PRODI HA 15 MILIARDI DI EURO
MILANO Forse abbiamo capito dove andranno a finire i soldi delle nostre tasse. Basta leggere l'articolo 53, primo e secondo comma della finanziaria. C'è scritto che il governo potrà spendere 15 miliardi di euro in tre anni, senza specificare come e per cosa. In sostanza, nel testo che ora è al vaglio del Senato, siamo di fronte a una delega in bianco che i parlamentari dovranno firmare a Prodi & C. Un atto che appare comunque illegittimo oltre che incostituzionale, visto che va contro le leggi di contabilità dello Stato e la Carta costituzionale. Lo dicono proprio alcuni costituzionalisti, tecnici del Parlamento e alti dirigenti della pubblica amministrazione. E il ministro Tommaso Padoa-Schioppa? Ovviamente sa tutto, visto che la manovra l'ha scritta lui. Ma a questi rilievi sembra non voler dare ascolto. Ma vediamo questo articolo, leggermente modificato in prima lettura alla Camera: "Per gli esercizi 2007, 2008, 2009 è accantonata ... una quota, pari rispettivamente a 4.572 milioni, a 5.031 milioni e a 4.922 milioni di euro, delle dotazioni delle unità previsionali di base iscritte nel bilancio dello Stato, anche con riferimento alle autorizzazioni di spesa predeterminate legislativamente". Il testo emendato prosegue poi spiegando che "con decreto del ministro dell'Economia ... possono essere disposte variazioni degli accantonamenti ... anche interessando diverse unità previsionali". E ancora: "Lo schema del decreto è trasmesso al Parlamento per l'acquisizione del parere delle Commissioni competenti - quindi siamo a livello di pareri - per le conseguenze di carattere finanziario". E dire che - come recita l'articolo 76 della Costituzione - "l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al governo". Senza considerare che la finanziaria non potrebbe contenere norme di delega o di carattere ordinamentale o organizzativo. Ma il bello arriva con il secondo comma dell'articolo 53 della legge di bilancio. "Il ministro competente - si legge - d'intesa con il ministro dell'Economia, può comunicare all'Ufficio centrale del bilancio ulteriori accantonamenti aggiuntivi delle dotazioni delle unità previsionali ... da destinare a consuntivo, per una quota non superiore al 30%, ad appositi fondi per l'incentivazione del personale dirigente e non dirigente". Tradotto: i 15 miliardi di partenza potrebbero salire a 20. E quei cinque miliardi in più dovrebbero finire nelle tasche di "personale dirigente e non dirigente". A voler essere maliziosi si potrebbe inoltre aggiungere che Prodi, con questo articolo, non voglia più passare dal Parlamento per farsi autorizzare le spese, evitando così di finire nella palude del Senato e di scendere a patti con gli alleati, in primis i Ds. Quindici o venti miliardi in tre anni sono infatti una bella dote. I comma incriminati per ora sono passati alla Camera, pur con qualche polemica. Ma a Palazzo Madama c'è chi promette battaglia. Come il senatore della Lega Nord, Dario Fruscio. Già da qualche settimana sta tentando di porre sul tavolo il problema. In via istituzionale ha scritto una lettera-documento al presidente Franco Marini per metterlo in guardia dal rischio di incostituzionalità del provvedimento. Ha invocato il suo intervento per evitare «un'inutile attività, offensiva delle dignità e del ruolo del Parlamento». Ha chiesto «di giudicare irricevibile» il testo della finanziaria uscito dalla Camera o, in subordine, «di espungere», di togliere l'articolo 53. Risultato? Marini ha risposto a Fruscio sostenendo che certe prerogative, le quali "spettano direttamente al presidente del Senato ... sono di ambito differente a seconda che il provvedimento giunga al Senatoin prima o in seconda lettura". Come se un ramo del Parlamento valga di più dell'altro. E comunque "eserciterò queste prerogative ... sulla base del parere che sarà espresso dalla Quinta commissione permanente". Che in realtà si occupa soltanto di saldi, non di giudizi. Fra pochi giorni la manovra arriverà in Aula a Palazzo Madama. E se nessu no interverrà, il governo potrà contare su una delega in bianco da 15 e passa miliardi per i prossimi tre anni. Frutto delle nuove tasse introdotte da Padoa Schioppa e Visco. Qualcuno lo faccia presente al presidente Giorgio Napolitano: visto che per il capo dello Stato la Costituzione «va letta, studiata, imparata e praticata». Se ne ricordi anche quando dovrà firmare la finanziaria.Giuliano Zulin




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