E' come se l'ictus che ha colpito il Generale Pinochet abbia aperto un cassetto della mia mente. Era socchiuso, non è mai stato completamente chiuso, e bastava poco perché tornasse a respirare.
Quel cassetto è pieno di amarezza, anzi di rabbia: la rabbia innesca una reazione ed è quella che mi spinge a scrivere queste righe. L'amarezza è solo il preludio di una resa.

Il testo di questa denuncia sarà fatto di immagini. Le parole saranno solo la cornice.
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Amo queste bandiere, le porto nel cuore





ma sembra che queste bandiere siano diventati gli unici emblemi di chi si dichiara Conservatore; sembra che siano le uniche spille che un soldato della Tradizione si possa appuntare sul bavero. La colpa non è delle bandiere ma di chi le sventola e sventola SOLO queste due. Hanno reso desertico l'orizonte culturale della Tradizione. Lo hanno miseramente impoverito. Lo hanno vergognosamente banalizzato.

Quelle che vedrete sono le mie spille. Sono tante e non è un caso che non siano solo due. La ragion d'essere del Conservatorismo è nella pluralità di simboli figli della stessa Tradizione. Un esempio su tutti: l'Italia, la mia regione, il mio territorio, il mio comune. Non sono due anche per non ridurre il dibattito culturale a una monotona litanìa. E questa, ormai, viene suonata da troppo tempo: i fiati sono sfiatati.














(continua nella seconda parte)