Con colpevole ritardo (alcune foto mi sono arrivate solo ora), riporto un po' di materiale riguardante la giornata del 5 novembre, come ogni anno a Pavia dedicata al ricordo del Camerata Emanuele Zilli, prematuramente caduto il 5 novembre 1973.
Per conoscere la sua storia: www.paviatricolore.org/zilli.htm
Il comunicato stampa:
Prima che uscisse il noto libro di Luca Telese, “Cuori Neri”, che ha avuto il merito di far conoscere al grande pubblico una storia dimenticata come quella di Emanuele Zilli, solo pochi ricordavano, o volevano ricordare, la tragica scomparsa di questo giovane militante missino. Determinante perché questa storia fosse finalmente strappata all’oblio fu, diversi anni fa, e lo diciamo senza nascondere l’orgoglio, Stefano Vaglio Laurin, militante forzanovista che con l’aiuto della sezione pavese del Movimento condusse un instancabile lavoro di ricerca e di informazione, ripreso poi anche dal Telese stesso, affinché la memoria di Emanuele non si spegnesse.
Negli anni passati, ogni 5 novembre, anniversario della sua prematura scomparsa, avvenuta nel 1973, abbiamo sempre ricordato Emanuele, in diversi modi: organizzando incontri e conferenze o partecipando alla celebrazione di Messe in sua memoria, contattando anche la sua famiglia, senza tuttavia mai abbandonare il costante e silenzioso lavoro di ricerca riguardo alla sua triste storia. Tutti questi nostri sforzi hanno in comune un preciso obiettivo: sollecitare la riapertura del caso, un caso tanto chiaro per le prove raccolte e per i risultati delle indagini svolte quanto torbido per l’inspiegabile e frettolosa archiviazione che mise la parola fine alla vicenda processuale. Emanuele Zilli morì a 25 anni lasciando una moglie e due figlie, vittima della persecuzione antifascista. Dopo più di 30 anni, è doveroso da parte nostra chiedere a gran voce verità e giustizia, non solo per una famiglia atrocemente provata dal dolore, ma anche per un ambiente politico ed umano per troppo tempo relegato al rango di nemico del vivere civile, carne da macello, quando “uccidere un fascista non era reato”.
Per la prima volta, quest’anno, era nostra intenzione ricordare Emanuele come si deve, con tutti i camerati, domenica 5 novembre, in via F.lli Scapolla, a Pavia, dove con ogni probabilità - anzi, certamente - fu aggredito mortalmente dai comunisti, ma la Questura di Pavia ci ha purtroppo negato l’autorizzazione. In questo caso, però, non è nostra intenzione sollevare inutili polemiche, per non correre il rischio di strumentalizzare il ricordo di Emanuele, che non appartiene solo alla sezione pavese di Forza Nuova, ma alla sua famiglia, a tutti gli amici e camerati. Preferiamo quindi non commentare, limitandoci a riferire i fatti.
Invitiamo dunque i camerati a spendere qualche minuto, domenica 5 novembre, per ricordare Emanuele - uomo, marito, padre, militante coraggioso, generoso e disinteressato - in forma privata, regalando un pensiero, una preghiera, un fiore ad una persona che dovrebbe essere esempio per tutti noi.




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