HAITI: Soldati ONU accusati di violenza sessuale
Haiti Scritto da Gabriele Siviero domenica, 03 dicembre 2006 17:42
Gravi accuse arrivano da Haiti nei confronti di alcuni militari della forza Onu MINUSTAH, (United Nations Stabilization Mission in Haiti), impiegati in missione di peacekeeping nel piccolo stato caraibico. Secondo fonti della BBC, alcuni caschi blu si sarebbero resi responsabili di violenze sessuali nei confronti di minori.
Una ragazza di sedici anni ha riferito di essere stata rapita e violentata, all'interno di una base navale delle Nazioni Unite da un militare brasiliano, quando aveva quattordici anni. I genitori della giovane hanno denunciato il fatto alle autorità dell'Onu presenti sul territorio, ma nonostante le evidenti prove mediche, successivamente ad alcune indagini interne, il soldato in questione è stato rimpatriato senza alcun provvedimento, poiché le prove sono state considerate insufficienti.
I caschi blu godendo dell'immunità, non sono sottoposti alle leggi dei paesi in cui operano, ma possono essere sanzionati solo attraverso le leggi dello stato di appartenenza, ma molto spesso le inchieste a loro carico si concludono con un nulla di fatto. L'episodio descritto non sembra essere isolato: una bambina ha affermato di essere stata stuprata da un peacekeeper a soli undici anni, e altri militari sono stati accusati di usufruire della prostituzione locale (anche minorile).
L'assistente del segretario generale per le operazioni di peacekeeping, Jane Holl Lute, prende le distanze da tali fatti, affermando che devono essere cercati strumenti per prevenire e reprimere simili comportamenti; nel frattempo è stata indetta una conferenza speciale a New York per il prossimo 4 dicembre, al fine di analizzare la questione. Ad oggi i militari ed i civili indagati per le violenze commesse, durante le missioni sotto l'egida dell'ONU ammontano a 316.
La Missione ONU
La MINUSTAH è presente sul territorio Haitiano dal 2004, anche se personale civile dell'Onu si era già insediato a partire dal 1994. L'attuale missione dei caschi blu, prorogata dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU fino al 15 Febbraio 2007 (risoluzione 1702), consta di 6.642 soldati provenienti da 19 paesi (tra gli europei vi sono solo i francesi), 1.700 poliziotti, 169 volontari e 870 civili. Tra i vari compiti che svolge spiccano la riorganizzazione della polizia haitiana ed il disarmo delle bande locali. Numerosi sono stati in passato gli scontri tra universitari appoggiati dai ribelli e caschi blu (18 le vittime)
La guerra civile
La recente storia di Haiti è legata alla figura dell'ex presidente Jean-Bertrand Aristide. Eletto nel 1991 venne successivamente deposto da un golpe militare, affiancato dagli Stati Uniti tornò al potere nel '94; nelle elezioni del 2000 riuscì ad essere rieletto.
Ma le opposizioni e la comunità internazionale gridarono allo scandalo accusando Aristide ed il suo partito, il Fanmi Lavalas, di aver sabotato il voto. La situazione precipitò, ed il paese a partire dal 2004 dopo gli scontri avvenuti a Gonaives, si trovò nel pieno di una guerra civile.
L'ex sacerdote, divenuto ex presidente fuggì in esilio e, come previsto dalla costituzione, il presidente della Corte suprema Boniface Alexandre prese il potere. La sua richiesta di aiuto alla comunità internazionale fu accolta con l'invio del primo contingente armato dell'Onu ad Haiti; il MIF (Multinational Interim Force) diventato poi l'attuale MINUSTAH.
Boniface Alexandre nominato presidente ad interim ha traghettato il paese fino alle elezioni dello scorso febbraio che hanno visto vincitore Renè Preval, (non senza qualche contestazione), ex primo ministro e fedelissimo di Aristide. Il paese resta comunque instabile, visti gli scontri del novembre scorso e l'estrema povertà in cui versa la stragrande maggioranza della popolazione, costretta a sopravvivere con meno di un dollaro al giorno.
Gabriele Siviero






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