Gentile Direttore
Le scrivo per dar voce a un pensiero che da lunedì sera non mi dà pace. Con alcune amiche sono andata a vedere il film di Corrado Guzzanti Fascisti su Marte. All'uscita stavamo ancora ridendo di gusto, ma siamo rimaste a bocca aperta vedendo che sul corso Vittorio Emanuele (via principale a Piacenza) ci attendeva un gruppetto di ragazzi e ragazze molto giovani, con uno striscione che diceva: "Siamo tornati da Marte!", firmato Comitato Studentesco.
Siamo rimaste paralizzate alcuni secondi, il tempo di assistere allo sfogo di una signora che, da ex insegnante di storia, invitava i ragazzi a rileggere la nostra storia più recente. Uno di loro ha prontamente risposto che è difficile oggi trovare un libro di storia che dica la verità. Le mie amiche e io ci siamo a quel punto allontanate ancora incredule commentando che anche Guzzanti scherza su chi vorrebbe fare del revisionismo storico... ma quei ragazzi non scherzavano per niente. Ci sono allora tornate alla mente le parole di una recente intervista televisiva al partigiano Giorgio Bocca, in cui lo scrittore ha affermato con fermezza che il fascismo in Italia sta tornando.
Ha ragione Bocca? Mi domando come di fronte alla testimonianza vivente di quei grandi vecchi si possa avere nostalgia di quel periodo.
Noi che abbiamo 25 anni siamo fortunati ad avere nonni e nonne pronti a raccontare le loro microstorie nella tragica macrostoria del ventennio fascista, abbiamo genitori volenterosi che pur non avendola vissuta ci vogliono consapevoli. Quando questi nonni non ci saranno più cosa penseranno i nostri figli di quei ragazzi con lo striscione? Che il fascismo non è mai esistito? Che si è trattato di una barzelletta? O che è stato un bel periodo in cui i treni arrivavano in orario e le paludi sono state bonificate?
La lettera è stata spedita ad un noto settimanale d'attualità di sinistra da una giovane piacentina. La lettera era firmata con nome e cognome, ma ovviamente li ho omessi.


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