Bilal Hussein e' una delle 14.000 persone detenute dagli Stati Uniti
fuori dal loro territorio, 13 mila delle quali si trovano in Iraq. I
militari-poliziotti-pacificatori-esportatori di democrazia che
indossano una divisa a stelle e strisce hanno delle ottime ragioni per
averlo messo in gabbia: Bilal e' un cittadino iracheno nato a Falluja,
e gia' questo basta a renderlo persona sgradita a chi ha colpito con
bombe al fosforo bianco tutti i suoi concittadini, ma il suo peccato
piu' grave e' quello di essere un fotografo dell'Associated Press, una
attivita' che lo ha portato dietro le sbarre per "imperative ragioni
di sicurezza". Bilal e' in galera dal 12 aprile senza essere accusato
di niente, e questa prolungata detenzione ha spinto ad una presa di
posizione "politica" perfino la statunitense AP, una delle quattro
piu' grandi agenzie di stampa del mondo, che non ha di certo vinto 29
photo Pulitzer facendosi soffiare sotto il naso i fotografi dai primi
ufficiali di passaggio. "Vogliamo che le regole del diritto siano
rispettate" - ha dichiarato Tom Curley, il presidente della AP. -
"Bilal deve essere formalmente accusato di qualcosa oppure rilasciato,
un arresto indefinito non e' accettabile".
Le foto di Hussein parlano da sole, e chi le osserva in rete sul sito
della AP si trova davanti a un racconto per immagini fatto di persone
ferite, umiliate, uccise, in uno scenario ben lontano da quella
pacificazione descritta dalla retorica militarista. Nel frattempo
l'amministrazione Bush ha decretato che anche gli immigrati arrestati
sul suolo Usa potranno essere detenuti indefinitamente se sospettati
di attivita' terroristiche, e non potranno difendersi presso i normali
tribunali civili, e per loro varranno le stesse sospensioni del
diritto applicate a Guantanamo.
Dietro Bilal Hussein ci sono altri 14 mila detenuti senza nome,
privati della liberta' dalla legge del piu' forte. Questi prigionieri,
in nome di una guerra al terrorismo sempre piu' simile al male che
vuole combattere, "sono tenuti in un limbo dove pochissimi sono
accusati di un crimine specifico, e nessuna corte o tribunale si
battera' per la loro liberta'". Il testo tra virgolette non e' di Al
Jazeera, ma di Associated Press. [carlo gubitosa]
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