Zebina: «Ostaggi della Juve»
Il francese duro: «Sono rimasto, perché come molti altri non ho avuto scelta».
Altro che Nedved a Genova, l’entrata più dura è quella dell’arrabbiatissimo Jonathan Zebina a Milano. Furibondo con i dirigenti, quelli nuovi e quelli vecchi, completamente insoddisfatto di giocare in B, va in tv ( Con*trocampo) e spara. Primo colpo: «Posso solo es*sere arrabbiato con la vecchia dirigenza, perché ci ha in*gannato e ora paghiamo le lo*ro colpe» . Secondo colpo: « Giocare in B non mi piace. Perché ci so*no rimasto? La verità è che non abbiamo avuto scelta. Non è facile per noi ed erano davvero tanti quelli che vole*vano scappare». Terzo colpo: «Non ho nulla di personale con Moggi. E poi, adesso, ci sono altri diri*genti. Piuttosto, continuo a leggere che il presidente Co*bolli Gigli dice: Zebina non è molto importante per la squadra. Non è bello» .
Quarto colpo: «Sono stato contestato a lungo per il pro*blema di Napoli, ma non lo meritavo. Non è vero che mi sono rifiutato di entrare in campo: avevo avuto dei pro*blemi muscolari durante la settimana e mentre mi scal*davo ho sentito che venivano di nuovo fuori, così ho chiesto a Deschamps di non rischia*re. Alla fine è uscito che ho ri*fiutato di giocare e non era vero, però la società ha gesti*to male la situazione, non so*no stato protetto dal club che non ha spiegato bene come stavano le cose». Quinto colpo: «Lo scudetto all’Inter? Hanno sbagliato ad accettarlo, non l’hanno vinto sul campo, non dovevano prenderlo. Per noi è una feri*ta che brucia, perché sapeva*mo di essere la squadra mi*gliore e di aver vinto merita*tamente per due anni conse*cutivi. Si può discutere, ma è così» .
Fonte TuttoSport




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