<<Le fasce sono simbolo del nascondimento di Dio, velano la sua presenza perché la sua luce non accechi i nostri occhi. Saranno ritrovate nel sepolcro, per terra, quando lui, il Signore, avrà sconfitto la morte e dichiarato abolite tutte le croci.
Ma quando Maria le ha utilizzate per la prima volta quella notte, suo Figlio non ha mai smesso di riutilizzarle. Ancora oggi continua a giacere avvolto in fasce.
Qui, se per poco ci mettiamo a “sbendare”, le scoperte si infittiscono paurosamente: migliaia di volti spauriti a cui nessuno ha mai sorriso; membra sofferenti che nessuno ha mai accarezzato; lacrime mai asciugate; solitudini mai riempite; porte a cui mai nessuno ha bussato. E si potrebbe continuare all’infinito, in un interminabile rosario di sofferenze.
E’ qui che Dio continua a vivere clandestino. A noi il compito di cercarlo; di cominciare a bazzicare certi ambienti non troppo piacevoli, oltre la sacrestia; di lasciarci ferire dall’oppressione dei poveri, prima di cantare le nenie natalizie davanti al presepio.
Guardare oltre le fasce, riconoscere un volto, ritrovare trasparenze perdute, coltivare sogni innocenti: non è andare incontro alla felicità? >>




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