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riccardo orioles <riccardoorioles@sanlibero.it>
La Catena di San Libero
27 novembre 2006 n. 346

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Beh, chiamarlo computer forse e' eccessivo, certo e' un aggeggio cosi'
su una nave non s'e' piu' visto fino al Seicento (milleseicento), coi
suoi ingranaggi, i display di lettura a doppia faccia, il calcolo in
tempo reale di angoli, distanze, movimenti stellari e impostazioni di
rotta. Stiamo parlando dell'apparecchio ritrovato tanti anni fa in
fondo all'Egeo e di cui si e' riusciti solo ora a capire il
funzionamento: era un (non tanto) rudimentale strumento di
navigazione, niente di elettronico certo ma incontestabilmente
superiore a un astrolabio portoghese (tredicesimo secolo) o anche a un
buon vecchio sestante da bucanieri (1600 e seguenti). Il fatto e' che
l'aggeggio, probabilmente fabbricato a Rodi (citta' greca
specializzata in robe di mare) e' stato prodotto fra il primo e il
secondo secolo avanti Cristo, e cioe' piu' di mille anni prima di ogni
altra analoga tecnologia occidentale. L'Europa, cioe', per un certo
periodo ha prodotto tecnologie raffinate (non solo strumenti nautici:
ad Alessandria si facevano esperimenti col vapore gia' ai tempi di
Eratostene). Poi s'e' fermata. Poi sono passati mille anni. E poi ha
ricominciato da zero.

Il punto di massimo sviluppo, dal punto di vista della ricerca
tecnologica, e' verso la fine dei regni ellenistici (Egitto,
Seleucidi, ma ci metterei anche Siracusa), quando era appena finita la
Seconda Guerra Mondiale (che allora si chiamava Punica) ma l'impero
vincitore non aveva ancora provveduto a normalizzare il resto del
mondo. Seguirono un centinaio di anni sulla spinta di quel che c'era
gia', globalizzando le cose piu' digeribili (per esempio
l'aministrazione pubblica egiziana o il diritto della navigazione di
Rodi) e andando avanti alla meno peggio su tutto il resto. Certo, le
scoperte nuove non mancarono: i Galli per esempio inventarono il vino
moderno (cosa per cui hanno tutta la mia riconoscenza); ma tecnologia
avanzata piu' niente.

E come mai? Secondo me, perche' in effetti non c'era piu' questo gran
bisogno di tecnologia. I romani, infatti, avevano risolto il problema
energetico alla radice. Schiavi. E non qualcuno qua e la', come prima,
ma proprio a livello di massa. Per cui un mulino a vapore (o anche a
vento, o magari anche ad acqua migliorato) in fondo non serviva a
nessuno, visto che con un centinaio di schiavi potevi far girare tutte
le mole da macina di cui avevi bisogno. Niente incentivo
"capitalistico", dunque. Niente industriale che finanzia gli
esperimenti col vapore, niente Cugnot e niente Stevenson. Nella
tranquillita' generale, e senza che nessuno se ne avvedesse, il mondo
andava scivolando sempre piu' indietro.

Problemi immediati per il momento non ce n'erano, visto che gli
schiavi facevano tutto. Pero' i problemi di lungo periodo aumentavano,
ed erano piuttosto gravi. Primo, bisognava tener sotto non qualche
migliaio, ma milioni e milioni di schiavi: percio' addio politica,
visto che tener sotto gli schiavi assorbiva ogni altra istanza.
Secondo, bisognava procurarsi in continuazione schiavi nuovi, percio'
dagli a bombardare e invadere oggi gli armeni, domani i daci. Terzo, e
peggio di tutto, non si faceva piu' ricerca scientifica, e quella poca
che s'era fatta in passato si confondeva sempre piu' con letterature,
filosofie e religioni. Altro che nuovi strumenti di navigazione! Dal
quarto secolo in poi, si ricomincio' a navigare a vista. Non
riuscivano piu' neanche a inventarsi sciocchezze come mettere le
staffe ai cavalli, perche' lo stesso esercito era diventato un
complesso militare-industriale mirato essenzialmente alla riproduzione
di se stesso. Cosi' quando arrivarono i barbari, ben saldi grazie alle
staffe, l'impero prese piu' batoste di Bush e alla fine ando' a
ramengo.

* * *

"Ah, l'avessero inventato i greci, il computer!". Magari sarebbero
partiti dai giochi e non dalla crittografia, da Netscape e non da
MsDos. Ma non l'hanno inventato, accidenti: s'e' dovuto aspettare
duemila anni, e alla fine l'hanno inventato questi altri qua. Eppure -
eppure avrebbero pure potuto inventarlo i greci: attorno all'800-900
dopo Cristo, circa mille anni dopo le prime sperimentazioni a vapore,
in una situazione sociale di capitalismo avanzato (la Bella Epoque di
Alessandria, l'affluent society di Alicarnasso e dintorni, Clinton
presidente della Grecia Unita) perfettamente plausibile se si pensa
che la monarchia premoderna (i Valois, i Tudor e compagnia) nel
Mediterraneo orientale c'era gia' nel 200 avanti Cristo. E allora?

Allora niente. Sono arrivati un sacco di tizi piuttosto burini sul
piano tecnologico e culturale, ma straordinariamente bene organizzati
sul piano militare. Hanno preso l'Egitto, hanno guardato con
curiosita' la statua che faceva rudimentali movimenti spinti dal
vapore, hanno portato (o "procurato" sul posto) qualche decina di
migliaia di schiavi, e via col latifondo. Di agricoltura moderna
(mulino, mulino a vapore, tecnologia) se ne parlera' fra un paio di
migliaia di anni. Adesso, lasciateci fare in pace l'impero.

Ok, tu ora leggi queste quattro scemenze alla luce di una lampadina
elettrica (inventata centocinquant'anni fa) dentro una casa di cemento
armato (trecento anni fa) su un computer Windows (vent'anni fa, due
secoli per un computer). Domattina salterai dentro una scatola con
motore a scoppio (centoventi anni fa) e ricomincerai la tua giornata,
come sempre. E non ci sono piu' neanche i barbari, accidenti.
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Molto interessante.