Mentre i Comuni di Cagliari e di Quartu S. Elena non fanno assolutamente nulla contro l'abusivismo edilizio dentro il parco (ben 185 casi), mentre il Consorzio di gestione del parco naturale regionale Molentargius - Saline almanàcca di piani di risanamento dell'abusivismo edilizio nel suo territorio (ovviamente a spese pubbliche), mentre associazioni ambientaliste, come l'Associazione per il Parco, stipulano protocolli d'intesa per visite guidate fra discariche e scarichi abusivi senza proferir verbo sull'abusivismo edilizio nell'area protetta, fra qualche mese un abuso "VIP" se ne andrà in un'aula di Tribunale. Ora valuteremo se custituirci parte civile. Buona lettura...
da La Nuova Sardegna, 6 dicembre 2006
Decreto penale del gip all’imprenditore Aldo Pili. Multa di 15mila euro per la piscina abusiva.
E’ arrivato il momento della resa dei conti per l’imprenditore Aldo Pili - fratello del più noto esponente di Forza Italia, Mauro Pili - che ha realizzato abusivamente nel giardino della sua casa a Medau su Cramu, in via dei Gelsomini, una piscina ovale senza alcuna autorizzazione in un’area protetta dalle legge sui parchi. Il gip Giovanni Lavena gli ha inflitto una multa di 15 mila euro con l’ordine di rimettere in pristino i luoghi, quindi di demolire la piscina. Il decreto penale di condanna - che prevede la sentenza del giudice senza passare per un contradditorio in aula - era stato chiesto dal pm Andrea Massidda sulla base di un esposto presentato dal Gruppo di intervento giuridico, che conteneva la foto aerea del manufatto. Il decreto resterà sospeso perchè il difensore Pierluigi Concas si è opposto. Sarà quindi un giudice monocratico a giudicare Pili il prossimo 5 giugno. L’imprenditore si era difeso a suo tempo sostenendo che la piscina era in realtà una vasca per l’irrigazione, ma gli uomini della Guardia Forestale avevano comunque consegnato alla Procura un rapporto corredato da immagini fotografiche in cui la vera ‘vocazione’ della vasca appariva lampante. Curioso osservare che un parere positivo sulla possibilità di non demolire la piscina era arrivato: la firma è quella di Lucio Pani, l’ex direttore dell’ufficio regionale tutela del paesaggio imputato di corruzione, truffa, falso e abuso d’ufficio proprio per la presunta abitudine ad avallare la realizzazione di opere illegali. In questo caso Pani scrisse che «le opere realizzate abusivamente non sono per caratteristiche e dimensioni di pregiudizio ai beni oggetto della tutela paesistica». Sulla proprietà di Aldo Pili a Medau su Cramu il pm Massidda aveva aperto due anni fa un’altra inchiesta, poi finita in archivio: la denuncia degli ambientalisti era legata quella volta all’edificio, un vecchio stazzo di pastori per il ricovero degli animali, acquistato per 300 milioni di lire e ristrutturato dall’ingegnere. Non c’era il cartello di inizio lavori e neppure il numero dell’autorizzazione edilizia, che comparvero d’incanto solo dopo che la Nuova Sardegna pubblicò le fotografie dei lavori in corso. L’ispezione condotta dai carabinieri non mise però in luce alcunchè di irregolare. Mesi dopo però attorno alla proprietà Pili a Medau su Cramu è comparsa una recinzione ancora più alta e impermeabile: c’è voluta una fotografia aerea per scoprire che all’interno i lavori erano andati avanti, stavolta per costruire una vasca col fondo azzurro, a forma di goccia, che appare chiaramente una piscina. Nuova denuncia e nuova inchiesta giudiziaria, con conclusioni del tutto opposte alla prima.
da Il Sardegna, 6 dicembre 2006
Medau su Cramu. Aldo, fratello dell'ex governatore, accusato di reato ambientale. Quindicimila euro per un tuffo, la piscina di Pili finisce in aula.
La difesa non vuole pagare la multa: si tratta di una cisterna. Il processo inizia il 5 giugno.
Quindicimila euro di multa aver abbellito la sua villa a due passi dallo stagno di Molentargius con una piscina non autorizzata. Questa la sanzione pecuniaria che la Procura ha sollecitato con un decreto penale di condanna nei confronti di Aldo Pili, ingegnere e fratello dell’ex presidente della Regione Mauro, che ora siede fra i banchi dell’opposizione alla Camera dei deputati. Il legale difensore Pierluigi Concas si è però opposto al decreto firmato dal pubblico ministero Andrea Massidda e così il giudice per le indagini preliminari Giovanni Lavena ha fissato al 5 giugno dell’anno prossimo la data di inizio del processo che vedrà Aldo Pili sul banco degli imputati con l’accusa di reato ambientale. I fatti risalgono a sei anni fa quando il fratello del parlamentare di Forza Italia acquistò uno stazzo e il terreno circostante a Medau su Cramu, la zona abitata inizialmente abusiva e poi sanata a ridosso del parco di Molentargius. L’operazione costò trecento milioni di lire. Successivamente lo stazzo venne ristrutturato e si trasformò in una bella villa, praticamente invisibile dall’esterno, come anche la piscina che sorse più tardi. Durante una prima visita dei carabinieri, per valutare eventuali irregolarità relative alle licenze edilizie, tutto risultò essere in regola. I lavori per la realizzazione di una grande vasca che, secondo l’accusa, era una vera e propria piscina, iniziarono dopo poco tempo. Secondo Pili però non si trattava di un dettaglio di lusso alla casa ma semplicemente di un mega vascone, una cisterna all'aperto che serviva per l'irrigazione. La vicenda di presunte irregolarità della piscina arrivò all’attenzione della procura della repubblica in seguito a un esposto al Comune di Cagliari presentato dall’associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico, che fece scattare delle foto aeree della villa, altrimenti invisibile dall’esterno. Il municipio di via Roma, sollecitato sulla legalità o meno dell’opera, rispose che la piscina era priva di autorizzazione. Da qui, una serie di articoli pubblicati sui quotidiani, che fecero scattare l’inchiesta penale. Per il pm il reato ambientale sussiste ma la difesa si è opposta alla multa di 15 mila euro. Ora la vicenda sarà discussa e decisa nel processo che inizierà il 5 giugno.




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