Come sappiamo nessuno legge gli articoli, contano solo i titoli.
Uno scorre la bacheca FB, legge e ha una reazione.
Gattini --->
Cosa brutta successa per colpa dei bigotti ---> GRRR
Facebook si basa su queste reazioni basilari, ha catturato due miliardi di persone in questo vortice di emozioni base
Le notizie vengono quindi selezionate e rimbalzate a seconda del potenziale emozionale. Alcune diventano "virali", cioè rimbalzano su tutte le piattaforme e su tutte le pagine contenitore (giornali online e aggregatori).
Gira da ieri questa notizia.
Riporto il NYpost, ma è presente nella stessa forma su tutti i media.
Man who was denied lung transplant over marijuana use dies | New York Post
Andiamo a leggere la notizia.
Ragazzo ventenne in attesa di un trapianto di polmoni in Utah.
Gli viene negato il trapianto perché nel corpo aveva tracce di THC.
L'ospedale in Utah dice che generalmente non operano trapianti su persone che hanno assunto tabacco, alcohol e droghe perché potrebbero esserci complicazioni durante il trapianto.
Un ospedale in Pennsylvania accetta di effettuare l'operazione qualche mese dopo.
Il ragazzo muore per complicazioni.
Dopo aver letto la storia uno pensa: beh, aveva ragione l'ospedale in Utah.
Quindi perché la notizia non è stata titolata "Man who smoked marijuana died after lung transplant"? Sarebbe stata legittima almeno quanto l'altro titolo. In entrambi i casi il legame di causalità suggerito per la morte (il rifiuto nel primo caso, la marijuana nel secondo) è quasi sicuramente falso.
Beh, per due motivi. Il primo è politico: la notizia è stata rimbalzata prima da media che seguono l'agenda liberal (droghe libere, amore libero senza limiti con chiunque, etc). Il secondo è legato al mondo dei social media. Il potenziale "GRRR" del secondo titolo è molto minore. Non rende bene l'idea dell'ingiustizia. Non rende bene una emozione chiara, condivisibile e universale. Invece la prima sì, ed infatti è diventato virale.
Spegnete il telefono e accendete la TV, la manipolazione era molto minore e molto meno pervasivo.






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