Paradiso per gay
Cuba apre ai tansessuali e si dimostra più avanti dell'Europa
di LucaB
Oggi andiamo sull'isola caraibica dei sogni; sole, donne, musica e un caldo rilassante. Ma non finisce qui, per alcuni c'è anche altro, c'è Castro. Parlo di Cuba, ultimo baluardo del socialismo reale non oppressivo e totalitario come quello cinese o coreano.
Ieri è terminata la festa dell'anniversario dello sbarco della Granma e della nascita del leader maxim Fidel. Lui non c'era per problemi fisici; alcuni già lo danno per morto altri dicono che sia solo una montatura per nascondere al popolo una modifica dell'assetto economico nazionale aprendolo al capitalismo.
Io non mi espongo, dovrei essere lì per poter dire la mia. Però rimango affascinato da una notizia che giunge dall'isoletta.
Da oggi Cuba è avanti
rispetto l'Europa in campo sociale.
Il Centro Nazionale di Educazione Sessuale (CENESEX) diretta da Mariela Castro (nipote di Fidel e figlia di Raul) ha permesso l'introduzione per transessuali dell'acquisizione anagrafica della loro nuova identità sessuale.
Questo cambiamento accostato agli operatori di strada omosessuali dei centri di prevenzione AIDS che svolgono azioni specifiche nei luoghi informali di incontro, fanno si che Cuba scavalchi il passato di omofobia e intransigenza paragonabile a quello cattolico, che costringeva anche ai lavori forzati chi ostentava sessualità diverse da quelle uomo-donna.
Rigorosamente tutto gratuito, come ogni servizio è offerto dallo stato, da oggi potremo cambiare sesso e nome senza rischiare linciaggi in un isoletta che si definisce dittatoriale, mentre in Italia questo ancora non è permesso.




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