanza «inesperto» su come muoversi. Aveva solo un paio di coordinate: innanzitutto sapeva che i giardini pubblici di piazza Dante sono luogo di spaccio e che chi va in quel parco di notte spesso è in cerca di droga. Quando ha visto un paio di uomini avvicinarsi a lui, ieri sera alle 20 circa, il tunisino ha pensato fossero clienti.
Si è avvicinato al primo, un uomo distinto, e ha offerto del «fumo».Una domanda che si è rivelata il più grande autogol della sua vita: il finto cliente era nientemeno che il capo della squadra mobile Roberto Giacomelli, che con i suoi uomini stava conducendo un'operazione di controllo antispaccio.
Il tunisino è stato quindi bloccato, identificato in questura e nella notte accompagnato in carcere. L'accusa è di spaccio di sostanze stupefacenti: il nordafricano infatti si era rivolto al vicequestore proponendogli l'acquisto di hashish.
La squadra mobile da qualche settimana sta intensificando i controlli soprattutto notturni nelle aree più a «rischio» spaccio della città: dieci giorni fa con l'ausilio dei reparti prevenzione crimine della polizia, arrivati apposta da Padova, gli uomini dei reparti operativi della questura avevano controllato in poche ore 153 persone, 38 autovetture, 3 esercizi pubblici. Nel parco di piazza Dante era stato arrestato un cittadino algerino di 19 anni, «pizzicato» mentre spacciava hashish.
Fonte: L'Adige
Data: 01/12/2006




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