La Lazio stende la Roma e lancia l'Inter
10 12 2006
AP


La Lazio batte per 3-0 la Roma, rilancia le proprie ambizioni di quarto posto, distante ora solo due punti, e dà invece un duro colpo a quelle di Scudetto dei cugini giallorossi, staccati di nove dalla capolista Inter.

Successo meritato per la Lazio e soprattutto per Delio Rossi, vero artefice della vittoria: il tecnico ha infatti messo in campo una formazione attenta a chiudere gli spazi alla Roma, impedendone i fraseggi in velocità e il gioco in profondità, e pronta a ripartire con uomini di qualità come Mauri, Rocchi e Pandev.

Dall'altra parte, la Roma deve riflettere soprattutto su due cose. La prima è di livello tecnico: come già visto in altre occasioni, contro le formazioni che occupano gli spazi, i giallorossi faticano a trovare alternative al loro gioco rapido e sentono la mancanza di "chili e centimetri" necessari per farsi valere sui palloni alti necessari a scardinare le difese più arroccate.

La seconda riguarda la forma della squadra: se nello specifico Totti e altri romanisti non erano al top, in generale è tutta la squadra che pare pagare i tanti impegni tra campionato e Champions, pegno da scontare con una rosa tutt'altro che profonda come quella disposizione di Spalletti. In questo senso, qualche operazione a gennaio pare necessaria.

Passando alla più stretta cronaca, le due squadre scendono in campo con le formazioni previste alla vigilia ma se nella Roma Totti fa effettivamente il centravanti di regia con i tre guastatori alle sue spalle per il 4-2-3-1, il 4-3-1-2 della Lazio si trasforma spesso in un 4-5-1, dove Mauri segue da vicino Pizarro e anche Pandev arretra spesso sulla linea dei centrocampisti per evitare l'inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo.

Così la Roma fatica a trovare gli spazi e impegna Peruzzi solo con tiri dalla distanza di Totti e Pizarro anche se pure Taddei, su cross del "Pupone", si fa vedere con un colpo di testa a lato non di molto. Dal canto suo, la Lazio si chiude e prova qualche raid estemporaneo, soprattutto con Rocchi e Mauri, ma con il passare dei minuti trova crescente coraggio.

Così al 43° i biancocelesti sfiorano il gol con Cribari, sulla cui incornata è miracoloso Doni a deviare sulla traversa, e un minuto dopo vanno a segno: Ledesma riceve palla sui venticinque metri e scaglia un sinistro micidiale che termina la sua corsa all'incrocio, con Doni che, coperto, non vede partire il pallone.

Il primo tempo si chiude così sull'1-0 per la Lazio, che al 5° della ripresa raddoppia. Errore di Mexes, Pandev ruba palla e fugge verso la porta laziale: il suo pallonetto scavalca Doni, che lo tacca mentre Panucci salva a porta sguarnita. Dopo essersi consultato con il guardalinee Ayroldi, Rosetti decide per il "giallo "al portiere romanista e per il rigore, che Oddo trasforma freddamente.

La Roma prova allora a mettere in campo tutta la sua grinta e trascinata da Totti si riversa nella metà campo avversaria: tuttavia la foga basta a creare problemi a Peruzzi e Spalletti prova allora a inserire anche Vucinic per Tonetto per passare al 3-2-3-2.

In realtà, con una punta in più gli spazi nella metà campo laziale si intasano ulteriormente e, nonostante la buona volontà dei giallorossi e qualche mischia in area biancoceleste, è ancora la Lazio a trovare il gol al 73°: splendido assist di Rocchi dalla destra per il taglio di Mauri, il cui pallonetto finisce sulla traversa ma sul rimpallo arriva Mutarelli che insacca il 3-0 e mette la parola "fine" al derby. E forse anche al campionato.