I primi effetti della liberalizzazione dei farmaci da banco, voluta dal ministro Bersani, hanno già cominciato a scuotere il mercato.
A 100 giorni dall'applicazione del "decreto Bersani" è possibile trarre un primo bilancio, valutando le ripercussioni sui principali soggetti coinvolti nella manovra:
- i consumatori sono i primi beneficiari: possono accedere a prodotti di consumo usufruendo di uno sconto medio del 30% (in alcuni casi il taglio del prezzo arriva al 50%), rispetto al prezzo dettato dalle farmacie tradizionali;
- i giovani laureati e i farmacisti non titolari di farmacia, trovano uno sbocco professionale che ha già dato 134 assunzioni e che prevede, entro il 2008, di occupare una forza lavoro di 1.750 addetti (stime Nielsen);
- le farmacie tradizionali stanno applicando sconti compresi tra il 10 e il 15%. Non plaudono al decreto ma hanno deposto le armi. Sono diminuiti i margini di utile ma e il fatturato è salvo, anche perché la Finanziaria ha impostro il blocco dei listini alle aziende farmaceutiche garantendo a tutti i rivenditori un margine minimo del 25%;
- il mercato cresce e aumentano le vendite. Si stima che l’”effetto novità” porterà inizialmenete le vendite dei farmaci da banco a 3mila confezioni per settimana in ciascun “corner” (destinate a stabilizzarsi col tempo a quota 2mila). Un giro di affari annuo pari 300 milioni di euro, corrispondente al 15% delle vendite totali di farmaci senza obbligo di ricetta (che in farmacia, nel 2005, hanno registrato più di 2 milardi).
http://salvadanaio.economia.alice.it...ermercato.html
Chi sono i nemici della libertà , del capitalismo e tutte le altre balle che caccia ad ogni occasione il capo del cdx ?




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